Cecè di Luigi Pirandello

0
444
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoVenerdì 8 – Sabato 9 febbraio, alle ore 21, al Teatro del Navile – Spazio Arte di Bologna, in Via Marescalchi 2/b (ang. Via D’Azeglio, 9 ), nell’ambito della rassegna “Pirandello è il novecento”, la Compagnia Teatro Studio e il Teatro del Navile presentano “Cecè”, un atto unico di Luigi Pirandello, con Agnese Corsi, Alessandro Fanti, Leonardo Galotto, costumi a cura di Milena Cortelli, regia di Nino Campisi. A seguire, alle ore 22, Nino Campisi interpreta la novella “La patente”.

Pirandello è il novecento”, da questa categorica affermazione di Andrea Camilleri, e dalle illuminanti riflessioni di Leonardo Sciascia, prende forma lo studio dell’opera di Luigi Pirandello a cui il Teatro del Navile di Bologna, nell’ambito della stagione teatrale 2012-2013, dedica l’omonima rassegna teatrale, un ciclo di Lezioni Pirandelliane, e un Laboratorio Teatrale. La commedia “Cecè” (scritta nel 1913 e rappresentata in prima assoluta nel 1915 al Teatro Orfeo di Roma) apre la rassegna, e ci mostra il volto brioso e umoristico dell’autore.

Pirandello mette in scena, alla maniera del vaudeville francese, un allegro e scanzonato faccendiere che si muove nel corrotto sottobosco della capitale, Cesare Vivoli, detto Cecè, qui protagonista di un raggiro ai danni di Nada, un’ingenua mondana di lusso. Cecè ha rilasciato a Nada delle cambiali per vincere una scommessa tra amici. Per riavere indietro le cambiali Cecè si serve dell’ignaro commendator Squattriglia, un ricco costruttore a cui ha fatto dei favori introducendolo presso il Ministro dei Lavori Pubblici.

E così Squattriglia, presentandosi a Nada come amico del padre, e dipingendo Cecè come un furfante senza scrupoli che ha messo a repentaglio l’onore della famiglia a causa delle sue azioni scellerate, riuscirà a riavere le cambiali in cambio di poche lire. Cecè, rientrato in scena, fa credere alla povera Nada di essere vittima di un fantomatico usuraio che è riuscito a carpire le cambiali per poterlo ricattare. Per farsi perdonare, Nada restituisce a Cecè la piccola somma in denaro datale da Squattriglia e lo ripagherà con le sue grazie alla stregua dell’usura del finto ricattatore. Il personaggio del “viveur” Cecè si inserisce nel filone di critica alla corruzione della capitale romana, luogo di affari e di loschi traffici. Ma oltre alla critica al mondo della politica, Pirandello anticipa qui il tema di “Uno, nessuno e centomila” (il suo romanzo più importante, iniziato nel 1909 e pubblicato nel 1926) con un breve monologo con cui Cecè si descrive a Squattriglia: “Ma dimmi un po’: non è uno strazio pensare che tu vivi sparpagliato in centomila? In centomila che ti conoscono e che tu non conosci? che sanno tutto di te, e che tu non sai neppure come si chiamino?…” In scena gli attori della Compagnia Teatro Studio, Leonardo Galotto, nel ruolo di Cecè, Agnese Corsi, nel ruolo di Nada, e Alessandro Fanti nei panni del Commedatore Carlo Squattriglia.

 

Teatro del Navile

Via Marescalchi 2/b (ang. via D’Azeglio 9 – Piazza Maggiore) – Bologna

www.teatrodelnavile.it

Prenotazione telefonica allo 051.224243- Ingresso riservato ai soci: tessera Euro 1,00 –

Biglietti: Intero Euro 10,00 – Ridotto Euro 8,00. Biglietteria: ore 20.00 – Inizio Spettacolo ore 21.00

LEAVE A REPLY