La grande magia

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Foto di Tommaso Lepera
Foto di Tommaso Lepera

Appuntamento molto atteso nella Stagione di Prosa del Teatro Comunale di Vicenza: torna il teatro dei De Filippo. Lunedì 25 e martedì 26 marzo sarà in scena La grande magia, uno spettacolo della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria e Elledieffe, interpreti Luca De Filippo (che firma anche la regia), Massimo De Matteo, Nicola Di Pinto, Carolina Rosi, scene e costumi di Raimonda Gaetani, luci di Stefano Stacchini. Lo spirito del grande Eduardo rivive in questa rappresentazione magistrale sul rapporto tra realtà, vita e illusione. La grande magia è una commedia ma anche una profonda riflessione sul teatro e sulla funzione: raccontarci una storia, appassionarci ad una vicenda umana, filtrata dalla lente di una straordinaria poesia, facendoci aprire se possibile, gli occhi sulla realtà.

La Stagione di Prosa del Teatro è promossa e sostenuta dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza in collaborazione con Arteven, responsabile della direzione artistica, con il sostegno di Estel, Fiamm e Develon come partner, AC Hotel Vicenza, Anthea Broker, Burgo Group, AFV Beltrame, Confcommercio, Immobiliare Olimpica, Inglesina, Palzileri, Gruppo Mastrotto e Cantina Colli Vicentini come sponsor e Il Giornale di Vicenza come media partner.

La grande magia di Eduardo De Filippo è unacommedia tra le meno rappresentate del grande drammaturgo napoletano, messa in scena solo dalla stesso Eduardo con la sua compagnia e poi da Giorgio Strehler con il Piccolo Teatro di Milano dal 1985 in poi.

Ora la grande tradizione della più famosa famiglia d’arte italiana si rinnova con Luca de Filippo, interprete intelligente, profondo, intenso. Dopo capolavori assoluti come Filumena Marturano e Napoli Milionaria ecco una delle opere meno note di Eduardo, ma forse più innovative: La grande magia, commedia dai sapori pirandelliani, ambientata in una società alto-borghese, molto diversa dagli scenari popolari di Eduardo.A chi gli chiedeva cosa avesse voluto dire con La grande magia, Eduardo rispondeva che “la vita è un gioco, e questo gioco ha bisogno di essere sorretto dall’illusione, la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede….Ogni destino è legato ad altri destini in un gran gioco eterno del quale non ci è dato scorgere se non particolari irrilevanti” (Il Dramma, marzo 1950).

Il tema della rappresentazione è, in sintesi, il rapporto tra realtà, vita e illusione: il Professor Otto Marvuglia fa “sparire” durante uno spettacolo di magia la moglie di Calogero Di Spelta per consentirle di fuggire con l’amante, e fa poi credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola in cui sostiene sia rinchiusa. Alla fine la donna ritornerà, pentita, ma il marito si rifiuterà di riconoscerla, preferendo restare ancorato all’illusione di una moglie fedele custodita nella scatola.

Se si considera il periodo in cui è stato scritto e la prima messa in scena del testo, rigorosamente in italiano, tra il 1947 e il 1950, va segnalata la modalità coraggiosamente sperimentale, ricca di numerosissimi riferimenti metateatrali: Eduardo parla in modo preciso del rapporto tra il mondo del teatro e quello degli spettatori, e dei confini, invisibili ma invalicabili, tra queste due realtà complementari. Ma parla forse anche della crisi di un autore che aveva creduto di trovare la propria funzione negli anni difficili, ma pieni di speranza e di entusiasmo del primo dopoguerra, e si accorge che il mondo preferisce non guardare in faccia la realtà: il teatro è considerato un’arte accessoria e un tranquillizzante gioco di illusione, anzichè uno strumento di comprensione.

Quando debuttò a Roma nel 1950, l’opera non ebbe molto successo perché il pubblico, abituato alla comicità popolare delle opere precedenti, non riuscì ad apprezzare subito i toni più intimi, di dramma borghese ricco di risvolti umani e sociali, che La grande magia rappresenta.

La grande magia in scena al Comunale di Vicenza lunedì 25 e martedì 26 marzo è unospettacolo che, dopo il debutto nell’ottobre scorso, sta riscuotendo nella tournée nazionale un enorme successo di critica e di pubblico; Luca De Filippo aggiunge così un nuovo tassello all’itinerario che lo sta portando, nelle ultime stagioni, a mettere in scena le commedie scritte padre Eduardo nel periodo 1945-48.

Figlio d’arte di Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo nasce a Napoli nel 1900. Debutta in palcoscenico a soli quattro anni. Nel 1929 fonda, con i fratelli Titina e Peppino, una propria compagnia. Attore e autore di straordinaria umanità e versatilità, Eduardo ha messo in scena la variegata realtà napoletana in commedie che dipingono con i colori dell’ironia il complesso rapporto tra individuo e società, sottolineandone gli aspetti comici e drammatici.


Nato a Roma nel 1948, Luca De Filippo respira l’aria del palcoscenico fin da bambino. Dopo il debutto a soli otto anni nel ruolo di Peppeniello in Miseria e nobiltà di Scarpetta, lavora con il padre in tantissime commedie, sia in teatro che in televisione. Dopo il ritiro dalle scene di Eduardo, nel 1981 fonda una sua compagnia con la quale prosegue nel lavoro di attore e regista mettendo in scena le commedie del vasto repertorio paterno.

I biglietti per gli spettacoli della Stagione di Prosa sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale (viale Mazzini 39, Vicenza – tel. 0444.324442 biglietteria@tcvi.it aperta dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30, martedì, mercoledì e giovedì anche il mattino dalle 10.30 alle 13.00), sul sito del Teatro Comunale www.tcvi.it, e in tutte le filiali della Banca Popolare di Vicenza.

I prezzi: 28 euro il biglietto intero, 22 euro per il ridotto over 60 e 14 euro per il ridotto under 30.

 

 

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