Sinaisky-Matsuev, Čajkovskij: Concerto per pianoforte n.1, Santa Cecilia, Roma

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Êîíöåðò äèðèæåðà Âàñèëèÿ Ñèíàéñêîãî ñ Ðîññèéñêèì íàöèîíàëüíûì îðêåñòðîìAncora una serata all’insegna della grande Russia per il nuovo appuntamento della stagione sinfonica di Santa Cecilia. Come già annunciato, il Maestro Yuri Temirkanov è stato costretto a rinunciare al concerto per motivi di salute) ed è stato ben sostituito sul podio da un altro russo, il grande maestro Vassily Sinaisky, Direttore Musicale del celeberrimo Teatro Bolshoi di Mosca, volto sorridente e rassicurante, al suo debutto a Santa Cecilia. Inalterato invece il programma della serata che si divide fra i massimi profeti russi, Čajkovskij e Prokofiev, così come è stata confermata la presenza del fuoriclasse Denis Matsuev. Russo, 38 anni, Matsuev, ospite abituale a Santa Cecilia e ospite d’onore della serata, è amatissimo dal pubblico romano grazie anche alle sue mirabili recenti interpretazioni del Secondo e del Terzo concerto per pianoforte di Rachmaninoff: non certo uno scherzo e soprattutto se riproposti nella stessa (trionfale) serata. Entusiasmo del pubblico ceciliano (nonostante l’assenza di Temirkanov) anche ieri sera anche grazie al programma che strizzava l’occhio alle grandi occasioni incastonando nel cuore della serata il corposo e famosissimo Concerto per pianoforte n.1 di Čajkovskij. Un pezzo che non ha certo bisogno di presentazioni, che inaugurò la celebre Carnegie Hall di New York diretto dallo stesso Čajkovskij nel 1891 e che nonostante la travagliata genesi (fu considerato ineseguibile all’inizio, un po’ come accadde al Concerto per violino dello stesso Čajkovskij) è diventato nel corso degli anni una delle pagine più belle e amate del repertorio classico. Richiede però un virtuoso della tastiera di una certa levatura e Matsuev (definito dal Times “il nuovo Horowitz”) non ha esitato ancora una a rendersi perfetto. Che meraviglia! Matsuev suona senza spartito, ha una tecnica sempre straordinaria accompagnata dalla potenza delle note e dalla massima naturalezza. Dopo l’attacco maestoso Matsuev si è come impossessato della partitura in ogni suo tormento, ribattendo le note e ripetendo il celebre tema d’incipit in un serrato e continuo dialogo con l’Orchestra, in un rincorrersi di sfumature e accenti, di gravità e dolcezze stemperate fino alla vigorosa cascata di note. E dopo la forza dell’Allegro, l’Andante è solo apparentemente semplice prima dell’Allegro con fuoco che s’impone prepotentemente. Applausi scroscianti del pubblico per Matsuev che si conferma ancora una volta non solo un grande pianista, ma un grande artista generoso che non si fa pregare e regale ben due bis. A colpire poi è anche la strepitosa versatilità di un pianista che passa con disinvoltura da Čajkovskij a un inaspettato arrangiamento in chiave jazz di Take that A train di Duke Ellington e con la stessa facilità con cui avrebbe suonato Rachmaninoff. E dopo il grandioso fuori programma si riprende con la prima esecuzione assoluta nei concerti dell’Orchestra della Suite dal balletto Cenerentola di Prokofiev (1945) una suite delle suite (che ingloba parte delle tre precedenti a loro volta ricavate dal balletto): Sinaisky ha un modo di dirigere tutto rassicurante anche nell’infondere tutti i colori alla fiaba di Cenerentola, con sonorità ora tristi, ora raffinate, ora allegre, ora goffe, ora sognanti a dimostrare le innegabili qualità interpretative dell’Orchestra romana anche in prima esecuzione. In apertura la Prima Sinfonia Classica di Prokofiev, sulla scia di Haydn e Mozart, con tutta la leggerezza che ci si può aspettare in un breve viaggio di piacevole e deliziosa levità. Appuntamento da non perdere per l’ultima replica del concerto in programma questa sera alle ore 19.30.

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