Barboni: favola metropolitana

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fotodi MARICLA BOGGIO

regia di MARIO PROSPERI

scene e luci di Valerio Di Filippo

aiuto regia e foto Fabio Gaigher

musiche eseguite al violino da Iris Walther

costumi di Helga Williams

con MARIO PROSPERI, PAOLA SEBASTIANI, GINO NARDELLA, ROBERTO ZORZUT, BEATRICE MESSA, GABRIELE GRANITO

Col titolo Barboni: favola metropolitana Mario Prosperi si accinge a mettere in scena il quarto testo di Maricla Boggio, dopo Doppiaggio (2003), Sibilla (2007) e Scena prima (2011). Si tratta del primo che viene presentato come progetto finanziato dalla Regione Lazio al Teatro Sala Uno, ma si sono citati i precedenti perché provano una convergenza artistica. Il testo di cui parliamo è impertinente e puntuale, perché i barboni che troviamo in esso sono – come dire? – neobarboni: sono esponenti di una classe media ridotta ai cartoni.

C’è chi ha una motivazione di libertà, di ribellione, chi invece in questa libertà si è trovato a causa di un licenziamento; c’è un barbone “da generazioni”, qualcuno per cui è uno stile di vita ereditario; c’è chi grida al vento maledizioni al coniuge infedele, chi dà fuoco ai cartoni in cui vivono i barboni, col rischio di bruciarli vivi, c’è un universitario che li soccorre come volontario della Caritas e una suora – suor Palla – che cucina polpette da distribuire.

La trama si movimenta quando un’ex attrice, Gloria, capita nel suo vagabondaggio sotto il portico di un palazzo dove riconosce tra il piccolo popolo dei senza casa un gentiluomo, ora in fuga da se stesso, con cui condivise un periodo più fortunato della vita. Gloria gli rivela che sta pensando ad un film sui barboni, una “favola metropolitana”, per cui vuole conoscerli bene, fare per un po’ la stessa vita, interrogare i loro destini.

E le viene rivelato intanto che il gentiluomo sta lui stesso studiando i suoi compagni di emarginazione con un fine di utilità sociale: dà loro una possibilità, con piccole somme di cui non rivela la provenienza, di intraprendere attività di loro scelta, purché con un impegno di continuità, e in tal modo combatte la loro autodissoluzione. Questo appare subito a Gloria il soggetto che cercava: il sapore amaro, anche disperato, di una condizione che si considera senza ritorno trova la contraddizione e il sollievo di qualcuno che fa un esercizio volontario di fiducia, ma ricevendo anche un utile dall’impiego delle persone che riscatta dalla miseria.

La scena sarà affidata a Valerio Di Filippo, i costumi ad Helga Williams, le musiche saranno suonate dal vivo con il violino da Iris Walther, i ruoli saranno affidati a Mario Prosperi (il principe), Paola Sebastiani (Gloria), Gino Nardella (un barbone chiamato “Internet” perché non lascia mai il computer),  Roberto Zorzut (il barbone “da generazioni” che recupera alberi di natale e altre piante), Beatrice Messa (una metallara in rivolta da una famiglia pariolina), Gabriele Granito (il volontario della Caritas che distribuisce le polpette di suor Palla).

 

 

13-21 aprile 2013

Tutte le sere alle 21 – la domenica alle 18

Biglietto intero euro 12, ridotto euro 9

SalaUno Teatro

P. zza di Porta San Giovanni, 10 – Roma

Info e prenotazioni tel. 06 98182993 – info@salauno.it

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