Lugo Opera Festival 2013

0
224
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoIl Lugo Opera Festival ricorda i 40 anni dalla morte di Bruno Maderna con l’opera Don Perlimplin coprodotta col Comunale di Bologna. Altri omaggi a Verdi, Wagner, Britten e Dickens, il ritorno in trio di Terry Riley con Angelica, l’opera Oliver Twist di Cristian Carrara: 11 appuntamenti dal 3 aprile al 16 maggio 2013 nello scrigno rosa del Teatro Rossini.

Continua la pluriennale e fruttuosa collaborazione fra il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Rossini di Lugo, ancora una volta nel nome della musica più vicina noi: dopo il grande successo dello scorso anno dell’opera Jakob Lenz del tedesco Wolfgang Rihm, è ora il momento dell’opera forse più ricordata del compositore veneziano Bruno Maderna (1920-1973), di cui nel 2013 ricorrono i 40 anni dalla morte: è Don Perlimplin, ovvero il trionfo dell’Amore e dell’immaginazione sulla ballata amorosa di Federico García Lorca, che andrà in scena venerdì 2 maggio alle 20,30 al Teatro Rossini quale evento clou del Lugo Opera Festival 2013, e poi sarà replicata il 3 e il 4 maggio al Teatro Comunale di Bologna. Il tutto in una speciale rappresentazione in forma semi-scenica con la partecipazione di Sonia Bergamasco, Syusy Blady, Devis Mariotti, Patrizio Roversi e la direzione di Marco Angius.

L’omaggio a Bruno Maderna è solo uno degli 11 appuntamenti che costituiscono il Lugo Opera Festival 2013, che si svolgerà dal 3 aprile al 16 maggio 2013 e come ormai da molti anni rivolge uno sguardo molto attento alla musica del nostro tempo: tema del Lugo Opera Festival 2013 l’attenzione verso alcuni grandi autori celebrati nel 2013 (Verdi, Wagner, Britten, Maderna) e la rappresentazione di Oliver Twist, la nuova opera del compositore friulano Cristian Carrara.

Si comincia mercoledì 3 aprile alle 20,30 con un deliberato omaggio al più grande compositore inglese del Novecento, Benjamin Britten (1913-1976), in occasione dei 100 anni dalla nascita. Per l’occasione il Lugo Opera Festival ha commissionato un programma molto particolare al tenore inglese Robert Anthony Gardiner e al pianista cagliaritano (ma di carriera internazionale) Giulio Biddau, dal titolo “La verità, vi prego, sull’amore”. Una fra le più belle poesie d’amore di tutti i tempi del poeta inglese W. A. Auden, resa popolare nel 1994 dal film “Quattro matrimoni e un funerale”, attorno al 1932 fu inclusa nella raccolta “Cabaret Songs” per voce e pianoforte di Benjamin Britten, e costituirà il nucleo centrale del concerto inaugurale, dove, sempre di Britten si potranno ascoltare anche i Sonetti di Michelangelo (dedicati a Peter Pears) e alcune rare opere per pianoforte come l’Holiday Diary e la Sonata romantica. Alle musiche di Britten si aggiungeranno Gaspard de la Nuit di Maurice Ravel e la Sonata per piano di Henri Dutilleux (1916), il decano dei compositori francesi ancora in vita, quasi coetaneo di Benjamin Britten.

Giovedì 11 aprile 2013 il Lugo Opera Festival renderà omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita con la proposta in prima assoluta del concerto-spettacolo “Gran Dio! Morir sì giovine!” (ovvero come compiere duecento anni e non sentirli) con la partecipazione dei cantanti Mariangela Sicilia, Anna Maria Chiuri, Dmitry Golovin, Valeriu Caradja, del pianista Paolo Marzocchi, la regia di Roberto Recchia e la partecipazione di alcuni studenti delle scuole medie superiori di Lugo appositamente selezionati. Lo spettacolo vuole evidenziare l’attualità del teatro musicale verdiano: non solo attraverso lettere, critiche ed episodi reali della sua vita, ma soprattutto attraverso la musica, eseguita dai cantanti che si esibiranno sia in chiave classica che attraverso arrangiamenti e contaminazioni stilistiche che spaziano dal jazz al pop. Un po’ biografia non autorizzata, un po’ manuale di composizione musicale, un po’ divertimento puro, questo spettacolo grazie anche agli attori-studenti uscirà dagli schemi più consueti delle inevitabili celebrazioni del bicentenario, cercando di chiarire una volta per tutte quanto Verdi abbia arricchito il panorama musicale mondiale.

Venerdì 19 aprile sempre alle 20,30 ritorno al Lugo Opera Festival della camaleontica cantante Cristina Zavalloni, questa volta alle prese con la Radar Band, cioè un complesso jazz formato da Cristiano Arcelli, Fulvio Sigurtà, Michele Francesconi, Daniele Mencarelli e Alessandro Paternesi. Il concerto, inserito nel circuito Crossroads 2013 organizzato da Jazz Network, vedrà la grande singer bolognese cimentarsi nel progetto jazzistico che è anche la sua ultima fatica discografica con la Radar Band: La donna di cristallo (Egea, 2012). Cristina Zavalloni, ormai star internazionale, fa la spola tra la musica di ricerca extracolta, l’avanguardia storica e contemporanea e progetti che più si avvicinano ai modi del jazz senza però mai abbracciare completamente l’estetica afro-americana. Tant’è che la si può trovare sui palcoscenici di teatri come la Scala di Milano oltre che nei principali festival jazz del mondo. Uno dei momenti salienti della sua ascesa nel panorama internazionale è stato il sodalizio con il compositore olandese Louis Andriessen, che per lei ha appositamente scritto numerose opere. Ma si sta distinguendo anche come interprete di Schoenberg e Britten oltre che del repertorio vocale barocco. Dalle collaborazioni con orchestre sinfoniche e direttori di grande fama a quelle con il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda, Guinga, Gabriele Mirabassi e pure Jason Moran: nel suo eclettismo, la Zavalloni rivela un chiaro interesse anche per la musica popolare brasiliana.

Tra le sue molteplici creazioni, la Radar Band è il punto di massimo avvicinamento al jazz, come si evince dal cast strumentale che annovera alcuni dei più talentuosi musicisti nazionali. Le strutture sono sempre aperte all’imprevisto, la voce si spinge in giochi ritmici e fraseggi inconsueti, i temi sono tutt’altro che lineari.

Martedì 23 aprile un recital di canto sarà invece interamente dedicato a Richard Wagner nel bicentenario della nascita e farà conoscere la giovane e agguerrita soprano lituana Ausrine Stundyte, già allieva di Irena Milkeviciute ed Helga Forner, vincitrice di molti concorsi internazionali (come quelli di Mosca e Vienna) e interprete significativa di numerosi allestimenti di opere come Bohème, Freischütz, Madama Butterfly, Un ballo in maschera, Manon Lescaut, Andrea Chénier, Donna Branca. Raffinata camerista, Ausrine Stundyte è dedita alla liederistica. Al suo fianco il giovane baritono Michael Kupfer, anch’egli specializzato nel grande repertorio tedesco e in particolare nella liederistica e nella sinfonica.

I due cantanti a Lugo interpreteranno numerose pagine wagneriane, accompagnata dal pianista monzese Giulio Zappa, già allievo di Oleg Marshev, Aldo Ciccolini e Irwin Gage, da alcuni anni apprezzato partner di grandi cantanti lirici nei maggiori teatri.

Altra ricorrenza importante che il Lugo Opera Festival e il Teatro Comunale di Bologna intendono celebrare nel 2013 è quella del quarantennale dalla scomparsa di uno dei più importanti compositori italiani: il veneziano Bruno Maderna (1920-1973), del quale verrà allestita giovedì 2 maggio alle 20,30 l’opera Don Perlimplin, ovvero Il trionfo dell’Amore e dell’Immaginazione, ballata amorosa di Federico García Lorca datata 1962. Precursore dello strutturalismo assieme a musicisti come Stockhausen, Nono e Boulez, Bruno Maderna è stato anche uno dei precursori nell’utilizzo dei mezzi musicali elettronici; il suo nome è legato alla creazione dello Studio di Fonologia della RAI di Milano, nel 1955, uno dei principali centri di ricerca, sperimentazione e produzione musicale internazionale nell’Europa del dopoguerra. A quell’epoca e a quell’esperienza è legato Don Perlimplin, del 1962, che originariamente nasce per la radio e trova ispirazione da una favola dialogata di García Lorca. «Il soggetto dell’opera – scrive Enrico Girardi – si attiene fedelmente all’omonima commedia di García Lorca. Pressantemente spinto dalla governante Marcolfa, il vecchio, timido e gentile Don Perlimplin si decide a sposare la ‘bella senz’anima’ Belisa, pur sapendo che il suo amore non è contraccambiato; costei infatti lo sposa per interesse, e fin dalla prima notte di nozze lo tradisce ripetutamente. Ciononostante Perlimplin l’ama sinceramente e le fa recapitare tramite Marcolfa una lettera, in cui si finge un giovane cavaliere desideroso di un convegno notturno con lei; Belisa giunge all’appuntamento e scopre che il misterioso amante è in realtà lo stesso marito, che in quel momento si uccide».

Estremamente variata, come spesso in Maderna, è la tipologia di musiche assemblate in quest’opera, come ha suggerito Mario Baroni, ravvisandovi la compresenza di quattro stili ben definiti: quello «alla Darmstadt», caratteristico dei frammenti che Maderna utilizza traendoli da opere già composte (in particolare da Honeyrêves, da Musica su due dimensioni e dal Divertimento per orchestra); quello della «citazione di moduli stilistici noti» (il madrigale, lo swing del jazz, la musica leggera, la musica ballabile); quello dei «procedimenti d’improvvisazione» (strumenti che mimano, improvvisando su un materiale ‘aleatorio’, la voce umana, come il flauto che sostiene la parte eponima); quello, infine, delle «elaborazioni elettroniche» realizzate in studio, soprattutto mediante sovrapposizione e sfasamento di linee vocali o strumentali preregistrate. Sapientissima, in ogni modo, la sintesi maderniana, che conferisce all’amara e grottesca commedia spagnola un gustoso effetto espressivo.

A Lugo il 2 maggio e poi a Bologna il 3 e 4 maggio, Don Perlimplin verrà realizzata in forma semiscenica: a dare vita ai vari personaggi grandi nomi dello spettacolo e del teatro: da Sonia Bergamasco (che ha inciso l’opera nel 2003) a Syusy Blady, Devis Mariotti e Patrizio Roversi. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale sarà il direttore Marco Angius, fine conoscitore della musica d’oggi, apprezzato lo scorso anno per l’eccellente direzione di “Jakob Lenz” di Wolfgang Rihm, e nuovamente chiamato a cimentarsi con un capolavoro della musica contemporanea. Precederà l’opera l’esecuzione di una delle ultime composizioni di Maderna, risalente al 1972: Venetian Journal per tenore, orchestra e nastro magnetico: interprete ne sarà il tenore Saverio Bambi.

Martedì 7 maggio sempre alle 20,30 andrà in scena Oliver Twist, opera da camera in un atto, libretto e musica di Cristian Carrara dall’omonimo romanzo di Charles Dickens. In occasione del bicentenario della nascita di Charles Dickens, celebrata nel 2012, il Teatro Comunale di Modena ha commissionato una nuova opera liberamente tratta dal romanzo Oliver Twist. Questa produzione ora giunge a Lugo e coinvolge Cristian Carrara, giovane compositore friulano considerato fra i più brillanti della sua generazione. Le sue musiche sono state interpretate dalla Filarmonica Arturo Toscanini, dai Berliner Symphoniker, dall’Orchestra Giovanile Italiana, dall’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, dalla Nuova Scarlatti di Napoli e dall’Orchestra Rossini di Pesaro. Carrara si dedica inoltre all’attività di divulgatore: è ideatore, autore e conduttore di “Sinfonica” e “Cose di musica”, programmi televisivi (per Tv2000) finalizzati a far conoscere la musica classica al grande pubblico.
Oliver Twist (1837-1839) fu uno dei testi più celebri e influenti di Dickens. Fra le novità dell’opera, uno dei primi esempi di romanzo sociale, specie fra quelli concentrati sull’universo infantile, si leggeva la rappresentazione fortemente antiromantica della vita dei delinquenti e dei poveri e l’analisi dei mali della società inglese ottocentesca: la povertà, il lavoro minorile, la criminalità urbana, e la intrinseca ipocrisia della cultura vittoriana. «È un romanzo indimenticabile, perché i protagonisti sono i piccoli – spiega Carrara – Sono loro il fuoco su cui la penna di Charles Dickens si posa. Nel trasporre questo romanzo in un’opera lirica, ho tentato di mantenere questa attenzione sui bimbi, sulle loro paure, sulle loro fragilità. Ne è uscito un lavoro che vuol essere una fiaba, dura nel descrivere il male, proprio come accade nelle fiabe classiche, ma delicata nel narrare le sorti di tutti i personaggi in scena. La musica segue questo alternarsi di sentimenti, questo vorticoso inseguirsi di desideri. È una musica pensata, come del resto tutto il lavoro, per essere rivolto ai grandi e ai piccoli, assieme». Interpreti vocali dell’opera sono Stefano Consolini, Matteo Ferrara, Laura Catrani, Mario Zen, Isabella Gilli. La regia è di Soo-Sho, animazioni Massimo Ottoni, luci Andrea Ricci. Il noto compositore e direttore Flavio Emilio Scogna salirà sul podio della coro di voci bianche e dell’ensemble da camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena.

Giovedì 9 maggio alle 21 in collaborazione col Festival Angelica di Bologna, torna il compositore americano Terry Riley, l’autore del manifesto del minimalismo in musica, il famoso “In C” del 1964. Il progetto col compositore oggi 77enne trova coinvolte dal 7 al 10 maggio le tre città di Bologna, Modena e Lugo e si tratterà di una prima italiana assoluta per quest’opera “The 3 Generations Trio”. Accanto a Terry Riley ci sarà il figlio chitarrista Gyan Riley e il violinista “elettrico” a 6 corde Tracy Silverman.

Giovedì 16 maggio alla 20,30 grande serata dedicata a Gustav Mahler: in programma Das Lied von der Erde (Il canto della Terra) nella trascrizione di Arnold Schönberg per piccola orchestra: a interpretare questo celebre ciclo il mezzosoprano Anna Maria Chiuri e il tenore Daniel Szeili con l’Ensemble della Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Pietro Borgonuovo. Originaria dell’Alto Adige Anna Maria Chiuri ha studiato a Parma con Jenny Anvelt e successivamente con Franco Corelli, ha vinto importanti concorsi internazionali, fra i quali il Concorso Tchaikovsky di Mosca, dove si è imposta unica italiana nella storia del concorso. Grande interprete in scena del repertorio contraltile, Anna Maria Chiuri è anche una paladina della musica da camera e del repertorio liederistico. Prova ne sia questo suo impegno mahleriano, dove troverà certamente il giusto colore per il Canto della Terra, qui eseguito nella geniale versione cameristica approntata da Arnold Schönberg nel 1918.

All’interno del Lugo Opera Festival 2013 si inseriscono inoltre tre eventi della rassegna «Concerti in luoghi sacri»: domenica 7 aprile alle ore 11 nella Chiesa del Suffragio all’organo Rasori del 1844 recital dell’organista Marta Misztal con musiche di F. Correa de Arauxo, J. Cabanilles, D. Scarlatti, T. Merula. Domenica 14 aprile alle ore 10.40 nella Chiesa del Carmine concerto a due organi (il Callido del 1797 e il Gatti) di Cesare Masetti e Benedetto Marcello Morelli, con musiche di J. S. Bach, A. Corelli, F. Liszt e J. Brahms, mentre sempre la domenica il 14 alle ore 17 appuntamento all’Oratorio in località Passogatto (Lugo), concerto per flauto e chitarra con Sergio Zampetti (flauto) e Luigi Verrini (chitarra), con musiche di F. Schubert, F. Chopin, G. Rossini.

Informazioni e prenotazioni:

Fondazione Teatro Rossini

Piazzale Cavour, 17 Lugo (RA)

Tel. 0545.38542 – Fax 0545.38482

Sito web: www.teatrorossini.it, e-mail: info@teatrorossini.it

Biglietteria: tutti i giorni feriali: 10.00-13.00.

Il pomeriggio di spettacolo e quello precedente: 15.30-18.30

Biglietteria on-line: www.vivaticket.it

LEAVE A REPLY