Oblivion Show 2.0. Il sussidiario

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fotoQualche volta bisogna lasciarsi andare. Mettere in sonno la ragione, l’impegno, la grigia seriosità che accompagna la nostra esistenza. Abbandonarsi alle sensazioni che nascono spontanee, senza mediazioni culturali, che non stimolano domande di senso. La pancia, ecco lasciamo libero sfogo al viscerale divertissement. Il merito di questa boccata di ossigeno, di questa flebo di allegria va ascritto a cinque bravissimi cantanti, attori, fantasisti, trasformisti, mimi che, con le loro capacità vocali, con la loro verve e simpatia ci hanno regalato una bellissima serata.

Questi artisti (Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vignarelli) nel loro Show Oblivionpropongono, in una serie di siparietti, una sorta di amarcord musicale. Interpretano, a modo loro, le più belle canzoni vecchie e nuove – rivisitate in chiave ironica – del quartetto Cetra (di cui riproducono fedelmente sonorità e arrangiamenti raffinati) di Mina, Dalla, Celentano, Nomadi, Modugno, Morandi, Gaber e un omaggio anche a Enzo Jannacci salutato dagli spettatori con un lunghissimo applauso.

I nostri menestrelli con le loro elaborazioni parodistiche, l’umorismo, la satira bonaria, la comicità surreale, gli intelligenti accostamenti e la grande versatilità ricordano il teatro dei Gobbi, il trio Marchesini, Lopez, Solenghi e Gigi Proietti. E così in sei minuti riassumono la discesa negli inferi di Dante con Virgilio, Caronte, conte Ugolino, Paolo e Fancesca e altrettanti sei per raccontarci le avventure di Pinocchio. Una vera cornucopia di vivacissime, esilaranti, irresistibili, intelligenti interpretazioni.

I cinque attori che danno voce ad una variegata gamma di personaggi fanno leva su una incredibile capacità vocale, attorale e gestuale.

Alla fine la richiesta di bis è stata premiata con la famosa “I promessi sposi in 10 minuti”.

Uno spettacolo da non perdere. Anzi da rivedere.

 

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