Notre Dame, il “Life Moving”

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fototratto da VICTOR HUGO
Coordinamento Regia : Sandra Balsimelli
Musiche originali: Alessandro Luchi

Produzione Il Genio della Lampada

 

“Il Genio della Lampada” va in scena al Teatro Cantiere Florida con un’originale rivisitazione in “LIFE MOVING” di Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Lo spettacolo svela l’anima zingara, passionale e vitale dell’opera, i tratti colorati e violenti delle passioni rappresentate, il tentativo fallito ma eroico di rompere la catena della necessità, in nome di una ricerca disperata di autenticità, contro tutte le regole e le morali. In una Parigi fuori dal tempo,sentimenti contrastanti, forze del bene e del male si scontrano senza né vinti né vincitori. Su tutto e tutti domina inesorabile la Fatalità che è incapace di provare pietà per la vita dei personaggi. Le drammatiche vicende troveranno finalmente pace solo nel cuore delle persone a cui verrà narrata questa storia e che si commuoveranno nell’ascoltarla: come se solo i sentimenti umani fossero capaci di offrire un “rifugio” a chi merita di essere salvato.

LIFE MOVING:
L’aspetto corale e imponente del melodramma di Victor Hugo è evidenziato da alcuni suggestivi brani eseguiti in “LIFE MOVING”, tecnica messa a punto e sviluppata dallo staff di regia del Genio della Lampada-DownTheatre che consiste nel tradurre i momenti più significativi di un testo in una coralità corporea e vocale in stretta sintonia con la musica. Gli ampi “quadri” scenici ,“dactil”, fondono parole , movimento, musica, ritmo creando una scenografia vivente, corale e dinamica del tutto inedita. Nel LIFE MOVING non si danza , ma “si muove la vita”, non si canta, ma si dà voce ai pensieri con ritmi e coreografie. Alcuni temi dell’opera tradotti in Life Moving riguardano la prigionia e l’ambiguo rapporto fra essenza ed apparenza. I personaggi sono prigionieri di loro stessi o della loro solitudine o del giudizio della gente.

I “dactil” delle Eco e della prigione simboleggiano fisicamente lo stato di oppressione che regna nelle anime dei personaggi. Quasimodo è imprigionato in un corpo mostruoso, Frollo è un prete e, nonostante cerchi di reprimere i suoi impulsi, viene consumato da essi, incapace di perdonare a se stesso di provare amore e passioni umane, Esmeralda è bella e gentile, ma a causa della sua avvenenza e della sua condizione sociale di zingara diventa vittima di chi la brama, La Reclusa, avvinghiata a sbarre di pietra, in realtà i corpi di due attrici, per espiare nel pianto la perdita della figlia adorata.

I “dactil” della Corte dei miracoli evidenziano l’ambiguità degli zingari, mondo rovesciato, conturbante, violento e colorato, specchio deformante della realtà “normale”, di cui additano beffardi le contraddizioni e le ipocrisie, falsi storpi e mendicanti, affascinati cartomanti, ladri e rubacuori che abitano Parigi come ospiti inquieti e pericolosi. Questa vitalità prende spunto da vere musiche gitane, ed i testi di questo dactil nascono da un rimaneggiamento di poesie della tradizione ROM.

I Dactil della cattedrale di Notre Dame, interpretata da grotteschi Gargouilles, è la spettatrice del destino di queste anime perse. Dalle sue mura si sporgono mostri di pietra che, magicamente si animano, dando vita a strani e buffoneschi spiritelli, maligni commentatori delle ansie e le vicende degli uomini di cui osservano da secoli l’inquieto brulicare forsennato che, ai loro occhi, appare ridicolo e tragico, allo stesso tempo..

LA SFIDA
La sfida che questo spettacolo si propone è quella di rendere simbolicamente, mediante la scenografia umana ed il LIFE MOVING, alcuni dei grandi temi propri del romanzo. Alcune attrici interpretano Le “Eco” del coro drammatico, a loro è affidato il compito di estrarre il “nodo” profondo che appartiene dell’anima dei personaggi più tormentati, Quasimodo, Esmeralda, Frollo, la Reclusa, accomunati da una drammatica caratteristica: essere imprigionati in se stessi, in un ruolo, in un’etichetta sociale, nel loro aspetto esteriore, che deforma e impedisce ogni loro essere autentico, tormentandoli con profondi sensi di colpa ed esponendoli alla crudeltà del giudizio altrui. Le Eco rappresentano il loro volo libero, l’urlo soffocato e sincero delle loro anime, il loro vissuto più profondo. Mediante questo simbolismo è possibile carpire, oltre a ciò che viene narrato, anche quello che l’autore cela in una serie di digressioni, osservazioni erudite e storie parallele. Victor Hugo affermava che la cattedrale di Notre Dame fosse un “Libro di pietra su cui era scolpita la storia dell’Umanità”, in un certo senso possiamo dire che gli attori, che alludono con i loro corpi alla cattedrale, alla prigione, alla voce dell’anima, rappresentano l’essenza dell’umanità, fatta di individualità fra loro allacciate dalla storia.

TRAMA 
La scena si svolge all’ombra di Notre Dame. In seguito ad uno scambio di neonati, le vite della bella zingara Esmeralda e del deforme Quasimodo si troveranno stranamente intrecciate. Mentre Esmeralda incanta il popolo danzando sul sagrato della cattedrale, l’arcidiacono di Notre Dame, Frollo, la osserva provando per lei un’insana passione, che non riesce a confessare neanche a se stesso. Frollo, che ha allevato Quasimodo relegandolo a vivere nelle torri campanarie, lo incarica di rapire la ragazza, ma Esmeralda viene salvata da Febo, il bel capitano delle guardie reali. Quasimodo viene così messo alla gogna, davanti alla quale l’unica persona capace di provare pietà per lui è proprio Esmeralda. Il campanaro, che non ha mai ricevuto un gesto di tenerezza, prova una profonda gratitudine verso di lei che si trasformerà presto in amore. Intanto la ragazza si innamora perdutamente della bellezza e del fascino di Febo, che, animato da sentimenti meno profondi, la corteggia abilmente, fino ad attirarla in una casa di malaffare, per una notte d’amore. Frollo, folle di gelosia, li segue, li spia, soffre a tal punto nel vederli insieme da non poter frenare un gesto folle, pugnalando Febo e lasciandolo in fin di vita. Poiché Esmeralda ripudia con tutta sé stessa la passione di Frollo, egli fa ricadere la colpa del delitto su di lei e la fa arrestare. Esmeralda, accusata pubblicamente, viene salvata da Quasimodo che la porta via con sé nella cattedrale facendo appello al diritto d’asilo. Frollo, combattuto tra l’amore per lei e il bisogno di cancellare la sua bruciante passione, chiede agli zingari della Corte dei Miracoli di prendere d’assalto Notre Dame per liberarla e farla uscire dalla città; ma durante la sommossa rapisce di nuovo la ragazza, e, ricevutone un definitivo rifiuto la affida a una vecchia penitente, reclusa in una cella, prima di farla giustiziare. Ella riconosce nella fanciulla la figlia rapita anni prima e cerca di proteggerla, ma arrivano le guardie reali che catturano Esmeralda e la trascinano al supplizio. Dal campanile della cattedrale Frollo e Quasimodo assistono alla sua impiccagione. Folle di dolore, il campanaro fa precipitare Frollo dalla torre, poi recupera il cadavere di Esmeralda e tenendolo stretto va a morire nel cimitero di Montfaucon. Dopo molti anni i loro scheletri verranno ritrovati abbracciati e con loro la loro storia…

GLI ATTORI
Gli attori sono allievi della scuola di recitazione del Genio della Lampada, ma l’impegno è quello di produrre uno spettacolo quanto più professionale possibile. Alla solennità della tragedia si aggiunge il “miracolo” che si ripete oramai ogni anno: l’entusiasmo e il gioco di squadra che viene a crearsi fra gli attori riescono ad abbattere le timidezze e le paure dei singoli per offrire al pubblico, con generosità e semplicità, un’ emozione autentica.

 

TEATRO CANTIERE FLORIDA
Via Pisana, 111 rosso (angolo via di Soffiano) – Firenze

 

BIGLIETTI: Interi: 14 euro – Ridotti (per i soci Genio della Lampada): 10 euro
Apertura biglietteria ore 20.15 – spettacolo ore 21.15
Per ogni ulteriore informazione vi preghiamo di rivolgervi a Il GENIO DELLA LAMPADA tel. 055 57.38.57

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