Teatro di Roma: ecco la nuova stagione 2013/2014

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fotoLa Stagione 2013 / 2014 del Teatro di Roma, presieduto da Franco Scaglia e diretto da Gabriele Lavia, apre il palcoscenico del Teatro Argentina con un programma che accompagnerà la vita culturale e artistica della città per oltre nove mesi di attività, confermando l’impegno sul piano progettuale e qualitativo di un’istituzione che non vuole essere semplice luogo di rappresentazione, ma spazio aperto all’incontro e al confronto critico.

Ibsen per Lavia e Shakespeare per Konchalovskij, le regie di Ronconi, Arias e Stein, mescolando Pennac e il Bunraku con Delbono, Paolini, Latella, Longhi, Manfridi e la coppia Bruni/De Capitani. Sono alcuni dei nomi che compongono il nuovo cartellone dell’Argentina che ai classici del teatro affianca testi di drammaturgia contemporanea, con l’innesto di progetti internazionali e la presenza di maestri della scena, passando attraverso la creatività delle giovani formazioni dell’area romana e le proposte di teatro danza e teatro ragazzi.

Tra produzioni, coproduzioni, ospitalità e collaborazioni il calendario della Stagione – la terza firmata da Gabriele Lavia – offre al pubblico oltre venti titoli che, a partire da ottobre 2013 fino a giugno 2014, allargherà i confini della storica sala dello Stabile capitolino per estendersi al palcoscenico del Teatro Palladium. Sconfinando dalla cornice dell’unica sede al momento disponibile, in attesa della ristrutturazione del Teatro India, il palcoscenico dell’Argentina trova ospitalità nella rinnovata collaborazione con Romaeuropa per continuare ad esprimere la propria progettualità attraverso proposte che garantiscano una significativa permanenza, anche sostenute da un programma di attività e iniziative destinato al pubblico e alla città, a ribadire – come sottolinea Lavia – che “il nostro palcoscenico si è disteso per chiudersi nell’abbraccio di un unico pensiero il teatro per l’uomo”.

La Stagione del Teatro Argentina si apre il 4 ottobre con il fascino del teatro giapponese di marionette,

il Bunraku, che Hiroshi Sugimoto porta in scena con Sonezaki shinju (Doppio suicidio a Sonezaki), la pièce lontana tre secoli nella sintesi perfetta di testo, musica e azione del drammaturgo Chikamatsu

Monzaemon.

Nell’ambito dell’attività di coproduzione e collaborazioni, dal 24 ottobre al 10 novembre il Teatro Argentina propone il ciclo di spettacoli siglato da Teatro di Roma e Romaeuropa Festival 2013, un connubio artistico che si rinnova per accogliere alcune delle eccellenze del teatro e della danza internazionale: dal regista tedesco Thomas Ostermeier, in scena dal 24 al 27 ottobre, con Hedda Gabler di Henrik Ibsen; al lavoro di Romeo Castellucci e della Socìetas Raffaello Sanzio con l’opera The Four Seasons Restaurant in scena dal 30 ottobre al 3 novembre; per proseguire dal 6 al 10 novembre con Il lago dei cigni della giovane ballerina e coreografa sudafricana Dada Masilo, e con il progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Ce ne andiamo senza darvi troppe preoccupazioni, dal libro dello scrittore greco Petros Markaris, dal 7 al 10 novembre.

Fermenti europei trovano approdo sul palcoscenico capitolino dal 12 al 17 novembre con il Festival dei monologhi, una rassegna di brevi testi recitati da giovani attori provenienti dai teatri membri dell’Unione dei Teatri d’Europa, che anticipa la riflessione intorno al significato di essere e sentirsi cittadini europei che dal 29 aprile all’11 maggio 2014 alza il sipario sullo spettacolo Il ratto d’Europa. L’articolato progetto multiculturale affidato al regista Claudio Longhi e alla compagnia del ratto, che nella passata stagione ha coinvolto le città di Modena e Roma in un’avvincente viaggio-inchiesta intorno alla possibili radici della nostra identità europee. Una chiamata collettiva che ha mobilitato la cittadinanza per il tramite delle sue varie aggregazioni, portandole in scena per un intero anno a raccontare un’idea di Europa e chiedendone il coinvolgimento attivo nella stesura drammaturgica. Ad interrogarsi sui grandi temi europei, due Stabili in sinergia comune, il Teatro di Roma e Ert-Emilia Romagna Teatro Fondazione, per attivare una valutazione su nuove modalità di relazione e produzione, e su quale sia oggi la funzione di teatro pubblico all’interno di una comunità. La tappa romana, dopo il recente debutto modenese, sarà il secondo momento per una nuova ricognizione critica sulle idee d’Europa.

Nel segno di una riflessione sul teatro come strumento etico-civile attraverso la rilettura dei classici della drammaturgia, Gabriele Lavia porta in scena il dramma dell’individuo di fronte all’ambizione e al successo sociale, I pilastri della società di Henrik Ibsen. Una produzione del Teatro di Roma in coproduzione con la Pergola di Firenze e lo Stabile di Torino, che dal 20 novembre al 22 dicembre alza il sipario per proseguire l’approfondimento sul senso civico e morale e sul ruolo della libertà e delle verità individuali. Tra gli appuntamenti unici della Stagione, il progetto drammaturgico di Antonio Latella, Francamente me ne infischio, la maratona teatrale in cinque movimenti ispirata al romanzo Via col vento di Margaret Mitchell, che il 5 gennaio 2014 porta in scena il sogno americano raccontato

attraverso il personaggio di Rossella O’Hara, nell’interpretazione di Caterina Carpio, Candida Nieri e Valentina Vacca.

Si continua ad indagare nella difficoltà e nella complessità che la realtà del nostro tempo suggerisce con Orchidee, il nuovo lavoro di Pippo Delbono, in scena con la sua Compagnia dal 7 al 19 gennaio, una coproduzione tra Teatro di Roma, Emilia Romagna Teatro, Arena del Sole di Bologna e con il Théâtre du Rond Point di Parigi e la Maison de la Culture di Amiens. Mentre dal 21 gennaio al 2 febbraio Marco Paolini ritorna a raccontare il complesso rapporto tra uomo e natura con lo spettacolo dedicato al grande scrittore americano Jack London, Ballata di uomini e cani.

Ad alternarsi sul palcoscenico dell’Argentina, due maestri del teatro internazionale Andrej Konchalovskij, dall’11 febbraio al 2 marzo, con la sua prima regia italiana La bisbetica domata di William Shakespeare con protagonisti Mascia Musy e Federico Vanni; e l’argentino Alfredo Arias che, dal 4 al 23 marzo, firma uno dei testi più noti e amati di Raffaele Viviani, Circo Equestre Sgueglia, con protagonista Massimiliano Gallo e la partecipazione di Mauro Gioia, una coproduzione che vede il Teatro di Roma affiancare nell’impegno produttivo il Napoli Teatro Festival.

L’inesauribile attualità dei grandi classici ricolloca sul palcoscenico la possibilità di esplorare le pieghe oscure dell’inconscio e la deformità dell’animo umano con Alessandro Gassmann che, dal 25 marzo al 6 aprile, si presenta nella doppia veste di regista e interprete del capolavoro shakesperiano, RIII -Riccardo Terzo. Dal fronte della drammaturgia contemporanea, il percorso continua con il maestro Luca Ronconi che, dall’8 al 17 aprile, firma la regia del romanzo dello scrittore polacco Witold Gombrowicz, Pornografia. Ancora uno sguardo sulla nostra società, ma attraverso il riflesso del mondo anglosassone, anticipatore della discussione sulla moralità pubblica, sul ruolo culturale dei massmedia e sulla responsabilità del potere, è offerto dalla regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, dal 20 al 30 maggio, con Frost/Nixon del drammaturgo e sceneggiatore Peter Morgan.

Non si arresta il percorso articolato e plurale del Teatro di Roma nella città, che quest’anno allarga i propri orizzonti estendendosi allo spazio del Teatro Palladium che diventa il secondo palcoscenico dell’Argentina nell’ottica di un progetto culturale, promozionale e organizzativo di teatro per la città. Un’apertura che sottolinea l’esigenza di interdisciplinarità e di relazione con altre istituzioni culturali, come la collaborazione con Romaeuropa. Ma diventa soprattutto un’occasione per dare altri luoghi e altre possibilità di espressione che favoriscano l’attenzione alla drammaturgia contemporanea messa a confronto con i classici attraverso la rilettura di registi internazionali, e con spettacoli dalla radice letteraria. Infatti, tre sono le proposte che si alterneranno sul palcoscenico del Palladium per trovare una seconda casa: uno spazio che non altera la riconoscibilità né la storia architettonica, urbanistica e culturale dell’Argentina, ma che le offre ospitalità per sostenere e condividere più linguaggi espressivi. Si tratta della regia di un maestro della scena come Peter Stein impegnato nella commedia di Harold Pinter Il ritorno a casa, dal 14 al 26 gennaio; della lettura-teatrale del romanzo di Daniel Pennac, Journal d’un corps, dal 19 al 23 marzo; della già citata coproduzione tra Teatro di Roma e Romaeuropa Festival dello spettacolo di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Ce ne andiamo senza darvi troppe preoccupazioni.

Una delle novità più rilevanti che caratterizza la nuova Stagione, è l’apertura per la prima volta della sala del Teatro Argentina ai gruppi romani di innovazione, direttamente inseriti in abbonamento nel cartellone con spettacoli realizzati in collaborazione con il Teatro di Roma. Una prima mappa della contemporaneità su cui rintracciare i linguaggi che appartengono a diverse generazioni di artisti, provenienti anche da differenti esperienze sceniche. Sono infatti cinque le compagnie selezionate dal progetto/cantiere teatrale Perdutamente, la residenza creativa intorno al tema della perdita condivisa dalle 18 formazioni romane nello scorso anno al Teatro India. Un investimento per la valorizzazione e il rilancio generazionale. Un segno di grande fiducia nelle idee e nella creatività più autentica delle realtà emergenti allo scopo di metterle in mostra su un prestigioso palcoscenico, luogo dove incontrare esperienze innovative e dove, anche lo spettatore, può esserne protagonista consapevole. Dal progetto di Daria Defloran e Antonio Tagliarini con Ce ne andiamo senza darvi troppe preoccupazioni, (come annunciato sul palcoscenico del Palladium dal 7 al 10 novembre), si passa a Lisa Ferlazzo Natoli con Lear di Edward Bond, dal 15 al 18 maggio, per incontrare Amleto di Skakespeare di Andrea Baracco, dal 5 all’8 giugno; con una vetrina sul teatro danza con Robinson degli mk, dal 6 al 9 febbraio; senza dimenticare il teatro ragazzi con Alice del teatrodelleapparizioni, dal 26 al 29 dicembre.

Il contatto con la contemporaneità e il dialogo con il presente rimarcano ancora il tratto distintivo della nuova stagione con il progetto Manfridi, una produzione del Teatro di Roma per la regia di Piero Maccarinelli che porterà in scena Il premier di Giuseppe Manfridi, dal 6 al 30 maggio (in uno spazio da definire).

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