Un amore di Swann di Marcel Proust

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fotoUn amore di Swann” è tratto dalla “Recherche” di Proust nella traduzione di Giovanni Raboni. Per Sandro Lombardi che ne ha curato la drammaturgia, ridurre per le scene questo spaccato dell’opera di Proust è stato sicuramente molto impegnativo, ma alla fine gratificato dal successo di critica e pubblico. Il gioco teatrale disegnato dal regista Federico Tiezzi ha molteplici sfaccettature. I personaggi non si limitano a interpretare i rispettivi personaggi, ma escono a tratti dalla parte per raccontare in terza persona certi passaggi del romanzo o, con taccuino alla mano, si rivolgono agli spettatori per riflettere sull’amore e la gelosia secondo Proust.

Questi personaggi – dice il regista – ricostruiscono la vicenda con salti temporali (si passa dall’indicativo presente all’imperfetto e al passato remoto) necessari a localizzare il presente che è il salotto Verdurin, o il passato ricostruito attraverso la memoria”.

La trama racconta una storia di amore e gelosia che vede coinvolti tre personaggi. Swann, uomo ricco, colto e raffinato che frequenta l’aristocrazia parigina si innamora di Odette, cocotte affascinante ed elegante che lo introduce nel pretenzioso salotto piccolo borghese di Madame Verdurin, donna di modeste origini, pettegola e ruffiana alla perenne ricerca di promuovere il suo salotto nella decadente borghesia parigina.

Odette diventa un’ossessione per Swann e quando quest’uomo troppo raffinato per quell’ambiente viene emarginato come un corpo estraneo e anche Odette allenta le attenzioni verso di lui per rivolgerle ad altri, a Swann non rimane che sposarla malgrado sia consapevole del passato di Odette che giocava a fare l’amante di uomini e donne. E, per dirla col regista il matrimonio di Swann e Odette è il funerale del loro amore” sono due solitudini che si sommano. Per concludere ricordiamo le parole di Proust: “…l’amore si trasforma in una passione inquieta, diffidente e morbosa accompagnata da tutti gli atti della più atroce delle gelosie… questo amore ci prende come un canto angoscioso…”.

Un lungo applauso meritano gli attori anche se Elena Ghiaurov, bravissima, bella e raffinata non ha il phisique du role della prostituta (anche di gran classe), piuttosto, se vogliamo rimanere nella trasgressione, quella dell’amante.

Sandro Lombardi è molto bravo, un’ interpretazione la sua a tratti dolente, spesso ironica, sempre misurata. Ma (c’è sempre un ma) la voce non ha chiaroscuri, è (malgrado la parte spesso lo richieda) monotonamente orizzontale.

Iaia Forte è veramente “forte”, bravissima nel disegnare la sostanziale volgarità della Verdurin della quale non possiamo non ricordare gli esilaranti versi di natura ornitologica.

Le scene di Pier Paolo Bisleri sono di supporto alla memoria, molto funzionali gli inserti musicali di Antonio Lovato e il servizio luci di Gianni Pollini.

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