Il Gran Bazar de Le Mille e Una Notte

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Foto di Tullio Bigordi
Foto di Tullio Bigordi

uno spettacolo di Emanuele Conte e Amedeo Romeo
regia Emanuele Conte
scene Luigi Ferrando
costumi Bruno Cereseto
luci Danilo Deiana
canzoni Giua

produzione La Fondazione Luzzati- Teatro della Tosse ai Giardini Luzzati

con Enrico Campanati il Gran Visir, Nicholas Brandon il turista inglese, Viviana Strambelli Guendalina, Mauro Lamantia e Pietro Fabbri il barbiere taciturno, Aldo Ottobrino Il libraio, Rita Falcone L’astrologa, Alessandro Damerini e Sara Cianfriglia L’uccellatore uccellato, Bruno Cereseto Il burattinaio , Alessandro Bergallo Il venditore di illusioni, Susanna Gozzetti La sensale, Marcello Liguori Il suonatore di oud

 

direttore di scena Roberto D’Aversa, fonico Massimo Calcagno, capo elettricista Danilo Deiana,

elettricista Matteo Selis, capo macchinista Marco Lubrano, macchinisti Davide Guido e Fabrizio Camba,

attrezzista Renza Tarantino, costruzioni Carlo Garrone, pitture di scena Paola Ratto e Valentina Albino,

sarte Anna Romano e Daniela De Blasio

 

Lo spettacolo, scritto da Emanuele Conte e Amedeo Romeo riprende le suggestioni della celebre raccolta di novelle orientali.

I due autori  riscrivono e aggiornano le vicende di questo capolavoro, mantenendo intatta la magia che attraversava gli episodi narrati dalla bella Sharāzād,  promessa sposa del Re Persiano.

Gli attori della Compagnia del Teatro della Tosse daranno vita ai bizzarri venditori del Gran Bazar, mentre i testi e le musiche delle canzoni dello spettacolo sono composte da GIUA.

Le scene sono firmate da Luigi Ferrando che trasformerà il centro di Genova in un bazar mediorientale, dove il pubblico potrà liberamente girare tra i banchetti e ascoltare le storie dei suoi protagonisti.

Le Mille e una Notte è una raccolta di novelle del X secolo, composta da storie di varia ambientazione storica geografica e scritte da autori diversi. A fare da cornice ai racconti c’è la vicenda del Re Persiano, che uccide tutte le sue spose dopo la prima notte di nozze, finché non prende come moglie la bella Sherazade figlia del Visir, che si offre spontaneamente come sposa per fermare la strage con un piano ingegnoso. Lo stratagemma consiste nel raccontare una storia diversa tutte le notti rimandando il finale al giorno successivo. La curiosità di sapere come si conclude la novella è più forte di tutto e l’esecuzione di  Sharāzād viene sempre rimandata.

Alla base di questa vicenda, come sottolinea il Visir nello spettacolo,  c’è la voglia di conoscenza: “Il sultano assetato di storie pende dalle labbra di mia figlia Shahrazade, sua sposa. Ella racconta e racconta, notte dopo notte. A sua volta il desiderio di conoscenza l’ha mosso ad ascoltare, a nutrirsi di storie, carpite per le strade dai narratori erranti o dalla voce degli anziani. Storie popolari, magiche, colte, scabrose o profetiche”.

Le storie de Le Mille e una notte raccontano le radici e le tradizioni della cultura, non solo di quella mediorientale ma anche mediterranea e  al centro di  questa cultura c’è la contrattazione, il mercato, lo scambio e appunto il Bazar dove i commercianti e i naviganti si incontrano per raccontare avventure, sogni e storie. Culture, tradizioni e avventure che si incrociano,  infatti “Percorrere i vicoli di questa città è come navigare nel mediterraneo, dove le tradizioni si mescolano fra i flutti  e i suoni dei suonatori di piazza che incantano i serpenti, mentre un passante rimane affascinato da cantastorie che racconta di un amore in lingua d’oc, che sua volta ha ascoltato in qualche porto dell’Europa mediterranea, tradotta dall’arabo da un marinaio che l’aveva sentita in India ma la cui origine risiedeva in Siria o in Cina.”

Un ruolo fondamentale è quello della donna. Le figure femminili sono centrali e in queste vicende sono esaltate alcune caratteristiche precise come l’indipendenza, la forza e il coraggio. 

Nella versione della Tosse l’azione si svolge in un grande Bazar dove tra il pubblico ci sono anche due spettatori particolari: un anziano turista inglese e Guendalina la sua giovane e bella nipote, la cui straordinaria somiglianza con Sherazade le procurerà molti guai e una straordinaria avventura. 

Il Gran Visir  vedendola decide di organizzare il suo rapimento e consegnare la giovane sconosciuta al terribile Shahriyarr al posto di Sherazade. Lo zio di Guendalina, naturalmente non si darà per vinto, e si aggirerà nel Gran Bazar insieme agli spettatori, alla ricerca della nipote e nel tentativo di raccogliere quante più possibili piastre d’argento, grazie alle quali spera di poter riscattare la ragazza. 

A contendere le monete all’anziano turista ci saranno i mercanti del Bazar: due venditori di uccelli in lutto per la morte della loro preziosa cocorita parlante; una mercante di stoffe impegnata nella danza dei sette veli in omaggio alla dea madre Ishtar; un barbiere troppo loquace e il suo cliente frettoloso; un venditore di promesse, molto simile ai promotori finanziari dei nostri giorni; un mercante di tappeti che alla fine svelerà allo zio la verità sul rapimento di sua nipote. 

Ancora una volta uno spettacolo in cui si mescoleranno alto e basso, oriente e occidente, musica, danza, immagini e teatro, nello spirito dei grandi racconti fantastici delle Mille e una Notte.  

 

 

BIGLIETTI: intero € 15; ridotto € 13 (over 65 anni, under 28); ridotto € 8 (ragazzi fino a 14 anni)

PREZZI SPECIALI PER:

 famiglie, gruppi di almeno 15 persone (da concordare con l’ufficio promozione scrivendo a promozione@teatrodellatosse.it o telefonando al n°0102487011)

 

sito www.teatrodellatosse.it  telefono botteghino 0102470793

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