Firenze Suona Contemporanea

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fotoTutto pronto nella splendida cornice del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, per accogliere le musiche dei grandi interpreti della contemporaneità. Per un connubio inedito e perfetto tra le armonie architettoniche stratificate nei secoli e le composizioni che hanno rivoluzionato la musica, dal Novecento a oggi, spesso ispirandosi proprio alle arti visive. È Firenze Suona Contemporanea, il nuovo festival che da venerdì 13 fino al 22 settembre farà convivere l’anima più classica del capoluogo toscano, con la spinta – necessaria nell’arte – del rompere gli schemi prestabiliti. E allora ecco le grandi composizioni di Boulez, Romitelli, Birtwistle, Fujikura, Harvey, Crumb, Grisey, Lachenmann, Furrer, Berio, eseguite dai più importanti musicisti della scena contemporanea, per un percorso inedito, il cui sottotitolo Angelus Novus evoca l’opera del pittore tedesco Paul Klee e la sua interpretazione di WalterBenjamin proprio per sottolineare il carattere marcatamente concettuale della rassegna e il rimando continuo tra le arti visive e la musica.

L’apertura del 13 settembre vedrà protagonisti al Museo Nazionale del Bargello i solisti del prestigioso Ensemble Intercontemporain – Jérôme Comte clarinetto, Eric-Maria Couturier violoncello, Dimitri Vassilakis pianoforte – che, in collaborazione con Tempo Reale, daranno vita a una serata inaugurale ricchissima: in programma Dialogue de l’ombre double di Pierre Boulez, scritta in occasione del sessantesimo compleanno di Luciano Berio ed eseguita per la prima volta a Firenze nell’ottobre del 1985. In Dialogue de l’ombre double un clarinetto solista dal vivo (chiamato clarinetto primo), posizionato al centro della sala, ha un dialogo con una specie di ombra di se stesso. L’ombra è costituita da un clarinetto preregistrato (chiamato doppio del clarinetto) che è spazializzato in un sistema di sei altoparlanti. Si proseguirà con la prima esecuzione italiana dei 5 pièces pour Paul Klee del compositore francese Bruno Mantovani – a ulteriore esempio del legame fra le tecniche compositive dei compositori contemporanei e la lezione teorica di Paul Klee – e ancora Charisma del compositore e architetto greco Iannis Xenakis e Allegro sostenuto di Helmut Lachenmann, uno degli esponenti di punta della ricerca sulla concretezza materiale del suono (Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2008).

Il 14 settembre sarà di scena il Quartetto d’archi Paul Klee, formazione flessibile, che approfondisce ulteriormente il rapporto tra musica e arti figurative. Alessandro Fagiuoli, Stefano Antonello, Andrea Amendola e Luca Paccagnella proporranno Natura morta con fiamma del talento dell’avanguardia italiana, morto prematuramente, Fausto Romitelli, ilSecondo quartettodi Andrea Cavallari e Black Angels di George Crumb. L’opera di Cavallari è commissionata dalla Ernst von Siemens Music Foundation.

I solisti della ben nota London Sinfonietta – Alistair Mackie e Andrew Crowley, tromba, Byron Fulcher, trombone – il 15 settembre alle 21.15 presenteranno un concerto in memoria di Luciano Berio e Jonathan Harvey, in collaborazione con Tempo Reale, nel quale verranno eseguite Sequenza V per trombone di Luciano Berio, Ricercare una melodia di Jonathan Harvey, la prima italiana di K’s Ocean del compositore giapponese Dai Fujikura (che incontrerà il pubblico alle 19) e infine The Silk House Tattoo di Harrison Birtwistle, compositore inglese il quale, per descrivere il proprio lavoro compositivo, ama affermare: “Comporre è come quel che Paul Klee diceva del disegnare. È come portare una linea a fare una passeggiata!

<<Firenze Suona Contemporanea, più che una sfida per le orecchie degli ascoltatori della musica classica, è una sfida al pensiero (e al pensarsi) della cultura italiana odiernaaffermano i direttori artistici Andrea Cavallari e Luisa Valeria Carpignano -. Il nome del festival nasce dall’esigenza, insita nell’attuale mondo musicale e artistico, che va nella direzione di una conciliazione fra gli spazi (fisici, ma soprattutto mentali) dedicati alle opere del passato, e quelli che invece andrebbero dedicati all’esposizione e all’indagine del presente: quel “contemporaneo” difficilmente definibile, prossimo presente o immediato passato. Se per le arti visive il problema della destinazione degli spazi e del rischio di accostamenti forzati non ha facile scioglimento, il cartellone di Firenze Suona Contemporanea vuole invece raccogliere l’istanza della contemporaneità con un’altra proposta: far convivere nello stesso luogo le opere scolpite nel passato con i capolavori musicali di domani, una casa ideale per i musicisti e i compositori che stanno realizzando la storia del nostro tempo. Se è vero per il Museo Nazionale del Bargello, come nel Parsifal di Wagner, che “lo spazio qui diventa tempo”, allora nel 2013 la collezione fiorentina potrebbe stupirci, accogliendo fra i suoi archi un tempo nuovo. Mentre la forma della musica contemporanea, accanto alle forme dell’antichità, troverebbe un proprio spazio di espressione. I visitatori e gli ascoltatori del museo e del festival ricevono dunque un invito speciale: ad affacciarsi “ai limiti del paese fertile” (Klee, Boulez), dove la percezione dell’arte e del tempo è eccezionalmente bifronte>>.

La serata del 19 settembreArtisti in Flame presenterà i compositori con i quali FLAME ha collaborato nell’ultimo anno, tra cui Pritchard, Troiani e Hildebrandt, oltre a musiche di Wyttenbach, Kessler, Haubensak affidate al mirabile archetto del violinista fuoriclasse EgidiusStreiff. Infine due prime assolute di Carpignano e Olivero, sempre realizzate grazie al contributo della von Siemens, si accompagneranno ai lavori dei giovani talenti emergenti selezionati dal “Call for Scores 2013”, i “custodi reali della ricerca musicale”.

Il 20 settembre sarà la volta del recital di Ian Pace, dal pianismo eclettico e virtuoso. Il programma si muove dalle musiche di Jarrell e Furrer (quest’ultimo utilizza alcune tecniche che presentano importanti analogie con quelle delle arti plastiche e i procedimenti della scultura) per includere l’opera che Pace ha commissionato a Ferneyhough per pianoforte e “speaking pianist”, Opus Contra Naturam (parte di un’opera dedicata a Walter Benjamin), oltre alla prima esecuzione assoluta del nuovo lavoro di Patricia Sucena de Almeida. La Toccata di Filideistupirà invece l’ascoltatore abituato al classico repertorio per pianoforte. Alle 19 Ian Pace incontrerà il pubblico insieme a Francesco Filidei e Patrícia Sucena de Almeida.

Da non perdere, l’affascinante e spettacolare opera di Gérard Grisey Le Noir de l’Etoile per 6 percussionisti e l’amplificazione del segnale di due stelle pulsar, che il 21 settembre verrà eseguita da We Spoke e dal Royal College of Music di Londra, in una serata dedicata a Margherita Hack, che vedrà la prestigiosa collaborazione dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri e la partecipazione dell’astronomo Marco Salvati. Dice Grisey: <<L’aspetto inedito e insostituibile della trasmissione in diretta nella sala concerti di queste stelle Pulsar orologi cosmici imperturbabili che hanno viaggiato diversi anni luce. Il loro inaspettato confronto con la musica, che prepara non solo la loro “voce” su un palco musicale e teatrale, ma la cui organizzazione temporale è tutto il prodotto della loro velocità di rotazione… La loro integrazione in una forma spazializzata di musica è realizzata dal posizionamento dei sei percussionisti e casse amplificate intorno al pubblico>>. Un raggio laser unirà con un simbolico filo rosso l’Istituto di Arcetri e il Campanile del Bargello, indicando così il percorso sonoro” del suono amplificato della stella. L’universo in realtà è muto, perché nel suo vuoto sconfinato i suoni non si propagano; ma le pulsazioni elettromagnetiche di una stella pulsar, ricevute da un radiotelescopio, possono essere decodificate e trasformate in segnali sonori con un’operazione relativamente semplice.

Chiusura – il 22 settembre – affidata simbolicamente al Pierrot Lunairedi Arnold Schönberg, per richiamare alla memoria – a ben 101 anni dalla scrittura di questo capolavoro – uno degli insegnamenti più brillanti del grande compositore tedesco: <<In un senso non si deve mai essere inattuali: andando all’indietro!>>. Interpreti di questo capolavoro: Frauke Aulbert, soprano di coloratura con una gamma vocale di quasi quattro ottave e specialista in musica contemporanea, e l’acrobata franceseGuillaume Bertrand che ne realizza una versione scenografica interpretando una sorta di spettatore sovrumano, come gli angeli de il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Apre la serata un omaggio aLuciano Berio nel decimo anniversario della morte: Michele Marasco interpreta Sequenza I per flauto, per lui riscritta dall’autore.

Importante lo spazio dedicato all’approfondimento “L’occhio sulla musica”, che raccoglie le presentazioni e gli incontri pomeridiani con il pubblico, e fanno da introduzione ai concerti serali.

Infoline 055 611299 / Programma completo su www.flamensemble.com

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UFFICIO STAMPA MAURIZIO BUSIA – SARA BUSELLI – cell. 349.2307448

per informazioni

FLAME | Florence Art Music Experience

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50135 Firenze

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