Teatro dell’Opera di Roma, la nuova stagione 2013/2014

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fotoDopo il trionfo riscosso con il Nabucodonosor diretto da Riccardo Muti sul palco di Salisburgo, il Teatro dell’Opera di Roma presenta con orgoglio la nuova stagione di opere e balletti 2013/2014. “Una stagione che per volontà e per necessità coniuga la sostenibilità economica alla qualità” spiega Alessio Vlad, direttore artistico del Teatro che illustra la nuova stagione.
Si prevedono in totale ben 185 alzate complessive di sipario per il Teatro che si avvia entro dicembre al pareggio di bilancio per il quarto anno consecutivo che gli consentirà di avere maggiore autonomia nell’ottica della programmazione degli anni successivi.
In programma anche una prestigiosa tournée in Giappone (a Baku e Tokyo) fra maggio e giugno dove Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra romana nel Simon Boccanegra e nel Nabucodonosor di Verdi.
Riconquistata un’indiscussa eccellenza a livello internazionale nel corso degli ultimi anche grazie al binomio artistico con il Maestro Riccardo Muti, l’Opera apre la nuova stagione il 27 novembre all’insegna dell’anno verdiano: dopo il Simon Boccanegra dello scorso anno, stavolta il sipario si apre con il melodramma Ernani di Giuseppe Verdi, diretto da Muti, con la regia, le scene e i costumi di Hugo de Ana e un cast (quasi una compagnia di canto costruita per un certo repertorio verdiano nel corso degli ultimi anni) che annovera Luca Salsi, Tatiana Serjan, Anna Pirozzi, Francesco Meli, Ildar Abdrazakov, Ildebrando D’Arcangelo (in scena fino al 14 dicembre). Lo spettacolo è coprodotto con Sidney Opera House.
A febbraio (dal 30 gennaio al 6 febbraio) come di consueto va in scena il Novecento musicale, con due piccoli gioielli di Maurice Ravel, L’enfat et les sortilèges e L’heure espagnole diretti da Charles Dutoit, mentre dal 27 febbraio all’8 marzo torna sul podio Riccardo Muti che collabora per la prima volta con il soprano russo Anna Nebretko, nella Manon Lescaut di Puccini con la regia di Chiara Muti.
Pier Luigi Pizzi riporta in scena a Roma (dopo anni di assenza) il Maometto II di Rossini (dal 28 marzo all’8 aprile), diretto da Roberto Abbado e dall’8 al 14 maggio torna in scena anche il divertente allestimento (del 2011) de L’elisir d’amore di Donizetti con la regia di Ruggero Cappuccio. Occhio anche ai grandi classici amati dal pubblico con la Carmen di Bizet (dal 18 al 28 giugno), nella coproduzione realizzata con il Teatro di Santiago del Cile con la regia di Emilio Sagi, al suo debutto all’Opera e con il Rigoletto di Verdi (dal 21 al 31 ottobre) nel nuovo allestimento di Leo Muscato, diretto da Renato Palumbo e interpretato da Luca Salsi nel ruolo di Rigoletto che chiuderà la stagione operistica.
Prosegue anche il progetto dedicato a Benjamin Britten: dopo il Curlew River, viene proposto l’evento The Prodigal Son, parabola da Chiesa, diretta da James Conlon con la regia di Mario Martone nella magnifica Basilica di Santa Maria in Ara Coeli. Unica data, sabato 5 luglio alle ore 21.00.
È Micha Van Hoecke, direttore del Corpo di Ballo, a presentare la nuova stagione del balletto che annovera Cajkovskij, Prokoviev, Verdi e Bacalov.
Il lago dei cigni nella versione di Patrice Bart apre la stagione di danza (dal 21 dicembre al 16 gennaio): nel ruolo di Odette/Odile si alterneranno Svetlana Zakharova, Alessandra Amato, Sarah Lane, Anna Tsygankova, mentre a gennaio (dal 5 al 9) torneranno le atmosfere Notes de la nuit, il trittico sulle musiche di Philip Glass e Luis Bacalov arricchito anche da Aunis di Jacques Garnier, per la prima volta all’Opera di Roma. Il 15 aprile debutta Verdi Danse, nuova creazione di Micha Van Hoecke realizzato sui ballabili dei Vespri siciliani e di Macbeth (con Gaia Straccamore e Alessandra Amato). Ancora Cajkovskij con La bella addormentata nel bosco, nella versione realizzata da Paul Chalmer nel 2003, un vero e proprio classico dell’Opera di Roma con i costumi di Aldo Buti. La stagione di danza si chiude con la Cenerentola di Prokoviev (dal 25 settembre al 5 ottobre) con l’allestimento del Birmingham Royal Ballet e le scene e i costumi di John Macfarlane.
Numerosi anche i progetti illustrati per il futuro e presentati dal Sovrintendente Catello De Martino, dal recupero degli spazi per i musicisti alla ristrutturazione degli ambienti interni, fino alla riapertura degli spazi del Teatro Nazionale, dagli eventi istituzionali alla cura della didattica.

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