Nasce la Rete dei piccoli teatri metropolitani

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fotoIn tempi di crisi il teatro si fa in quattro, anzi in cinque! A Napoli è nata la Rete dei piccoli teatri metropolitani, anche detta Politeatro. Cinque realtà teatrali cittadine, rispettivamente l’Elicantropo, il De Poche, il Piccolo Bellini, il Tan e Interno 5, uniscono le forze mettendo al centro delle loro iniziative il pubblico. “Per invogliarlo ad andare a teatro con prezzi più che abbordabili, per riempire il vuoto che c’è fra teatro e spettatore e per far si che questo non sia più occasionale” spiega in conferenza stampa Carlo Cerciello (direttore artistico del teatro Elicantropo) insieme agli altri responsabili dell’iniziativa: Daniele Russo per il Piccolo Bellini, Lello Serao per il TAN (teatro Area Nord), Hilenia De Falco per Start Interno 5 e Peppe Miale per il Theatre de Poche.

Il primo passo è stato bloccare il prezzo del biglietto (che costa solo quindici euro). Il secondo creare formule di abbonamento uniche per tutte e cinque le sale. Con una sola card (costo dieci euro) si può assistere a ben 56 spettacoli, tutti i titoli in programma nei cinque cartelloni (che verranno presentati separatamente). Ma le card sono state differenziate a seconda dell’età dello spettatore. Con la card per gli over trenta i biglietti per gli spettacoli costano solo dieci euro. Per gli under trenta conviene ancor di più poiché i biglietti hanno un costo di sei euro. Insomma conviene di più andare a teatro che al cinema. Inoltre con il possesso della card si ha diritto ad una serie di sconti in ristoranti, pub, parcheggi e librerie cittadine. Se poi si va spesso a teatro è possibile accumulare anche punti (ogni euro di spesa dà diritto a 10 punti) e si partecipa così all’assegnazione dei premi, come la locandina incorniciata dello spettacolo preferito.

Oltre alle agevolazioni sui prezzi, i promotori della rete hanno in programma di realizzare delle navette per rendere più agevoli gli spostamenti in città, divenuti impossibili a causa di ztl e costosi parcheggi.

Ci si auspica che un sistema del genere possa favorire l’avvicinamento dei giovani al teatro. “È sempre più difficile portarli a teatro ma il pubblico giovane va coinvolto per svecchiare anche le platee” sostiene Daniele Russo. Su questo aspetto gli fa eco Lello Serao: “non possiamo permettere che lo spettatore si formi a quarant’anni, lo spettatore deve formarsi a venti, altrimenti il teatro non va avanti”. Si spengono rivalità, non si combatte la “guerra dei poveri” dunque ma si mettono in campo iniziative concrete, anche tra realtà molto diverse tra loro, per cercare di affrontare la crisi del teatro.

Info: www.facebook.com/Politeatro-Rete-Piccoli-Teatri-Metropolitani

 

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