Nessuno al Teatro dell’Orologio di Roma

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fotoNessuno, in scena al Teatro dell’Orologio di Roma fino al 20 ottobre, è uno spettacolo che va visto. È uno spettacolo da non perdere perché è un deciso atto d’accusa contro la guerra, contro ogni guerra.

Il fatto che l’autore di questa pièce sia Massimiliano Bruno può essere forse fuorviante per lo spettatore meno attento: il prolifico autore-regista romano che ha conquistato la grande popolarità presso il grande pubblico con commedie cinematografiche di successo (Nessuno mi può giudicare o Viva l’Italia) coltiva in realtà anche altri registri drammaturgici che si manifestano egregiamente anche in questo toccante e grottesco spaccato che racconta un ipotetico (e terrificante) futuro a noi vicinissimo, in cui una guerra devasta anche la città di Roma.

Nessuno diventa lo spaccato di una società in cui le persone più disparate vanno a incrociare, anche se per poco tempo, il loro destino (attenzione proprio al destino che assume valenza di fato greco in questo caso), osservati dal misterioso Nessuno (il regista Davide Lepors), che di dimena fra libri e citazioni, come un lontano astante.

Undici persone completamente diverse e sconosciute che si ritrovano, dopo i primi bombardamenti su Roma, a condividere un rifugio comune, una chiesa sconsacrata, fra vetrate colorate, altari e panche. E quando gli spettatori prendono posto in sala (perfetto l’ambiente intimo della sala del teatro che mette a stretto contatto il pubblico e gli attori con tanto di musiche originali di Fausto Casara eseguite dal vivo) osservano subito ciascuno dei rifugiati che cerca di portare avanti una parvenza di assurda normalità… c’è chi legge, chi cucina, chi dorme, chi cura le piante… tutti sono molto diversi con storie più o meno tragiche o normali alle spalle (e che racconteranno al pubblico, quasi isolandosi) e durante i giorni trascorsi insieme è chiaro che qualcosa cambi, che nascano attriti, ma anche simpatie, amori, confidenze e che fra i cecchini e le bombe e che lo spettatore si affezioni a qualcuno di loro.

Nato come laboratorio teatrale poi sviluppato sull’improvvisazione e sulle intuizioni degli attori, messo in scena da Davide Lepore che dirige 11 giovani e bravissimi attori (Gabriele Carbotti, Martina Zuccarello, Simone Crisari, Rosalba Battaglia, Michele Botrugno, Martina Fiore, Cristiano Priori, Alessandra Cosimato, Andrea Dianetti, Simone Tessa, Veronica Milaneschi), lo spettacolo alterna momenti di forte vivacità, quasi di tragica ironia, di commozione e di accettazione (il Neorealismo docet) della realtà, senza risparmiare scene anche drammatiche e tutta l’esplosione di violenza che la guerra provoca facendo emergere il proprio io nascosto in ciascuno dei protagonisti.

Nessuno è uno spettacolo che scuote le coscienze spesso spente o impigrite dal benessere e dalla tranquillità, uno spettacolo contro la guerra e contro ogni guerra che ci ricorda come i conflitti che crediamo essere quanto più lontani da noi, dalla ex Jugoslavia alla Siria, possano invece essere tragicamente vicini…  

Assolutamente da vedere. In scena fino al 20 ottobre al Teatro dell’Orologio di Roma.

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