Una specie di Alaska

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fotodi Harold Pinter

a cura di Valerio Binasco
Produzioni Nidodiragno

con Sara Bertelà,  Nicola Pannelli,  Orietta Notari

allestimento scenico  Nicolas Bovay
costumi  Catia Castellani

 

Una ragazzina è rimasta come ‘addormentata’ per quasi trent’anni. Oggi si risveglia. È convinta di andare alla festa del suo compleanno, la mamma le ha preparato un vestito per i suoi quindici anni. Ma non c’è nessuna festa. Non ci sono più né padre né madre. C’è una donna ‘vecchia’ di quarantacinque anni ed è lei stessa. Ad aiutarla nel suo nuovo contatto con il mondo ci sono la sorella prediletta – divenuta ‘vecchia’ a sua volta – e un amico di famiglia, un dottore che ha sperimentato la medicina (L-Dopa) su di lei. È quasi impossibile convincere quella ragazzina di ciò che le è successo. Nel bene e nel male, però, bisogna vivere lo stesso, anche se tutto è privo di senso.

Una specie di Alaska, in programma alla Galleria Toledo dal 10 al 19 gennaio prossimi, è una commedia terribile come un incubo, dura come una relazione scientifica e struggente come un mèlo. È ispirata alla raccolta di testimonianze che il medico Oliver Sacks raccoglie in Risvegli, opera memorabile in cui racconta le esperienze dei suoi pazienti affetti dell’encephalitis letargica, epidemia che dopo il 1916 terrorizzò buona parte del mondo. Harold Pinter (Premio Nobel per la letteratura 2005), colpito da queste incredibili vicende umane, ci descrive in modo commovente ed estremo il risveglio di una donna dopo ventinove anni di coma letargico e lo smarrimento che ne deriva.


Valerio Binasco mette in scena uno spettacolo nel quale emergono tutte le caratteristiche contraddittorie del Teatro Povero: “minimalismo e assoluto classico, intimità e crudezza”, che secondo lui costituiscono le suggestioni del teatro contemporaneo. La massima capacità emozionale del testo viene trasmessa ricorrendo al nudo spazio scenico e a elementi di scenotecnica ridotti all’essenziale, estrapolati dalla realtà non-teatrale (objets trouvés).

Gli spettatori non hanno barriera alcuna che li separa dagli attori, sono essi stessi i ravvicinati testimoni nella camera d’ospedale in cui si svolge la storia.

Sara Bertelà, nei panni di Deborah, affiancata da Orietta Notari e Nicola Pannelli, conduce il pubblico in un clima sospeso – “… in una specie di Alaska”, per l’appunto – tra un presente assurdo dove non riesce a collocarsi e quel tempo ‘bianco’, non vissuto e rubato, che non tornerà più.

Lo scorso mese di settembre, proprio al Teatro San Carlo di Napoli, Sara era stata premiata come migliore attrice protagonista (spettacolo Exit di Fausto Paravidino) della stagione scorsa per il prestigioso Premio Le Maschere del Teatro 2013

 

“Il regista Valerio Binasco porta in scena con intelligente inventiva la storia di Deborah che dopo 19 anni si risveglia e i suoi occhi di ragazza si sperdono nel nuovo sogno di realtà, spaventati, afflitti, terrorizzati, allegri, vitali, e guida Sara Bertelà, bravissima, lungo una emozionante interpretazione che dal risveglio conduce al dover forgiare una nuova vita o rifiutarla come impossibile.”

(Maga Poli, Corriere della Sera)


“La bravissima Sara Bertelà sa rendere in modo lenticolare in un batter di ciglia, una torsione delle membra, una semplice stilla di sudore. Uno spettacolo che emoziona e insieme pone inquietanti interrogativi alla nostra ragione.”

(Roberto Barbolini, Il giorno Milano)

“Giustamente e opportunamente e suggestivamente la regia di Valerio Binasco colloca l’azione a ridosso della platea, col letto nel quale giace il personaggio che si trova praticamente a pochi passi dagli spettatori: non è solo questione di una vicinanza fisica che a tratti si fa persino imbarazzante. In questo modo, di fatto, egli espone l’attrice, la straordinaria Sara Bertelà, a una sorta di rito sacrificale, la spinge a una simbolica offerta di sé, allo svelamento di una sconvolgente nudità interiore. Gli occhi arrossati, il pallore latteo della pelle accentuato da luci impietose, i calzerotti e la dozzinale camicia da notte rosa non sono che le testimonianze concrete della ricerca di una sofferente verità umana. La Bertelà, per l’occasione, sfoggia una prova interpretativa assolutamente fuori dal comune: parla con un’agghiacciante voce infantile, ride scioccamente come una bambina, passa in un attimo da ingenui stupori a improvvisi accessi di rabbia e di sospetto.”

(Renato Palazzi, MyWord.it)

 

Indirizzo

Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione 
Via Concezione a Montecalvario 34 – 80134 Napoli

M

linea 1 / stazione Toledo /
uscita Montecalvario

contatti
t.+39 081425037
galleria.toledo@iol.it
www.galleriatoledo.org

facebook.com/GalleriaToledo

orario spettacoli
feriali ore 21 / domenica ore 18

 

biglietti
dal martedì al venerdì

intero – 15 euro
ridotto (convenzionati  e over 65) – 12 euro
ridotto under 30 – 10 euro

 

sabato e domenica

intero – 20 euro

ridotto – 15 euro

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