Il senso nascosto

0
197
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Renato Esposito
Foto di Renato Esposito

di Fortunato Calvino

con Pietro Juliano, Antimo Casertano

musiche originali Paolo Coletta

scene Paolo Foti

costumi Rosa Della Rosa

disegno luci Renato Esposito

regia Fortunato Calvino

durata della rappresentazione 70’ circa

produzione Metastudio ‘89

La programmazione della Fondazione Salerno Contemporanea ospiterà, giovedì 27 febbraio 2014 alle ore 20.45 (repliche fino a domenica 2 marzo) alla Sala Assoli di Napoli, il debutto de Il senso nascosto, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Fortunato Calvino, interpretato da Pietro Juliano e Antimo Casertano.

L’allestimento si avvale delle musiche originali di Paolo Coletta, le scene di Paolo Foti, i costumi di Rosa Della Rosa e il disegno luci di Renato Esposito.

Presentato da Metastudio ’89, Il senso nascosto è una storia di un uomo sposato, che non ha avuto il coraggio di rivelare alla propria moglie la sua omosessualità. Non è il solito incontro, tra un marchettaro e il suo cliente, ma è lo specchio di una realtà poco conosciuta, come sono le chat gay e il cinema a luci rosse.

In un freddo Natale, in una stanza-zattera, le storie di quest’uomo e di questo giovane saranno scandite dalla vita che pulsa forte intorno a loro, dalle voci dei vicini, dalle risate che involontariamente interverranno come un orologio a segnare il tempo e che spezzerà le loro parole forti, i loro gesti fermandoli, un attimo prima del precipizio.

Nudi non solo fisicamente, ma, soprattutto, nella loro interiorità, le due vite si scontrano dopo un atto sessuale a pagamento, generando uno scontro generazionale violento, con due opposti modi di vivere la sessualità, di concepire la vita. Sono storie molto diverse fra loro, ma accomunate da rinunce e rabbia, che divengono dolore, mancanza, solitudine.

«Da anni – spiega Fortunato Calvino – porto in scena tematiche che parlano del mondo LGBT, fin dal 1976 quando ero filmaker di corti in Super8, che hanno partecipato a prestigiosi festival internazionali. E stato, poi, così naturale passare dalle immagini al palcoscenico dove ho raccontato molte storie borderline. Questo testo, oltre ad essere un viaggio nel ricordo dei due protagonisti, affronta un altro tema scottante e poco indagato, come quello dei tanti mariti che conducono una vita famigliare esemplare, ma, poi, cercano il piacere in altri uomini».

Il senso di colpa che affronta l’Uomo protagonista della pièce, è, naturalmente, la conseguenza di una “castrante” educazione cattolica, dove l’uomo, per motivi di pacifica convivenza familiare, sceglie una vita apparentemente eterosessuale, soffocando, in parte, il suo reale desiderio.

Il senso nascosto è anche lo specchio di un altro mondo, quello della prostituzione maschile, dello sfruttamento sul lavoro e della crisi stessa, che spinge l’altro protagonista, il giovane, a usare il suo corpo per aumentare i suoi introiti. Contraddizioni di un mondo sempre più lacerato dai conflitti sociali e da un vivere sempre più virtuale: negazione dell’amore e del desiderio vissuto in prima persona.

 

Napoli, Sala Assoli – dal 27 febbraio al 2 marzo 2014

Inizio delle rappresentazioni ore 20.45 (feriali) e ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni al numero 08119563943 email botteghino@associazioneassoli.it

Il senso nascosto che porto in scena, non è solo una storia di un uomo sposato, che non è riuscito a dire alla propria moglie che era omosessuale, non è il solito incontro tra un marchettaro e il suo cliente, è tanto altro ancora; è lo specchio di una realtà poco conosciuta come sono le chat gay, e il cinema a luci rosse.

Come il lavorare al nero, le morti bianche. Nudi non solo fisicamente, ma soprattutto nella loro interiorità; due vite che si scontrano dopo un atto sessuale a pagamento. Scontro generazionale violento, con due opposti modi di vivere la sessualità, di concepire la vita: storie diverse, e ognuna fatta di rinunce e rabbia che diventa dolore, che diventa mancanza, solitudine. Saranno due i piani di visione della messa in scena; quella del ricordo, e quella del presente che s’intrecceranno continuamente.

In un freddo Natale, in una stanza-zattera, le storie di questo uomo e di questo giovane saranno scandite dalla vita che pulsa forte intorno a loro; dalle voci dei vicini, dalle risate che involontariamente interverranno come un orologio a segnare il tempo e che spezzerà le loro parole forti, i loro gesti fermandoli, un attimo prima del precipizio.

Fortunato Calvino

LEAVE A REPLY