La bacchetta di d’Espinosa tra classico e contemporaneo

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Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Gaetano d’Espinosa

 

Il direttore palermitano torna alla guida de laVerdi, dopo una tournée in Giappone, per dirigere Mozart, Schubert e Gutta Cavat Lapidem di Lucia Ronchetti

LaVerdi torna a inserire un’opera contemporanea tra le pagine dei grandi classici. E lo fa affidandosi alla bacchetta di Gaetano d’Espinosa, Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, fresco reduce da una lunga tournée in Giappone che lo ha visto alla guida delle principali orchestre del Sol Levante.

Il conductor palermitano – di nuovo sul podio di largo Mahler dopo l’esordio in stagione del settembre scorso – introduce un programma raffinato quanto composito, che spazia da Mozart (Idomeneo, Musica del Balletto) a Schubert (Sinfonia n. 5 e Sinfonia n. 4 “Tragica” nell’ordine), fino ai giorni nostri, con la romana Lucia Ronchetti e il suo Gutta Cavat Lapidem, eseguito per la prima volta da laVerdi (vedi presentazione di Anna Maria Morazzoni).

Appuntamento dunque con il 23° programma della Stagione del Ventennale venerdì 28 febbraio (ore 20.00) e domenica 2 marzo (ore 16.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler.

(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti euro 31,00/13,00).

Programma

Dopo un eccellente Mozart in apertura, due sinfonie giovanili di Schubert – scritte avendo a modello Haydn e Mozart piuttosto che Beethoven – incastonano una nuova composizione di una delle più interessanti presenze italiane nella musica del nostro tempo. Romana di nascita e formazione, Lucia Ronchetti ha un importante bagaglio di esperienze artistiche internazionali, con anni di perfezionamento a Parigi e New York. Fra i suoi maestri troviamo gli italiani Sylvano Bussotti e Salvatore Sciarrino, i francesi Gerard Grisey e Tristan Murail. Si laurea alla Sapienza di Roma e alla Sorbona, studiando la musica di Bruno Maderna e di Ernest Chausson. Con basi culturali tanto solide, nella sua produzione artistica si è occupata di elaborazione elettronica, di nuove tecniche vocali, di azione teatrale, di interazione fra musica e fenomenici psico-mentali. Ne è scaturito un crescendo globale di successo e d’interesse che ha portato alla commissione che ascolteremo al centro del prossimo concerto.

Enzo Beacco

Lucia Ronchetti

Gutta cavat lapidem Studio per orchestra

Edizioni Rai Trade, durata: 12’ circa

Prima esecuzione: Firenze, 8 ottobre 2011,

Orchestra Regionale Toscana, direttore Tito Ceccherini

La reiterazione del movimento di una goccia che cade e del suono che essa produce, evocati dal detto latino del titolo, si rispecchia nella ricorrenza di note ribattute nell’intera partitura. Tuttavia, qui la goccia non sgorga con regolarità ma nell’alternanza di tempi lenti e veloci tipica della tradizione musicale. Inoltre, nella variegata scrittura orchestrale della compositrice il descrittivismo è soltanto un’allusione, forse una reminiscenza in linea con l’ampia attività nel teatro musicale.

Il brano si svolge in un solo movimento, all’interno del quale gli stacchi di tempo suggeriscono punti di articolazione formale che permettono di distinguere otto sezioni. L’esordio, in un tempo definito “Animato sotterraneo” e animato da figurette di fiati e archi, presenta terzine di flauto, arpa e violini primi che costituiscono l’elemento di continuità nell’intera sezione introduttiva. Ben presto due battute rarefatte preparano la ripresa del materiale iniziale, ora integrato da tutti gli archi, che a sua volta prelude al primo breve intervento dell’orchestra, subito alleggerita per passare alla seconda sezione. La suggestione descrittiva della nuova indicazione di tempo “Adagio subacqueo” è resa con armonici degli archi in ribattuto, presto integrati dai fiati; poi l’arpa e pochi suoni delle percussioni congiungono questa sezione con la successiva, distinta dal tempo “Veloce, fluido, concreto”. Qui l’arpa e le percussioni fungono da costante rispetto alla prevalente variabilità timbrica: dapprima poche note degli ottoni, poi gli archi gravi con note ribattute e scale veloci, quindi il ribattuto dei fagotti, tutti gli archi “col legno battuto” e un passo dell’ottavino. Il breve ritorno al Tempo I dell’esordio è confermato dalla riproposizione delle terzine; analogamente alla sezione introduttiva due battute centrali sono affidate all’intero organico, per poi procedere con note tenute ed essenzializzare il suono al fine di creare continuità con il “Largo sommesso” seguente. Tale sezione, prevalentemente in piano, rende protagonisti gli archi che entrano sfasati e con pizzicati leggerissimi, alternandosi a brevi figure di percussioni e ottoni; poi gli archi assumono un andamento ritmicamente più regolare e affrontano figure cromatiche oltre il ponticello in fortissimo, creando un climax al centro della composizione.

L’elemento di continuità nella sezione successiva, indicata in partitura “Veloce possibile, aggressivo”, è costituito dal ribattuto del tom tom (poi anche marimba) che, insieme con scalette ascendenti e discendenti di legni e archi, incornicia un breve passo centrale dei fiati in fortissimo; tornano arpa e violini su note ribattute e figurette dell’ottavino, quindi la sonorità si fa orchestrale, arriva al mezzoforte e poi al forte ma la chiusa è riservata a pochi suoni. Dinamiche lievi, note isolate connotano il nuovo tempo “Velato, con attesa”, che presenta un addensamento sonoro centrale e una successiva rarefazione dove gli archi tacciono. La sintetica conclusione della composizione torna per la terza volta al Tempo I “Animato sotterraneo”, con le sonorità della piena orchestra che subito lasciano spazio all’essenzialità della chiusa.

Anna Maria Morazzoni

Biografie

Gaetano d´Espinosa, classe 1978, è considerato uno dei direttori d´orchestra più promettenti della nuova generazione. Nato e cresciuto a Palermo, ha studiato violino con Mihal Spinei e composizione con Turi Belfiore. In seguito si è perfezionato con Salvatore Accardo all´accademia “Walter Stauffer” di Cremona. Dal 2001 al 2008 è stato Konzertmeister della Staatskapelle di Dresda, con cui ha anche eseguito, in veste di solista, il suo Concerto per violino e orchestra d´archi sotto la direzione di Christian Arming. A questo periodo risalgono anche il suo debutto come direttore d´orchestra alla Konzerthaus di Berlino e l´incontro determinante con Fabio Luisi, che lo invita come suo assistente a Vienna e più tardi al Pacific Music Festival di Sapporo, in Giappone.

Nel maggio 2010 debutta con grande successo alla SemperOper di Dresda con La Traviata; dirige inoltre la Philharmonia di Praga, la Filarmonica di Poznan, le Orchestre da camera di Dresda e Berlino, la Brandenburgisches Staatsorchester, la Thüringen-Philharmonie e la Kremerata Baltica. È questo l’inizio di una folgorante carriera che lo porta, in meno di due anni, a essere invitato a dirigere: Kremerata Baltica, Opera de Lyon, Graz Oper, Prague Philharmonia, Poznan Philharmonic, Dresden Chamber Orchestra, Orchestra di Santa Cecilia, Roma, Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi Verdi di Milano, Orchestra del San Carlo di Napoli, Orchestra del Massimo di Palermo, Orchestra della Fenice di Venezia, Kammerorchest Berlin, NHK Symphony Orchestra Tokyo, Gunma Symphony Orchestra, Osaka Japan Century Orchestra, Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra, Maggio Musicale Fiorentino, Opera de Limoges, Orchestre Philharmonique de Strasbourg.

D’Espinosa – al debutto con laVerdi a Milano – ha diretto l’ensemble di largo Mahler al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2011.

Nella stagione 2011/12 debutta con due nuove produzioni all’Opera di Graz, dirigendo Otello e Maria Stuarda e dirige concerti a Praga, Trieste, Venezia, Genova, Poznan e Varsavia e una nuova produzione del Trittico a Lione.

Nel luglio del 2013 ha debuttato all’Opera di Roma nell’ambito della stagione estiva alle Terme di Caracalla, con Cavalleria rusticana; a novembre 2013 ha debuttato in Svizzera, con l’Orchestra Sinfonica di Basilea.

A gennaio-febbraio 2014 è in Giappone, dove dirige le principali orchestre del Sol Levante.

Con la stagione 2013/2014 – la Stagione del Ventennale – ricopre il ruolo di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Lucia Ronchetti (Roma, 1963) nel 1987 si diploma in Composizione e in Musica elettronica al Conservatorio di Santa Cecilia e si laurea in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. A Parigi ottiene il D.E.A. in Estetica alla Sorbonne di Parigi e nel 1999 discute la tesi di dottorato in Musicologia all’Ecole Pratique des Hautes Etudes presso la Sorbona, sotto la direzione di François Lesure. Nel 1995-96 segue il corso annuale dell’IRCAM; nel 1996-97 ottiene la residenza alla Cité Internationale des Arts a Parigi e la Borsa Erato del ministero degli Esteri per Parigi. Nel 1999 è Compositore in residenza all’Akademie Schloss Solitude di Stoccarda; nel 2003 alla Mac Dowell Colony di Peterbourough di Boston; sempre nel 2003 al Forum Neues Musiktheater della Staatsoper di Stuttgart. Nel 2005 vince il premio Fulbright quale Visiting Scolar alla Columbia University di New York. Nel 2005-2006 risiede a Berlino, grazie al premio della DAAD. Nel 2007 è compositore in residenza presso la Corporation of Yaddo di New York. Importanti per la sua formazione compositiva gli studi con Salvatore Sciarrino, Gerard Grisey e Tristan Murail.

Venerdì 28 febbraio – domenica 2 marzo Auditorium di Milano, largo Mahler

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Ufficio Stampa Massimo Colombo

T. +39 02 83389.329 – C. +39 393 5285464

massimo.colombo@laverdi.orgwww.laverdi.org

 

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