“Week end” di Annibale Ruccello

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fotoIl Teatro Manzoni di Pistoia propone dal 7 al 9 febbraio (feriali ore 21, festivo ore 16), in esclusiva per la Toscana, un nuovo omaggio alla grande drammaturgia partenopea con WEEK END di Annibale Ruccello, regia di Luca De Bei. Protagonista una straordinaria Margherita di Rauso, affiancata da Giulio Forges Davanzati e Brenno Placido. Sabato 8 febbraio, il cast dello spettacolo incontrerà il pubblico toscano a Pistoia presso la libreria Lo Spazio, in via dell’Ospizio, alle ore 17:30. L’ingresso all’incontro è libero.

La Napoli del teatro post-Eduardo ha avuto in Ruccello, scomparso prematuramente nel 1986, uno degli esponenti più alti. Dopo Mamma (proposto da Angelo Savelli anni fa al Saloncino Manzoni), Le cinque rose di Jennifer e il capolavoro Ferdinando (con Isa Danieli), al Manzoni va in scena uno dei suoi testi più intensi, anche se tra i meno frequentati. Scritto nel 1983, Week end è da molti considerato il suo testo più perfetto e più profondo, anche se è uno dei meno frequentati; se ne ricorda solo l’edizione del 1986, da lui stesso diretta, con Barbara Valmorin, che lo riprese, poi, nel ‘95 con Segre.

Cast inedito per Pistoia, guidato da Margherita Di Rauso (un ricco curriculum il suo, che spazia da Strehler a Ronconi, passando per Woody Allen al cinema); accanto a lei, due giovani interpreti: Giulio Forges Davanzati (protagonista in teatro de Il laureato, interprete di molte fiction e dell’ultimo film di Scola) e il giovanissimo e bravo Brenno Placido (rivelato da Tutti pazzi per amore, ma già diretto da nomi prestigiosi come Sepe e Bellocchio).

La regia è dell’emergente Luca De Bei (anche attore e autore), ma segnaliamo con piacere anche i costumi firmati da Lucia Mariani (costumista di molte produzioni dell’Associazione Teatrale Pistoiese) e la scena da Francesco Ghisu (scenografo dello spettacolo Appuntamento a Londra, sempre prodotto dall’ATP).

Week end, ultimo testo della trilogia che Annibale Ruccello definiva Teatro da Camera (insieme a Notturno di donna con ospiti e Le cinque rose di Jennifer), è la storia di una solitudine, di uno spaesamento, di uno sradicamento culturale che si trasforma nel corso della vicenda in un’alienazione che ha radici nel sociale oltre che nel privato.

In un affascinante miscuglio di quotidianità, di rimembranze, e di pulsioni inconsce, ci racconta il fine settimana di Ida, un’insegnante quarantenne afflitta da un handicap fisico (è claudicante) che tenta di vincere la solitudine in un lungo week-end immerso nella luce di una limpida primavera. La donna abita in una periferia romana ma è originaria di un piccolo paese del napoletano di cui si sente irrimediabilmente orfana. In queste due grigie giornate Ida impartisce ripetizioni ad un goffo studentello, accoglie in casa un giovane idraulico (per un guasto forse inesistente), ascolta musica ma soprattutto sogna: sogni sessuali, disinibiti, violenti, in cui proprio quei due giovani uomini assumono il ruolo di amanti e vittime. Sogni che prendono corpo diventando forse reali… È una storia al tempo stesso di verità e di rappresentazione che riesce a raggiungere lo spettatore proprio in virtù delle emozioni che mette in gioco e della tecnica drammaturgica costantemente in bilico tra realtà e sogno.

Ciò che mi ha subito colpito in questa pièce – commenta il regista Luca De Bei – è il senso dell’irreale calato in una dimensione quotidiana e che è una delle connotazioni più originali e sorprendenti della scrittura di questo autore che ci ha regalato una manciata di testi preziosissimi. Da molti anni avevo in mente di portare in scena Week End, ma aspettavo l’occasione e soprattutto l’attrice giusta per rivestire gli impegnativi panni di Ida. Quando mi sono imbattuto in Margherita Di Rauso ho capito che non poteva che essere lei: la sua forza, unita al talento e alla versatilità ne faceva un’ideale interprete ruccelliana. Nell’affrontare la regia di Week End – continua De Bei – ho dovuto in qualche modo dipanare i fili di un tessuto drammaturgico a volte misterioso, quasi criptico, in costante bilico tra realtà e immaginazione. Per scoprire cosa si agita nella mente e nell’animo di Ida ho scelto di scandagliare il suo passato, scoprendo che un altro dei temi fondamentali del testo è quello dello sradicamento dalle proprie radici. Ida viene da un piccolo paese campano, e si è trasferita nella Capitale inseguendo probabilmente un sogno, rimasto frustrato, di emancipazione e di soddisfazione personale. Da qui nasce anche l’idea scenografica, che inserisce Ida in un contesto suburbano spersonalizzante. Nel restituire le atmosfere di questo noir psicologico – conclude Luca De Bei -ho utilizzato stili e sapori del giallo italiano e francese tradizionale senza timore di cadere nell’horror. Per le musiche ho seguito un’indicazione di Ruccello stesso che in una sua intervista rivelò come proprio dal noir francese aveva preso ispirazione per Week End e ho scelto musiche francesi degli anni 30 e 40, che ci parlano ancora una volta di come Ida voglia essere altro da ciò che è, e di come insegui pervicacemente i suo sogni.”

 

Prevendita spettacolo: Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112, on line su www.teatridipistoia.it e circuito box office.

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