Grisù, Giuseppe e Maria

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fotodi Gianni Clementi

con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Franca Abategiovanni, Sandra Caruso, Diego Gueci

scene Francesco Montanaro

costumi Isabella Rizza

luci Marco Laudando

regia Nicola Pistoia

produzione Neraonda

Commedia all’italiana ricca di situazioni imprevedibili, un ritratto dell’Italia anni ’50 di Clementi splendidamente interpretato dal duo Pistoia-Triestino tra Alleluia, lettere grossolane, confidenze scottanti e metafore incomprese.

Tornano Paolo Triestino e Nicola Pistoia, coppia affiatata e amata dal pubblico, già applauditi nella stagione passata con “Ben Hur – storie di ordinaria periferia”.

Grisù, Giuseppe e Maria” è un altro affresco dell’arguta penna di Gianni Clementi di un’Italia che non c’è più, l’Italia del dopoguerra in cui i sogni si proiettavano nella realtà grazie alla grande voglia di cambiamento.

Nicola Pistoia, nel doppio ruolo di regista e attore, viene definito dalla critica mezzo Peppino De Filippo e mezzo Buster Keaton. Quello che viene ricreato con gli spettacoli Pistoia-Triestino-Clementi è un teatro dove si può ancora ridere senza battute triviali o sciocche, dove è ancora possibile emozionarsi, dimenticarsi del quotidiano e godere di un delicato e ironico scorcio delle speranze del passato.


Una sagrestia di Pozzuoli, nell’Italia rurale, povera e appassionata degli anni ‘50. Don Ciro un eccentrico sacerdote e il suo bizzarro sagrestano in prova, Vincenzo, sono alle prese con alcune intricate situazioni degli abitanti della comunità. Donna Rosa e Donna Filomena sono due sorelle nei guai un po’ per come è la vita, un po’ per le loro leggerezze. Coinvolto negli intrighi anche il fascinoso farmacista del paese Don Eduardo, stereotipo dello ‘sciupafemmine meridionale’, padre di famiglia e unico laureato del paese, che nonostante tutto è preda dei suoi vizi e non comprende le metafore di Don Ciro.

Una commedia dal gusto genuino, in cui i personaggi ricchi di sfumature e caratteri articolati prendono per mano il pubblico e lo accompagnano in un’Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valige di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana.

Prevendite presso la biglietteria del Teatro Duse (dal martedì al sabato dalle 15 alle 19), nei punti prevendita Vivaticket.

Biglietteria e informazioni: Via Cartoleria, 42 – tel. 051 231836

biglietteria@teatrodusebologna.it

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