Indagine di un musicista di sopra di ogni sospetto al Teatro Vittoria di Roma

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fotoLe note di Così parlò Zarathustra di Strauss (Richard) riportano immediatamente a 2001: Odissea nello spazio di Kubrick, ma a prendere lentamente forma in scena non è il monolite nero, ma un iPad, inconfondibile segno della società moderna. È questo l’incipit di Indagine di un musicista al di sopra di ogni sospetto che segna il debutto di Max Paiella in versione one man show al Teatro Vittoria di Roma.

Imitatore, musicista, comico, Paiella si misura con il meglio del suo repertorio attraverso un viaggio ipotetico e surreale fra la musica e il tentativo di ritrovarsi all’interno di una società che sembra aver perso ogni punto di riferimento.

Guidato da un improbabile oracolo, Paiella intrattiene il pubblico citando Omero e ripercorrendo il disastroso andazzo della società attraverso una carrellata continua, ma non pedissequa, dei personaggi e delle imitazioni che l’hanno reso popolare, dall’impareggiabile Alemanno in versione Mussolini al sindaco Marino, dal critico Cane Morton (un simil Ozzy Osboune) a Renato Zero.

Ma nello spettacolo Paiella dà il meglio di sé sfoderando non solo imitazioni, ma mettendo bene in mostra le sue capacità di musicista e intrattenitore, suonando, cantando e rivelando il minimo grado di separazione fra un artista e l’altro inanellando brevi e irresistibili imitazioni di Bruce Springsteen e Baglioni, Bono e Sinatra , Jovanotti e Battiato. Diciamo la verità: Paiella sa imitare davvero tutto e tutti e accompagnato dalla Rabbit Band alterna in questo spassoso e riconciliatorio viaggio canzoni e riflessioni.

Paiella non risparmia nessuno prendendo di mira Jovanotti (con le sue sue pretese da filosofo) o gli accordi sempre uguali a sé stessi nelle identiche canzoni dei Negramaro, mostrando la pericolosa e inquietante trasformazione-sovrapposizione di Renzi-Berlusconi invischiati in un processo di inseparabile osmosi e ironizzando sulla società, ma tutto sommato senza troppa cattiveria o malizia facendo sorridere il pubblico, intrattenendolo con canzoni e canzonette, diventate ormai la vera poesia della nostra epoca.

E fra un dialogo e l’altro con un bislacco e improbabile oracolo rivisitato in chiave moderna, il viaggio di Max Paiella non può che concludersi con l’auspicio di imparare ad ascoltare di più e ad ascoltare finalmente meglio quello che gli altri hanno da offrirci con la consapevolezza di quanto il mondo, nonostante tutto, sia Meraviglioso attraverso le parole e la musica di Domenico Modugno. Uno spettacolo spassoso e ironico che esalta le istrioniche doti di one man show di Max Paiella che passa con nonchalance dalla radio al la tv al teatro, già impareggiabile musicista dei Jolly Rockers insieme a Lillo e Greg. In scena al teatro vittoria di Roma fino al 16 marzo.

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