Journal d’un corps

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fotodi e con Daniel Pennac
adattamento teatrale Clara Bauer e Daniel Pennac
regia Clara Bauer
scene, luci e costumi Oria Puppo
musiche Jean-Jacques Lemêtre

produzione C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord

coproduzione Les Théâtres de la Ville de Luxembourg

produttore delegato per l’ltalia Roberto Roberto per Laila srl

in collaborazione con Il Funaro

Il libro Journal d’un corps è edito in Francia da Editions Gallimard, in Italia con il titolo Storia di un corpo da Feltrinelli con la traduzione di Yasmina Melaouah

Spettacolo in francese con sopratitoli in italiano

 

Arriva al Teatro Era di Pontedera venerdì 11 aprile, alle ore 21, un evento di portata internazionale, “JOURNAL D’UN CORPS. STORIA DI UN CORPO”, il toccante spettacolo di e con Daniel Pennac, tratto dal suo celebre romanzo “Journal d’un corps”, edito da Editions Gallimard nella Collection Blanche e in Italia da Feltrinelli col titolo “Storia di un corpo”, traduzione di Yasmina Melaouah.

Sul palcoscenico prende forma il diario delle sorprese che il corpo di un uomo, nell’arco di una vitaintera, fa alla sua mente. È a prima vista il più intimo dei diari ma, non appena ci addentriamo,scopriamo che questo giardino così segreto è il più comune dei nostri territori.

La lettura ad altavoce sgorga allora naturale, come passaggio dal singolare al plurale, dal corpo unico del lettoreal corpo comune del pubblico. Come testimoniare la realtà di questa macchina fisica con cuiognuno di noi si compone, durante tutta la propria esistenza? Con Journal d’un corps, Pennacdecide di portarci sul terreno delle secrezioni, dei dolori e degli umori. Nella forma di un checkupdi lungo corso, il diario di bordo che lui presta all’eroe del suo romanzo ha, come oggettoprimario, l’involucro carnale che ci serve da veicolo dal primo vagito fino all’ultimo sospiro.Una lezione di anatomia sotto forma di elogio dell’osservazione sperimentale dal vivo Journal d’uncorps, come i dipinti di Rembrant, merita di essere esposto nella sua oralità per uscire dal circolodel silenzio che lega un libro al suo lettore.

Adattando il suo romanzo per portarlo lui stessoalla ribalta, con la complicità di Clara Bauer, Pennac si serve di questo spettacolo per trasmettereil suo manifesto, quasi un nuovo manuale del saper vivere destinato a tutte le generazioni.

Al termine dello spettacolo Daniel Pennac terrà un incontro con il pubblico.

PONTE

Theatre du Bouffes du Nord

JOURNAL D’UN CORPS

Info: Fondazione Pontedera Teatro Tel. 0587.55720/57034www.pontederateatro.it

Daniel Pennac nasce il 1 dicembre 1944 a Casablanca, Marocco. In gioventù la sua esperienza scolastica fu particolarmente disastrosa. Nel suo libro autobiografico Diario di scuola (Chagrin d’école, 2007) sosterrà di aver impiegato un anno ad assimilare la logica e la complessità della lettera “A” ma suo padre, generale politecnico dell’esercito, non se ne preoccupò affatto, certo che in 26 anni suo figlio avrebbe padroneggiato perfettamente l’alfabeto. Pennac trascorre parte della sua infanzia fra l’Africa ed il Sud-Est asiatico, dove la famiglia si sposta al seguito delle guarnigioni paterne.

Dopo la laurea in lettere a Nizza si dedica all’insegnamento nelle scuole medie e poi nei licei, attività che concilierà con quella di scrittore per quasi trent’anni. Nel 1973, dopo il servizio militare, scrive un pamphlet Le service militaire au service de qui?, contro i falsi miti della vita militare.

Nel 1979 soggiorna per due anni in Brasile, fonte d’ispirazione del romanzo Ecco la storia (Le Dictateur et le hamac, 2003), che pubblicherà ventitré anni dopo.

Nel 1985 scrive, per la Série Noire (Gallimard), Il paradiso degli orchi (Au bonheur des ogres) e così Benjamin Malaussène ed i suoi amici di Belleville fanno il loro ingresso nella letteratura. Il ciclo Malaussène prosegue con La fata carabina (La fée Carabine, 1987), La prosivendola (La petite marchande de prose, 1989), Il Signor Malaussène (Monsieur Malaussène, 1995), Ultime notizie dalla famiglia (edizione italiana che accorpa Monsieur Malaussène au théâtre, 1995 e Des Chrétiens et des maures, 1996), La passione secondo Thérèse (Aux fruits de la passion, 1999).

Parallelamente Pennac scrive una tetralogia per bambini, con eroi vicini all’universo infantile, che abbraccia i temi della scuola e dell’amicizia: Kamo. L’agenzia Babele (Kamo. L’agence Babel, 1992), Io e Kamo (Kamo et moi, 1992), Kamo, l’idea del secolo (Kamo, l’idée du siècle, 1993) e L’evasione di Kamo (L’evasion de Kamo, 1997). Recentemente, in ottobre 2012, pubblica il libro per bambini Le roman d’Ernest et Célestine per i tipi di Casterman, di cui scrive anche l’adattamento per il cinema: il cartone animato Ernest et Celestine realizzato da Benjamin Renner, Vincent Patar e Stéphane Aubier.

A questi romanzi si aggiungono altri tipi di opere fra cui Come un romanzo (Comme un roman, 1992), saggio di pedagogia, lucido ed entusiasta, in cui rivendica la piena libertà nell’approccio individuale alla lettura e Gli esuberati (La Débauche, 2000), fumetto ironico ed “impegnato” in collaborazione con Jacques Tardi, dedicato “Ai licenziati, ai silurati, agli espulsi, ai flessibilizzati…, insomma a tutti coloro che si ritrovano a spasso…”.

Grande amante degli audiolibri, ha egli stesso registrato molti dei suoi libri per Gallimard e per

l’associazione Lire dans le noir. Nel 2004, al Théâtre du Rond Point di Parigi è interprete in scena dell’adattamento teatrale del suo testo Merci, e dal 2009 al 2012 è in tournée internazionale con Bartleby, lo scrivano, di Herman Melville.

A febbraio 2012 pubblica con Gallimard, Journal d’un corps (Storia di un corpo – Feltrinelli 2012), di cui cura anche l’adattamento per il teatro. Journal d’un corps diventa la sua terza esperienza come attore in teatro, ma anche la prima in cui porta in scena di persona un suo romanzo. Sempre nel 2012, anno particolarmente prolifico per Pennac ed intenso nel suo rapporto con il teatro, scrive il testo originale Le 6° Continent per la regia di Lilo Baur che debutta al Théâtre des Bouffes du Nord ad ottobre ed inaugura la stagione del Teatro Stabile di Torino.

Nel 2002 riceve il Premio Internazionale Grinzane Cavour e nel 2007 il Premio Renaudot per Diario di scuola. Il 26 marzo 2013 riceverà la Laurea ad Honorem dall’Università di Bologna.

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