Teatro Cantiere Florida (Firenze): appuntamenti di aprile 2014

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Foto di Sandro Cristallini
Foto di Sandro Cristallini

PROSA: Sabato 5 aprile, ore 21

Mariangela D’Abbraccio in MARILYN MONROE FRAGMENTS

di Marilyn Monroe

regia Carmen Giordano

musiche dal vivo Raffaele Toninelli

disegno luci Silvio Peroni

costume Maria Paola Di Francesco

fonico Antonio Tavassi

Una produzione di Pierfrancesco Pisani e Offrome, in collaborazione con Trento Spettacoli e Infinito s.r.l

Un incubo agghiacciante. L’incubo di Marilyn Monroe, bellissima diva di Hollywood eternamente infelice. Questo e molti altri pensieri fluiti dal suo sé più intimo si trovano in Marylin Monroe Fragments, uno spettacolo che restituisce i pensieri e le confessioni che per anni l’attrice ha custodito in alcuni taccuini rimasti avvolti nel buio per anni. Oggi, dopo il ritrovamento, rivedono la luce e plausibilmente andranno a confondersi in quel vortice di dicerie, ricordi, racconti che per anni ha alimentato il mito di Marilyn Monroe. Oppure no. Le verità che Marilyn ha annotato sulla pagina in modo disordinato, quasi convulso, forse la riscatteranno per sempre, mostrandola così come realmente era: sensibile, sofferente, dotata di una vena poetica insospettabile. «Oh Dio come vorrei essere morta/assolutamente inesistente/scomparsa da qui/da ogni posto», scrive negli anni cinquanta. Il decennio della svolta per lei, del successo a Hollywood e della fama internazionale.La sua vita sembra una favola: gira “Quando la moglie è in vacanza”, film indimenticabile che farà di lei un’icona sexy, sposa il famoso giocatore di baseball Joe Di Maggio, frequenta il jet set statunitense, compresa la famiglia Kennedy. Eppure i fantasmi del passato sono ancora concreti come blocchi di pietra sul suo petto, tanto che lei sente il bisogno di trasferirli nella pagina, come a volerli intrappolare per sempre nell’inchiostro: lo stupro subito a dieci anni per cui è stata brutalmente picchiata dalla zia, i giorni in orfanotrofio, l’uccisione del suo cagnolino Tippi, il tradimento del primo marito. In Marilyn Monroe Fragments seguiamo passo passo la vita pubblica e interiore della star di Hollywood, stupendoci di volta in volta dell’ossimoro che, insieme, le due dimensioni creano. Marilyn scrive e scrive, qualcuno a distanza di 50 anni leggerà. Si addentrerà in un mondo intimo fatto di confidenze lasciate alla carta, di lettere e vecchie fotografie e, abbandonato ogni comprensibile atteggiamento voyeuristico, si lascerà commuovere dalla dolcezza e dalla fragilità di una donna, di cui il mondo dorato di Hollywood ha sempre voluto vedere soltanto la disarmante bellezza.

 

 

DANZA: Domenica 6 aprile e 13 aprile, HIGHFLOW

 

Torna HIGHFLOW, proposta rivolta alle Scuole di Alta Formazione che hanno inserito nel loro iter la collaborazione con coreografi professionisti che firmano brani inediti per gli allievi alle soglie del professionismo. Dopo la Scuola Hamlyn diretta da Nicoletta Santoro e Alessandra Alberti affiancata da Francesca Selva e la sua Compagnia, il 6 aprile è la volta di OMA diretta da Noemi Abrignani affiancata da due nomi che hanno caratterizzato la Stagione di Danza come Arianna Benedetti e Samuele Cardini e, domenica 13 aprile, l’Accademia Coreutica Internazionale diretta da Elisabetta Hertel affiancata da Paolo Mereu e Craig Davidson, giovane coreografo emergente nel panorama europeo, già ballerino solista del Balletto Reale delle Fiandre e ora membro del Luzern Tanz Theater).

 

PROSA: 8 – 12 aprile, ore 21

Arca Azzurra Teatro presenta IL PRINCIPE. Rapsodia Machiavellica
libera versione teatrale e regia di Stefano Massini da Niccolò Machiavelli

conGiuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

Questa libera versione del “Principe” non si svolge fra velluti e troni, bensì fra tegami e ramaioli. Ebbene sì. Siamo in una cucina, dove un agguerrito drappello di cuochi avrà l’ingrato compito di cucinare un Principe all’Italia. Dare al disgraziato paese una guida, un governo, un faro, proprio come si augura Machiavelli nell’ultimo capitolo del suo celeberrimo libretto. Ma esiste una ricetta per creare dal nulla un governante modello? Con quali dosi di Virtù e Fortuna dovrà essere assortito? E ancora: il buon Principe è zuccheroso oppure salato? Deve bruciare il palato o scivolare in gola come una minestra? Con la metafora fertilissima dei fornelli, ci addentriamo dentro il nucleo vivo di un’opera straordinaria, autentico manuale di real-politik, vademecum per i sacerdoti del potere di ogni epoca. Ma della penna di Machiavelli non sopravvivono in scena solo le brillanti ingegnerie politiche: fra pentoloni e grembiuli si diffonde – come uno squisito odore di salsa – il sapore inconfondibile di quella lingua rinascimentale così diversa dal nostro italiano eppure così profondamente nostra, tutta da gustare mentre tratteggia con nitide pennellate i ritratti di decine di Principi passati, da Ludovico il Moro a papa Borgia, dal Duca Valentino all’imperatore Settimio Severo senza tralasciare Maometto II di Turchia. E poiché la cucina dei Principi sforna le sue pietanze da secoli, ininterrottamente, può perfino darsi che a un tratto, da quelle pentole inquiete, salti fuori un intingolo imprevisto, sulla cui ricetta pagheremo i diritti a Machiavelli, Indro Montanelli e Pasolini.   

MATERIA PRIMA: 11 – 13 aprile 2014 | Workshop per attori

P. Alfavita #1 (Impronta)

con Chiara Lagani / Fanny & Alexander

Impronta è un processo in cui l’attore fa spazio dentro sé a un carattere, a un’essenza o personaggio e gli permette di occupare totalmente questo spazio lasciando un’orma, un segno, una traccia più o meno forte prima che esca ancora e si manifesti all’esterno. La parola impronta rimanda all’imprimere, premer sopra, calcare (calcare le scene anche), ma anche al manifestarsi, uscir fuori, apparire dell’essenza impressa. L’impronta si lega alla voce, al gesto, alla presenza, perfino all’apparenza. Talora si può vedere all’improvviso un carattere emergere in trasparenza sul volto, nella voce, nel moto di un attore che stia praticando questo tipo di lavoro.
L’impronta ha a che fare con una mescolanza tra sé e altro, con una forma di controllato abbandono, con una parte scura, densa, d’ombra e una cristallina, diafana, sottilissima.

Fanny & Alexander ha lavorato negli ultimi anni sull’idea di Impronta in alcuni dei suoi spettacoli, tra cui “Him”, “Discorso grigio”, “Discorso giallo”. Per info www.fannyalexander.org

Dove / Teatro Cantiere Florida – Via Pisana 111r – Firenze
Quando /
dall’11 al 13 aprile 2014 – 6h di lavoro al giorno
Costo /
90 euro

Per info & iscrizioni
info@murmuris.it – 329 9160071

 

 

MATERIA PRIMA: Lunedì 28 Aprile 2014

Raffaello Sanzio Socìetas e Teatro delle Albe

POCO LONTANO DA QUI

 

di e con Chiara Guidi, Ermanna Montanari

suoni originali Giuseppe Ielasi

ideazione luci Enrico Isola

cura del suono Marco Canali, Marco Olivieri

tecnici di produzione Fagio, Danilo Maniscalco

Due compagnie leader della ricerca italiana si incontrano per evocare, con immagini, voci e musiche, Rosa Luxemburg, testimone scomoda, già per Karl Kraus, della violenza del potere. Il palco è il luogo in cui Chiara Guidi e Ermanna Montanari mettono alla prova due modalità di lavoro che i percorsi della Socìetas e delle Albe hanno elaborato nel corso degli anni. Il lavoro dell’una si apre al lavoro dell’altra.

Il parlar franco è stato il patto iniziale del nostro incontro. La decisione di lavorare insieme non aveva nulla di concreto su cui misurarsi: potevamo contare unicamente sulla potenzialità del nostro dialogo e della nostra trentennale ricerca vocale. I concetti che ogni volta affioravano, creavano quella combustione necessaria che ci permetteva di assumere una forma che andava a comporre lo spettacolo. Finalmente attraverso la guida di Karl Kraus abbiamo incontrato le lettere di Rosa Luxemburg che si è posta come specchio oggettivo e autorevole nel nostro intarsio quotidiano”.

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