Una notte in Tunisia

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Foto di Tommaso Le Pera
Foto di Tommaso Le Pera

di Vitaliano Trevisan

con Alessandro Haber

e con Maria Ariis, Pietro Micci e Roberto Trifirò

con la collaborazione di Barbara Petrecca per le scene e i costumi, Gigi Saccomandi per le luci, Yuval Avital per la scenografia sonora di “Mise en abime”

sperimentazione sonora realizzata da RAI-Direzione Strategie Tecnologiche con il CRIT di Torino e il CPTV di Milano. I cieli proiettati sul fondale sono di Pietro Guccione.

uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah

produzione Teatro Franco Parenti

Alla Pergola da martedì 11 marzo Alessandro Haber è Bettino Craxi in Una notte in Tunisia.

Un uomo di grandissimo potere, un esponente politico fra i più influenti a cavallo degli anni Ottanta-Novanta. Un uomo invincibile, intoccabile, un giorno all’improvviso perde tutto. Potere, amici, soldi. Lui che aveva tutto. Lui che possedeva ogni cosa. Solo e malato si ritira nell’esilio dorato di Hammamet dove solo pochi fedelissimi andranno a trovarlo. Alessandro Haber ricompone i tratti di Bettino Craxi sull’intensa partitura scritta da Vitaliano Trevisan. Un viaggio a ritroso nel tempo, dalla sua ascesa fino alla battaglia con la morte, persa il 19 gennaio del 2000. Un focus di toccante umanità su uno dei personaggi politici più controversi della storia nostrana.

Andrée Shammah fa del testo di Trevisan un atto d’amore e di fiducia verso il teatro. Alza lo sguardo dalla cronaca e dalla storia, dalla trama degli ultimi giorni di vita di Craxi – X è il suo nome nel testo – e diventa metafora del potere e della sua caduta.

Il signor X è ‘in esilio volontario’ ad Hammamet. Gravemente ammalato è stato abbandonato da tutti. Sono con lui la moglie, l’inseparabile Cecchin (autista, segretario, cameriere) e, ospite inatteso, suo fratello venuto a verificare le cartelle cliniche dei medici tunisini, che non lasciano speranze sulla prognosi. Il malato ha un carattere difficile, odia tutti e non sopporta nessuno, tranne Cecchin. Odia soprattutto gli italiani che l’hanno tradito e scrive memorie e proclami di rivincita postuma. Ma un sogno gli fa balenare un’idea. Se non ha evitato l’esilio forse, con un’ultima trovata, potrà evitare la morte.

Trevisan costruisce un personaggio un po’ shakespeariano e un po’ bernhardiano: i suoi ultimi giorni di esilio e di malattia sono un emblema della caduta del potere, ma anche un’occasione di riflessione sulla politica e sulla società italiana. E la tragedia si intreccia continuamente con il comico, con Cecchin nel ruolo di perfetta spalla, fino allo scarto surreale del colpo di scena conclusivo.

Conoscevo Trevisan e la sua grande capacità – ha ricordato Haber alla vigilia della replica di Montepulciano – Gli ho detto, scherzando, di scrivermi un testo; dopo poco tempo si è presentato con Una notte in Tunisia. Ho risposto dicendo che dovevo pensare, il soggetto era impegnativo. Trevisan insisteva che solo io potevo recitare il leader socialista. E’ riuscito a ricomporre questi difficili momenti della vita di Craxi che, al di là delle questioni politiche, vive un grande dramma umano di una persona esiliata e vuole un riscatto umano”

Scandita in quattro scene in uno spazio candido più simile a una tenda berbera che a una casa, Una notte in Tunisia ha la linearità di un apologo ma dentro bruciano tutti i sentimenti, i rancori e le contraddizioni di una vicenda storica e umana.

Le scene di Barbara Petacca e le luci di Gigi Saccomandi dialogano con Mise en abîme, la scenografia sonora creata daYuval Avital, una composizione realizzata da un grande organico strumentale e corale che utilizza lo spazio come parte essenziale di una costruzione alfabetica e grafica.

Info: www.teatrodellapergola.com

Orario spettacoli: dal martedì al sabato: ore 20.45, domenica: ore 15.45. Lunedì riposo.

Prezzi biglietti interi: Platea: € 30, Posto Palco: € 22, Galleria: € 15

MERCOLEDÌ 12 MARZO, ORE 18.30 – SPAZIO ALFIERI Via dell’Ulivo 6

L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO (Italia, 2013)

di Giovanni Veronesi

con Alessandro Haber

durata 113′

Ingresso libero

Film d’apertura dell’ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, racconta la storia di Ernesto, romano di estrazione popolare, che alterna diversi mestieri, dal tappezziere al cuoco d’asilo, dall’autista alla comparsa cinematografica. Attraverso i suoi occhi, passa l’Italia che va dagli anni ’60 ad oggi: Ernesto la osserva da dietro il vetro, contando speranze e delusioni, scandali, burrasche e schiarite, senza mai disconoscere i suoi valori: la famiglia, gli amici, l’onestà, per rimanere sempre, a testa alta, l’ultima ruota del carro.

Introducono Riccardo Ventrella e Claudio Carabba, con Alessandro Haber.

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