Ummonte – Lo scandalo di Monte dei Paschi, raccontato a teatro

0
235
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoSabato 12 aprile 2014 il Teatro Bi.Pop. “Zaccaria Verucci” (Via di Pietralatella, s.n.c.,  Casal Bertone) propone, in prima romana, lo spettacolo UMMONTE, scritto, diretto e interpretato da Elisa Porciatti: lo scandalo di Monte dei Paschi, raccontato a teatro da una giovane ex dipendente.

E’ un altro imperdibile appuntamento del coraggioso cartellone teatrale presentato nello spazio dedicato al partigiano Zaccaria Verucci. Il Collettivo Internoenki, insieme ad alcuni volontari del quartiere, ha trasformato un container in un vero e proprio teatro popolare, che (con un ingresso asottoscrizione di soli 4 euro, per il sostegno del progetto) ospita spettacoli e laboratori, ed è ormai diventato un punto di riferimento irrinunciabile nella vita sociale di Casal Bertone, periferia storica della capitale immortalata in film come “I soliti ignoti” di Mario Monicelli, “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini e “Una vita violenta” di Paolo Heusch e Brunello Rondi.

La serata inizia, come sempre, alle 20.30 con cena e aperitivo, e prosegue alle 21.30 con lo spettacolo.

Menzione Speciale Premio Scenario 2013, UMMONTE, oltre che il titolo dello spettacolo, è anche il nome del protagonista, impegnato a diventare un grande bancario nella sua città bancaria.

“Ummonte, mi piacciono. Le monete mi piacciono ummonte. Con la paghetta compro solo monete. Da grande voglio ummonte di soldi per comprarmi ummonte di monete.”

Sullo sfondo una città gioiello. Storica. Con una banca storica. Tra i banchi di una scuola, tra le generazioni, nelle relazioni, passano i fatti di un grande colosso, di un grande sistema, cosiddetto eco-nomico per il suo innato talento di dettare le regole nel suo ambiente. È grande. È grande ummonte. Tiene in vita una città e sul più bello la riunisce al suo capezzale di padre agonizzante e pieno di debiti. Agonizza compostamente ma ovunque. In piazza, nelle botteghe, tra i banchi, nei letti dei giovani sposi.

Ummonte fa di conto. Impila le 20 lire del 74 di dieci in dieci. Impara, sperimenta e diventerà un grande bancario della sua città bancaria. Degno figlio di Babbo Monte. Degno figlio, quasi orfano di padre. Zoe è fissata con le parole. Per lei i debiti sono colpe. L’asta quella di Cristo. I titoli quelli dei film d’amore. La raccolta quella della spazzatura e gli impieghi quelli dei mariti da sposare.

La borsa quella della spesa e il portafoglio quello che è caduto dalla tasca rossa con gli ultimi 65 soldi.

E il Monte? Il Monte è solo il suo amico. Quando sarà famoso. Per Zoe il valore è gusto, è sorridere. Senza motivo. Il valore non c’è. Si sente. Per Ummonte il valore sale e scende, si scambia. Il valore è scritto. Quindi esiste. Intorno a loro una città di storie. E solo una donna a raccontarle.

“Tutta la storia è storia contemporanea”, un tempo non c’è. Non c’è tempo di chiedersi quando. Quando siano successi i fatti. C’è uno spazio di racconto che ha sapore di passato ma, senza dichiararlo mai, è perfettamente la cronaca del presente. Un tempo di domande su come si vive il terremotarsi di un sistema garante di benessere e sicurezza. Su chi decide il valore delle cose. Su come si costruisce una storia individuale dentro uno scenario così risolto e così impermanente.

Sguardi di tanti, come tanti sguardi di ognuno di noi, su un meccanismo più grande di noi.

Creato da noi.

Elisa Porciatti si laurea in Economia e Commercio con una tesi dal titolo La Balanced Scorecard in scena al Teatro Verdi di Pisa e prosegue con un master in management degli eventi dello spettacolo. Dopo sei anni da impiegata in banca, si licenzia e si diploma attrice al Centro Internazionale La Cometa di Roma. Dal 2009 fa parte del Collettivo I.T., prima come assistente alla regia di Marta Gilmore e poi come interprete nel Senza Lear, vincitore del premio Lia Lapini 2009, e nei successivi lavori del Collettivo. Ha studiato danza classica e contemporanea con Simona Cieri dei MotusDanza e partecipato a workshop con Giorgio Rossi, Francesca Lettieri e Carolyn Carlson. Ha studiato tra gli altri con Nicolaj Karpov e Natalia Zvereva (del GITIS di Mosca), Peter Clough e Alan Woodhouse (della Guildhall School di Londra), Pierpaolo Sepe, Ugo Chiti. Ha partecipato a seminari con Ascanio Celestini, Massimiliano Civica, Matthew Lenton e i Familie Flöz. Ha lavorato diretta da Marta Gilmore, Alex Guerra, Lisa Ferlazzo Natoli, Luigi Lo Cascio. Ha scritto, diretto e interpretato Finché morte non mi separi, finalista al Premio Dodici Donne 2011 – ATCL, e FAR-A-DAY.

LEAVE A REPLY