Civitanova Danza Festival (21° edizione)

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fotoCompie ventuno anni il festival internazionale Civitanova Danza promosso da Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Marche e Provincia di Macerata.

L’edizione 2014 – che si svolgerà dall’11 luglio al 9 agosto – conferma e amplia la struttura inaugurata per il ventennale. Il festival – tra debutti, stelle della danza mondiale, maratone danzate dal tramonto a notte fonda, momenti di approfondimento e formazione – conferma lo slogan Civitanova danza tutto che lo accompagna da qualche anno a testimonianza da un lato all’aspirazione a riunire in sé i rappresentanti del mondo e delle diverse culture, dall’altro alla tensione ad una onnicomprensività dello sguardo per le differenti tipologie di danza, diversi stili e linguaggi con cui la danza dialoga.

Il programma – curato da Gilberto Santini, direttore AMAT – si articola in due vere e proprie sezioni, festival nel festival e notti delle stelle. Due le giornate di festival nel festival che offriranno al pubblico una vera e propria maratona di danza con tre prime italiane, due prime assolute e un’anteprima nell’ambito del progetto di residenza Civitanova Casa della Danza. Con le notti delle stelle Civitanova Danza “si regala” invece due serate all’insegna dell’eccellenza universalmente riconosciuta.

Una Notte delle stelle dà l’avvio al festival internazionale l’11 luglio al Teatro Rossini con un Gala dove i riflettori saranno puntati su Eleonora Abbagnato, première danseusede l’Opéradi Parigi, star internazionale a tutto campo, bellissima e carismatica, che riempie la scena e la domina accanto a interpreti prestigiosi, stelle dell’Opéra de Paris. Gli spettatori potranno godere di un balletto che si offrirà nelle sue più seducenti declinazioni, brani delle firme più elettrizzanti della coreografia internazionale, espressioni tanto del balletto classico quanto della danza nella sua declinazione più contemporanea. Eleonora Abbagnato non ha certo bisogno di presentazioni ricordiamo solo il suo debutto sulle punte all’età di otto anni, pur ballando già da quattro. A dodici lasciò Palermo – sua città natale – per andare a studiare a Montecarlo, poi a Cannes, infine all’Opéra di Parigi, dove è rimasta diventando première danseuse. La passione per l’arte di Tersicore ne ha forgiato il talento. Pina Bausch la volle per Le sacre du printemps allestita per la compagnia de l’Opéra e altri coreografi come Forsythe e Preljocaj per interpretare i loro balletti.

Tutti i teatri della città accolgono il 19 luglio il primo dei due festival nel festival, una vera e propria maratona che prende avvio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focusincontro realizzato in collaborazione con ADEP / FEDERDANZA (AGIS). Alle ore 19 il piazzale antistante Lido Cluana ospita Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città e alle 20.30 al Teatro Cecchetti è la volta del debutto in prima assoluta di Post grammatica di Helen Cerina, sviluppo del lavoro realizzato nell’ambito di Vita Nova progetto di formazione della Biennale di Venezia (Biennale College – Danza)in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza nell’ambito del progetto di residenza Civitanova Casa della Danza che ha visto al lavoro la coreografa con sei bambini di Civitanova Marche dallo scorso mese di marzo. Alle ore 21.30 l’appuntamento è al Teatro Rossini con la prima assoluta di We / Part nuova creazione di Paolo Mangiola per il Balletto di Roma che indaga con umorismo, passione e ironia l’idea di interdipendenza e interconnettività all’interno di una comunità o un gruppo di individui. Per la conclusione della “maratona” il festival invita il suo pubblico a immergersi nella poetica di Jan Fabre, pittore, scultore, coreografo, performer teatrale, visual artist che con la sua compagnia Troubleyn, l’ensemble cosmopolita con cui lavora e che ha sede ad Anversa, ha inventato un linguaggio originale, una cifra stilistica immediatamente riconoscibile. Il Teatro Cecchetti ospita l’attesa prima italiana del suoAttends, Attends, Attends… Pour mon père, un nuovo assolo di danza per Cédric Charron, eccezionale danzatore e performer presente nei lavori dell’artista fiammingo nel quale si esplora l’arte del rinvio.

Una delle compagnie più amate al mondo, Momix è la protagonista il 28 e 29 luglio (Teatro Rossini – prima ed esclusiva regionale) della seconda Notte delle stelle. Ad ispirare l’immaginazione del mago della danza l’inesauribile Moses Pendleton è questa volta l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi. Alchemy, che tratta dell’arte dell’alchimia e dell’alchimia dell’arte, è uno spettacolo multimediale realizzato dai suoi superbi ballerini, un lavoro pieno di fantasia, di ironia, di bellezza e di mistero. Conosciuta nel mondo intero per i suoi spettacoli di eccezionale inventiva e bellezza, Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti diretta da Moses Pendleton. La sua fama è legata alla capacità di evocare un mondo di immagini surreali facendo interagire corpi umani, costumi, attrezzi, giochi di luce. La compagnia prende il nome da un assolo ideato da Pendleton – al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre – per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980. Nel corso degli anni la formazione e le dimensioni del gruppo hanno subito diversi mutamenti, ma è rimasto intatto l’impegno a contribuire allo sviluppo dell’arte della danza divertendo il pubblico.

La conclusione di Civitanova Danza è affidata il 9 agosto al secondo festival nel festival che segue la struttura del primo. Inizio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus incontro sul tema Danzare il pubblico. A seguire, alle ore 19, Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città nel piazzale antistante Lido Cluana e al Teatro Cecchetti l’appuntamento è con il coreografo israeliano Hillel Kogan che presenta in prima italiana We love Arabs, spettacolo premiato dai critici israeliani di danza con l’Outstanding Creator of 2013. La “maratona di danza” prosegue al Teatro Rossini alle ore 21.30 con la prima italiana di Forgot to love lavoro nato dalla collaborazione tra i coreografi olandesi Uri Ivgi e Johan Greben per i danzatori di Provincial Dances Theatre che ha al centro il tema della lotta umana nella ricerca dell’amore. A chiudere la serata è il marchigiano-olandese Giulio D’Anna, originario di San Benedetto del Tronto ed arrivato ad essere uno dei più richiesti artisti internazionali, al Teatro Annibal Caro con Cantiere aperto per R_ESISTERE, un dance-concert sul tema della resistenza politica, emotiva e fisica nel quale cinque performer fondono il ruolo del danzatore con quello del musicista per creare un linguaggio teatrale che incarni il desiderio umano di far sentire la propria voce forte e chiara quando qualcosa d’ importante nella propria esistenza è in pericolo.

Accanto agli spettacoli il festival rinnova e amplia l’appuntamento con la formazione di cui è espressione il Campus Civitanova Danzaper Domani a cura di Paola Vismara con i docenti della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e dell’Opéra de Paris. Dopo il grandissimo successo dello scorso anno con più di 250 ragazzi che vi hanno partecipato provenienti da tutta Italia e dall’estero, per l’edizione 2014 il campus cresce dispiegandosi in ben 9 giorni, dall’1 al 9 agosto. Sponsor tecnico del Campus è Ballando-Ballando.

Dall’11 al 20 giugno vendita biglietti e carnet per i due festival nel festival, dal 23 giugno vendita biglietti per le notti delle stelle presso biglietteria del Teatro Rossini 0733 812936 e AMAT 071 2072439.

Informazioni su www.civitanovadanza.it.

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LA NOTTE DELLE STELLE

VENERDÌ 11 LUGLIO Teatro Rossini

ELEONORA ABBAGNATO

& LE STELLE DELL’OPÉRA DE PARIS [Francia]

GALA

prima ed esclusiva regionale

ELEONORA ABBAGNATO

Danseuse Étoile, Ballet de l’Opéra National de Paris

Inizia a studiare danza classica all’età di quattro anni in Italia, poi frequenta la scuola di Marika Besobrasova a Monte Carlo. Scelta da Roland Petit per essere “Aurora bambina” nella sua versione de La Bella addormentata nel bosco, Eleonora continua la sua formazione al Centro di Danza Rosella Hightower a Cannes (1991) ed entra l’anno seguente alla scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. Qui frequenta i suoi corsi, partecipa alle tournée e agli spettacoli.

Eleonora Abbagnato è scritturata per il balletto dell’Opéra di Parigi nel 1996 e da quel momento partecipa a numerosi spettacoli del repertorio classico e di quello contemporaneo (da George Balanchine a Rudolf Nureyev, Roland Petit e Pina Bausch). Coryphée nel 1999 e Sujet nel 2000, Eleonora è solista in creazioni di Rudolf Nureyev (Don Chisciotte, La Bella addormentata nel bosco, Cenerentola, La Bayadère, Raymonda, Lo Schiaccianoci), Martha Graham (Temptations of the Moon), Pierre Lacotte (La Sylphide), Roland Petit (Clavigo e Le jeune homme et la mort) e George Balanchine (Emeralds), ecc. Promossa a première danseuse nel 2001, Eleonora Abbagnato ha da quel momento ampliato notevolmente il suo repertorio: Bella Figura, Stepping Stones e Doux mensonges (Jiri Kylian), Sogno di una notte di mezz’estate, Sylvia e La Dama delle camelie (John Neumeier), Notre-Dame de Paris, L’Arlésienne e Carmen (Roland Petit), The Concert, Afternoon of a Faun, The Cage, Other Dances e In the Night (Jerome Robbins), La sagra della primavera e Orfeo ed Euridice (Pina Bausch), Le concours (Maurice Béjart), Myrtha in Giselle (d’après Jean Coralli e Jules Perrot), Jewels, The Four Temperaments, Symphony in C e Apollo (George Balanchine), Ivan il Terribile (Yuri Grigorovitch), Suite en blanc (Serge Lifar), Don Chisciotte, Il lago dei cigni, Cenerentola (Rudolf Nureyev), Le parc (Angelin Preljocaj), Serait-ce la mort? et Le sacre du printemps (Maurice Béjart). Nel corso di una serata Hommage à Claude Bessy (marzo 2004) ha interpretato un estratto da pas de dieux di Gene Kelly. Ha aggiunto al suo repertorio The Vertiginous Thrill of Exactitude, Approximate Sonata, Artifact Suite (William Forsythe), Proust ou les intermittences du cœur (Roland Petit), Third Symphony of Gustav Mahler (John Neumeier – 2009) e viene scelta dai coreografi ospiti per ballare nelle creazioni di Pas./parts (William Forsythe – 1999), Le rire de la lyre (José Montalvo – 1999), Wuthering Heights (Kader Belarbi – 2002), Le songe de Médée (Angelin Preljocaj – 2004), Les enfants du paradis (José Martinez – 2009). Finalista al Concorso Internazionale di Danza di Varna (Bulgaria) nel 1998, Eleonora Abbagnato ha ricevuto anche il Primo Premio Jeune Espoir della città di Catania, il Prix Danse Europe (1990), il Prix du Cercle Carpeaux per i risultati nel corso della stagione 1998-99, il Premio Positano, il Premio del Pubblico conferito dall’ AROP nel 2000, il Premio Internazionale Gino Tani nel dicembre del 2001 e il Premio Barocco (Lecce 2007). Appare in diversi spettacoli televisivi e debutta sul grande schermo nel 2008 con il film Il 7 e l’8 di Ficarra e Picone, ricoprendo con grande spigliatezza il ruolo della sorella di Tommaso (Ficarra). Nel 2009 Paolo Bonolis la invita a Sanremo per affiancarlo nella conduzione del Festival della canzone italiana, dove conquista il pubblico con la sua grazia ed eleganza. Sempre nel 2009, le viene attribuito il riconoscimento di “Siciliana dell’anno 2008” dal Presidente della Regione Sicilia e vince il Premio italiano Danza&Danza come migliore interprete dell’anno 2008. Dal 2009 al 2011 è consulente artistica del Teatro Petruzzelli di Bari, per il rilancio di questo storico teatro. Nell’autunno del 2009 Vasco Rossi la sceglie come interprete ideale, per evocare le diverse sfaccettature della figura femminile nel suo nuovo video Ad ogni costo, che diventa in poche settimane un cult. Eleonora affronta anche l’esperienza teatrale, diretta da Maurizio Scaparro, nello spettacolo Polvere di Baghdad dove recita e balla. Questo spettacolo rappresentato in diverse città italiane – tra cui Venezia, Milano, Roma, Firenze – costituisce il momento conclusivo della Sezione Teatro della Biennale di Venezia. In novembre 2009 la Rizzoli presenta l’autobiografia di Eleonora, nella quale la ballerina racconta la sua vita di ieri e di oggi: un percorso straordinario, costruito con entusiasmo e tenacia, che “l’ha portata proprio dove voleva essere”. Libro che è subito un successo e in poche settimane raggiunge la terza edizione. Il 31 dicembre 2009 Eleonora corona anche un altro grande sogno: ballare in occasione del Concerto di Capodanno a Vienna, trasmesso in mondovisione, con i costumi disegnati appositamente per lei da Valentino. A giugno 2010 riceve, con lettera ufficiale dal Presidente Nicholas Sarkozy, il prestigioso riconoscimento di “Chevalier dans l’ordre National du Mérite” per i meriti acquisiti all’Opéra di Parigi. Il 27 marzo 2013, dopo aver danzato Carmen di Roland Petit. viene nominata “étoile”, prima italiana a raggiungere questo traguardo all’Opéra di Parigi. Regolarmente invitata a danzare all’estero, Eleonora Abbagnato si è esibita in Italia, Giappone, Germania, Austria, Svizzera, Russia, Stati Uniti e Canada.

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FESTIVAL NEL FESTIVAL

SABATO 19 LUGLIO tutti i teatri della città

h 16.30 | Hotel Miramare

CIVITANOVA DANZA FOCUS

incontro sul tema Mostrare la danza

in collaborazione conAdep – Federdanza – Agis

h 19 | Lido Cluana

HAPPYDANCEHOUR!

a cura delle scuole di danza della città

h 20.30 | Teatro Cecchetti

CIVITANOVA CASA DELLA DANZA

progetto di residenza

HELEN CERINA

POST GRAMMATICA

sviluppo del progetto realizzato nell’ambito di Vita Nova

progetto di formazione della Biennale di Venezia [Biennale College – Danza]

in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza

prima assoluta

h 21.30 | Teatro Rossini

PAOLO MANGIOLA | BALLETTO DI ROMA

WE / PART

prima assoluta

h 23.15 | Teatro Annibal Caro

JAN FABRE | TROUBLEYN [Belgio]

ATTENDS, ATTENDS, ATTENDS… POUR MON PÈRE

prima italiana

[replica domenica 20 luglio ore 21.30]

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Tutti i teatri della città accolgono il primo dei due festival nel festival, una vera e propria maratona che prende avvio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus incontro realizzato in collaborazione con ADEP / FEDERDANZA (AGIS). Alle ore 19 il piazzale antistante Lido Cluana ospita Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città e dalle ore 20.30 prosegue al Teatro Cecchetti con il debutto in prima assoluta di Post grammatica di Helen Cerina, sviluppo del lavoro realizzato nell’ambito di Vita Nova progetto di formazione della Biennale di Venezia [Biennale College – Danza]in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza, al Teatro Rossini con la prima assoluta di We / Part nuova creazione di Paolo Mangiola per il Balletto di Roma, per concludersi al Teatro Cecchetti con l’attesa prima italiana diAttends, Attends, Attends… Pour mon père di Jan Fabre.

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POSTGRAMMATICA

di HelenCerina

con Boccaccini Serena, Del Moro Daria, Giaconi Alexia

Grandicelli Elisa, Poeta Elisabetta, Troiano Iacopo Maria

musica Luca Losacco

sviluppo del progetto realizzato nell’ambito di Vita Nova

progetto di formazione della Biennale di Venezia [Biennale College – Danza]

in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza nell’ambito di Civitanova Casa della Danza

Helen Cerina fa parte di Matilde. Piattaforma della nuova scena marchigiana

unprogetto di Regione Marche e AMAT

Rifletto sul paradosso del gioco, una simulazione più concreta ed intensa della realtà. Penso ad una grammatica che condiziona tempo, spazio e relazioni. Credo che il gioco sia veramente gioco solo nel superamento della sua stessa grammatica, dove si liberano l’energia e l’emozione antica della sopravvivenza. Vedo laderenza totale dei bambini a queste simulazioni, tale che nello stesso campo più giochi si intersecano senza ostacolarsi. Immagino la foga tracciare articolati disegni.

Helen Cerina

 

Balletto di Roma

Consorzio Nazionale del Balletto

direzione artistica Walter Zappolini

Luciano Carratoni presenta

WE/PART

coreografia Paolo Mangiola

musiche John Michael Talbot, Ryan Teague, Bon Iver

light designer Fabiana Piccioli

We/Part si impegna ad investigare in profondità l’idea di interdipendenza e interconnettività all’interno di una comunità o un gruppo di individui. Il balletto esplora la continua trasformazione che tale gruppo affronta durante un periodo di transizione e l’inizio di un nuovo ciclo, evidenziando i costanti mutamenti che avvengono all’interno di una struttura sociale organizzata. We/Part affronta temi complessi come la resilienza e la trasformazione collettiva, condividendo ricordi ed esplorando diverse relazioni all’interno del gruppo. Il balletto sarà un accumulo di schizzi coreografici, infusi con umorismo, passione e profondità, cercando di riflettere la complessità della vita contemporanea.

PAOLO MANGIOLA

Danzatore e coreografo, inizia la carriera all’Aterballetto per poi trasferirsi in Germania come solista la Teatro dell’Opera di Norimberga. Nel 2008 entra a far parte della compagnia WM|Random Dance diretta da Wayne McGregor dove ancora collabora come guest artist. Ha creato balletti per le compagnie con cui ha lavorato ed i suoi lavori sono stati eseguiti al The Place Theatre e al Sadler’s Wells Lilian Baylis (Londra) come anche in Norvegia, Inghilterra e Germania. Il suo ultimo lavoro, per il Royal Ballet, ha debuttato al Covent Garden Linbury Studio Theatre, l’officina contemporanea del teatro. Utilizzando un vocabolario postmoderno con inclusione di elementi di origine neo-classica, derivati dal balletto e dalla tecnica Cunningham e combinati ad una gestualità appartenente ai nostri giorni, Mangiola crea un linguaggio duale, contaminato da un forte senso atletico e da una carica emotiva gestuale.

BALLETTO DI ROMA

Nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di realtà straniere e l’etoile Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Nel corso dei suoi cinquant’anni di vita il Balletto di Roma ha visto il susseguirsi di prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, ma indubbiamente il suo profilo artistico attuale è il frutto dell’unione con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia dal 2001 al 2007 con Cristina Bozzolini. Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano l’inizio di questo rinnovato percorso artistico a partire dalla stagione teatrale 2001/2002: in questi ultimi anni l’attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità e corposità delle opere allestite nel corso delle stagioni (Don Chisciotte di Milena Zullo, Cenerentola e Bolero, Serata d’Autore di Fabrizio Monteverde, ben due riallestimenti del celebre “Giulietta e Romeo” di Monteverde che fu creato per il Balletto di Toscana, Lo Schiaccianoci di Mario Piazza), sia per le prestigiose collaborazioni con artisti ospiti come Andre De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego. Non ultimo in termini di importanza è da rilevare come nel corso delle stagioni l’intensa attività abbia poggiato su un crescente consenso di pubblico con oltre 500.000 presenze. È per la straordinarietà degli eventi nonché per la notevole richiesta che il Balletto di Roma presenta ogni anno tutto il suo repertorio, arricchito anche delle nuove produzioni a serata intera “Otello” (Fabrizio Monteverde), Contemporary Tango (Milena Zullo), The Arena Love e Ambiguity (Michele Pogliani), La Morte e la Fanciulla (Paolo Santilli) e per le annualità 2013 e 2014 The Quartet (Paolo Mangiola, Marco Schiavoni, Toni Candeloro, Milena Zullo), Futura (Milena Zullo, regia Giampiero Solari), Il Lago dei Cigni (Fabrizio Monteverde). Nell’ottobre 2012 il Balletto di Roma ha inaugurato la sua nuova prestigiosa sede, dove confluiscono sia le esperienze lavorative dei giovani professionisti impiegati nelle numerose produzioni della compagnia, sia le attività formative all’interno della nuova Scuola del Balletto di Roma diretta da Paola Jorio che, dopo 18 anni trascorsi alla direzione della scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, oggi è chiamata a scoprire e formare i giovani talenti del XXI° secolo. Festeggiando nel 2010 i suoi primi cinquant’anni di attività, esso muove ogni anno di più i passi verso un futuro fatto di tradizione e vocazione, storia ed espressione senza tempo, confermando la comprovata posizione leader nella danza italiana.

Troubleyn

ATTENDS, ATTENDS, ATTENDS… POUR MON PÈRE

direzione, coreografia Jan Fabre

performance Cédric Charron

musica Tom Tiest

drammaturgiaMiet Martens

luciJan Fabre, Geert Van der Auwera

costumi Jan Fabre, Andrea Kränzlin

produzione Troubleyn / Jan Fabre

co-produzione Festival Montpellier Danse

Nella primavera del 2014 Jan Fabre ha creato un nuovo assolo di danza per Cédric Charron. Questo eccezionale danzatore / performer è presente nei lavori della compagnia di Jan Fabre da più di un decennio. I due hanno collaborato in primo luogo nel 1999 in As long as the world needs a warrior’s soul. Successivamente Cédric Charron si è anche esibito in altre produzioni di Fabre come l’opera Tannhäuser e le produzioni teatrali Je suis sang, The Body Pianto, L’Histoire des larmes, Orgy of Tolerance e PrometheusLandscape II .

Jan Fabre ama ispirarsi ai suoi “guerrieri della bellezza”. Nel corso degli anni ha creato diversi progetti per i suoi interpreti, tra cui assoli di danza e monologhi teatrali e un mix di entrambi.

Il tempo tra il padre e il figlio è lastricato di pazienza. Aspettano l’un l’altro in una frazione che tenta di catturare una generazione. Uno ha visto tutto, l’altro deve ancora imparare tutto. E viceversa. Uno ha perso tutto, l’altro deve ancora scoprire. La freccia del tempo è sempre a vantaggio del figlio, perché può ricominciare, esplorare il percorso dall’inizio e avere ancora cumuli di tempo, un disagio che il padre cerca di compensare con tutta la potenza disponibile. Il figlio deve seguire il corso di suo padre, un percorso fatto da istinti programmati, perché è il padre, dopo tutto, il padre del tempo. Egli controlla il tempo, lui è il tempo calcolato, sa in che modo si deve vagare e aspetta suo figlio, pieno di impazienza paziente. I figli hanno bisogno di tempo. Tempo per se stessi, tempo da perdere, da sperperare, da dare. I figli non pensano al tempo come qualcosa di lineare. Per loro è sempre una curva. Vogliono essere in grado di perdere se stessi in ogni curva e seguire la propria strada, i propri istinti. Vogliono sottomettere il tempo ed inseguirlo fino a quando batte il proprio battito cardiaco. O per cambiare la direzione della freccia creare un foro nel tempo in cui essi possono sognare. Un figlio implora il padre di aspettare. Aspetta, aspetta, aspetta….

In questa performance Jan Fabre esplora l’arte del rinvio. Il rinvio crea una riserva, un istante in cui tutto è ancora possibile, in cui non c’è bisogno di fare ancora delle scelte. Riservare se stessi nel tempo, così come nello spazio: il sollievo creerà anche una distanza, si ritirerà su se stesso in un movimento di pazienza. La libertà cresce esponenzialmente in quel momento, in quel centimetro. Ancora una volta coincide con un’infinità che è libera di svilupparsi in qualsiasi direzione. Si raccolgono tutte le particelle energetiche per un potenziale passaggio successivo. Ed una fase successiva. E ancora e ancora e ancora. Il rinvio è seguace di tensione perché crea buchi nel tempo. C’è anche qualcosa di erotico nel rinvio: aprirsi a ciò che deve ancora venire. Ma non è ancora abbastanza.

In Attends, Attends, Attends… Pour mon père, il figlio ha un immaginario scambio di pensieri con il padre. Un dialogo in cui egli ordina al padre di aspettare e avere pazienza. Egli chiede al padre di aprirsi al suo tempo. Egli chiede al padre di ritirarsi dentro suo figlio per diventare di nuovo un bambino e prepararsi alla morte. Il figlio si rivela come Caronte, il traghettatore che prepara il padre per l’ultimo passaggio. Egli conosce la morte come nessun altro. Come il performer che è diventato, lui è uno specialista nel morire. Ogni notte egli permette alla morte e alla nascita di venire. Ogni notte di nuovo attraversa lo Stige, egli è dopo tutto il complice dello spirituale, risveglia fantasmi e li invia al paradiso e all’inferno da cui sono nati. Lui sa che il suo ruolo è il bene, e su di esso c’ha giocato spesso. Padre ti unirai a me?

Per questo solo, Jan Fabre si è ispirato alla vita di Cédric Charron, un ballerino con il quale ha lavorato a stretto contatto da As long as the world needs a warrior’s soul (2000).

Luk Van den Dries, University of Antwerp

LA NOTTE DELLE STELLE

LUNEDÌ 28 & MARTEDÌ 29 LUGLIO Teatro Rossini

MOMIX [USA]

ALCHEMY

di Moses Pendleton

prima ed esclusiva regionale

Ad ispirare l’immaginazione del mago della danza è questa volta l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi. L’inesauribile Moses Pendleton la intitola ALCHEMY, che tratta dell’arte dell’alchimia, e dell’alchimia dell’arte. È uno spettacolo multimediale realizzato dai suoi superbi ballerini, un lavoro pieno di fantasia, di ironia, di bellezza, di mistero. Nelle parole di W.B. Yeats trova spunto la più recente impresa del coreografo statunitense, fedele allo spirito di innovazione che da sempre accompagna la sua celebre compagnia, per accostare la costante ricerca della danza a quella degli “innumerevoli alchimisti divini, che lavorassero continuamente a trasformare il piombo in oro, la stanchezza in estasi, i corpi in anime, la tenebra in Dio; e di fronte alla loro opera perfetta avvertii il peso della mia condizione di mortale, e invocai a gran voce, come tanti altri sognatori e letterati di questa nostra età hanno invocato, la nascita di quella raffinata bellezza spirituale che sola potrebbe sollevare e rapire anime gravate di tanti sogni. “Miscelando le sostanze base nei loro alambicchi e nelle loro fornaci, gli antichi alchimisti cercavano l’elisir di lunga vita o la formula dell’oro. Proprio così Pendleton, che in Bothanica ci trasportava in un meraviglioso viaggio attraverso le stagioni dell’anno, in “ALCHEMY” ci svela i segreti dei quattro elementi primordiali – terra, aria, fuoco, acqua – per creare uno spettacolo che sprigiona arcane suggestioni e ci attira in una dimensione surreale. È l’incantesimo MOMIX, al culmine della magia, con Moses Pendleton «Mago dei Maghi». Gli alchimisti non lavoravano da soli; evocavano gli spiriti, perchè li aiutassero nei loro riti segreti. Allo stesso modo si dispiega il processo creativo di ALCHEMY, con gli «apprendisti–stregoni» MOMIX ad assistere e supportare Pendleton nel percorso. Riusciranno a trovare la formula dell’elisir? Creeranno l’oro? Certamente, per chi crede nell’arte dell’illusione e nell’illusione dell’arte. Una cosa è certa: dopo ALCHEMY nessuno sarà uguale a prima! Questa è la promessa alchemica di Moses Pendleton …

MOMIX

Conosciuta nel mondo intero per i suoi spettacoli di eccezionale inventiva e bellezza, MOMIX è una compagnia di ballerini-illusionisti diretta da Moses Pendleton. La sua fama è legata alla capacità di evocare un mondo di immagini surreali facendo interagire corpi umani, costumi, attrezzi, giochi di luce. La compagnia prende il nome da un assolo ideato da Pendleton – al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre – per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980. Nel corso degli anni la formazione e le dimensioni del gruppo hanno subito diversi mutamenti, ma è rimasto intatto l’impegno a contribuire allo sviluppo dell’arte della danza divertendo il pubblico. Dopo numerosi anni dell’acclamatissimo spettacolo iniziale Momix Classics, che li ha imposti all’attenzione del pubblico internazionale, nel 1992 Momix presenta Passion, che diventa in breve tempo un altro successo mondiale. Si tratta di uno spettacolo ideato sulla colonna sonora del film di Martin Scorsese L’ultima tentazione di Cristo, di Peter Gabriel. Lo stesso anno la celebre squadra di Baseball San Francisco Giants affida a MOMIX la realizzazione di una coreografia per un’inaugurazione. Darà nascita al nuovo spettacolo chiamato, appunto, Baseball (1994). Nel febbraio 1996 debutta a Milano lo spettacolo Supermomix. Nel febbraio 2001 la compagnia presenta la prima mondiale dello spettacolo Opus Cactus al Joyce Theatre di New York, osannato dalla critica mondiale. Record assoluto di pubblico nei paesi dove è stato rappresentato in questi ultimi anni. La creazione successiva di Moses Pendleton, presentata in occasione del 25mo anniversario (2005) di MOMIX, è Sun Flower Moon, una serata di sovvertimenti e di seduzioni visuali concentrate, in cui affascinanti oggetti cosmici guizzano e fluttuano in un metafisico Mare lunare. Nel febbraio 2009 debutta a Bologna l’ultima creazione, Bothanica, che riscuote un successo talmente folgorante da superare addirittura tutti gli spettacoli precedenti. La compagnia ha spesso realizzato progetti speciali e televisivi. In Italia è apparsa in produzioni RAI trasmesse in mondovisione. Ha inoltre partecipato al programma Omaggio a Picasso a Parigi ed è stata scelta per rappresentare gli USA al Centro Culturale Europeo di Delfi. Ha preso parte a numerose conventions. Tra queste, nel luglio 1999, una serie di spettacoli nel complesso del Lingotto a Torino in occasione delle cerimonie del Centenario di FIAT AUTO, con un gruppo di 15 ballerini e con un programma interamente inedito. Nell’ estate del 2010, arriva MOMIX Remix, che propone una selezione dei momenti più fulgidi e significativi dei 30 anni di esistenza della compagnia. Moses Pendleton, per l’occasione, ha creato due nuove coreografie in prima mondiale. Anche qui il successo globale di pubblico e critica è stato unanime: “BELLISSIMO”!Dopo Ravenna Alchemy è stata presentata in diverse città italiane e in Svizzera. Nell’estate 2013 è stata ospite del Teatro Romano di Verona dal 30 luglio all’11 agosto ed in seguito è stata in Brasile al Teatro Municial di Rio de Janeiro. La prossima stagione sarà al Teatro Olimpico di Roma e proseguirà al Teatro Alfieri di Torino, continuando poi al Teatro del Canal di Madrid per tornare infine in Italia impegnandosi in una tournèe che, a partire da Gennaio 2014, la vedrà oltre che a Civitanova Marche, a Cagliari, Bologna, Firenze, Pordenone, Padova, Bergamo, Pavia, Genova, Carpi, Rimini. Oltre alle annuali apparizioni al Joyce Theatre di New York, la compagnia si esibisce regolarmente in tutto il mondo, effettuando tournèe in: Canada, Spagna, Italia, Grecia, Francia, Inghilterra, Austria, Svizzera, Irlanda, Olanda, Portogallo, Argentina, Brasile, Russia, Australia e tutto l’Oriente.

MOSES PENDETLON [direttore artistico]

Regista e Coreografo, Moses Pendleton è nato e cresciuto in una fattoria per l’allevamento del bestiame da latte nel nord del Vermont. Appassionato sciatore, ha vinto il campionato di sci di fondo dello Stato del Vermont nel 1967. Si è quindi laureato in letteratura inglese al Dartmouth College nel 1971 e, quello stesso anno, ha fondato assieme a Jonathan Wolken il Pilobolus Dance Theatre. Negli anni ’70 Pilobolus conquista le platee di tutto il mondo grazie ad una geniale ed insolita combinazione di acrobatismo e fantasia: nel 1975 vince il Premio della Critica a Berlino e nel 1977 viene presentato a Broadway. Pur rimanendo uno dei direttori artistici di Pilobolus, Pendleton inizia a lavorare da solo: nel 1979 è coreografo ed interprete nell’ Integrale Erik Satie all’Opéra di Parigi. Nel 1980 fonda la Compagnia MOMIX. Nel frattempo Pendleton riporta sulla scena il balletto dadaista di Francis Picabia Relâche per il Joffrey Ballet, impersona il “Joker” nella produzione di Juri Ljubimov della Kovancina di Mussorgskij alla Scala di Milano e, nel 1982, alla Deutsche Oper di Berlino, allestisce ed è interprete nella produzione del balletto Tutuguri, basato su testi di Antonin Artaud. Nel 1985 è coreografo del Pulcinella di Stravinskij per il Ballet de Nancy, e nel 1987 firma il Platée di Rameau al Festival di Spoleto negli U.S.A. Nel 1988 è responsabile della realizzazione coreografica de Les Mariés de la Tour Eiffel di Cocteau in occasione dell’inaugurazione della Sala Florence Gould all’Alliance Française di New York. Nel 1989 firma la coreografia di AccorDION per il Teatro Vorbühne di Zurigo. Nel 1993, è responsabile della coreografia dell’opera Carmen, regia di Lina Wertmuller al Teatro dell’Opera di Monaco di Baviera. Per il cinema, nel 1982 produce il premiato documentario Moses Pendleton Presents Moses Pendleton per ABC Arts; nel 1984, partecipa con Julian Lennon a Too Late for Goodbyes diretto da Sam Peckinpah e nel 1991, al film “FXII”. Cura inoltre la coreografia del balletto ispirato ai Quadri di un’Esposizione di Mussorgskij-Ravel con l’Orchestra Sinfonica di Montreal diretta da Charles Dutoit, il film di questo spettacolo è vincitore di un premio internazionale. Ha infine diretto numerosi “specials” per il canale televisivo francese “Antenne 2” e per la RAI . Il suo film tridimensionale Imagine, girato nel 1994 con il metodo IMAX, ha ottenuto grande successo in tutte le sale del mondo dov’è in funzione questo procedimento. Ha contribuito alla realizzazione delle coreografie di video musicali quali Batdance per il film Batman con musica di Prince, e ad altri video per cantanti e gruppi quali White Lion, Shadowfax e Cathy Dennis. Moses scatta una quantità enorme di fotografie – sopratutto a sé stesso. Parte delle sue foto sono state esposte in alcune mostre a Londra, Milano e Aspen. Quest’anno ha presentato per la prima volta una sua mostra al Teatro Olimpico di Roma, al Teatro Nuovo di Milano ed all’Archivio Storico di Firenze. Abita nel Connecticut con Cynthia Quinn, ex ballerina di MOMIX. La loro figlia Elisabeth, anche lei ballerina, è entrata a far parte nel 2007 de “Les Ballets de Monte Carlo”. Nel 1998 Moses Pendleton ha ricevuto dal Governatore del Connecticut il Premio per le Arti. Nel 1999 il Premio “Positano” per la coreografia. È Guggenheim Fellow dal 1977. Per Momix ha creato i seguenti spettacoli: Momix Classics, Passion, Baseball, SuperMomix, Opus Cactus e, nel 2005 Sun Flower Moon. Nel 2008, ha creato per la ballerina russa Diana Vishneva, un assolo, che stato presentato a New York e in altre città delle Stati Uniti con grande successo. Sempre danzate dalla Vishneva e da un gruppo di danzatori russi alcune coreografie di Pendleton hanno fatto parte della serata d’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014. Risale al 2009 la sua ultima creazione Bothanica. Nel 2010 MOMIX reMIX, la storia di 30 anni di successi. La sua ultima creazione Alchemy è stata presentata il 5 febbraio 2013 a Ravenna in Prima Mondiale al Teatro Dante Alighieri come anticipazione del Ravenna Festival.

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FESTIVAL NEL FESTIVAL

SABATO 9 AGOSTO tutti i teatri della città

h 16.30 | Hotel Miramare

CIVITANOVA DANZA FOCUS

incontro sul tema Danzare il pubblico

h 19 | Lido Cluana

HAPPYDANCEHOUR!

a cura delle scuole di danza della città

h 20.30 | Teatro Cecchetti

HILLEL KOGAN [Israele]

WE LOVE ARABS

prima italiana

h 21.30 | Teatro Rossini

IVGI & GREBEN

PROVINCIAL DANCES THEATRE [Olanda | Russia]

FORGOT TO LOVE

prima italiana

h 23.15 | Teatro Annibal Caro

CIVITANOVA CASA DELLA DANZA

progetto di residenza

GIULIO D’ANNA

CANTIERE APERTO PER R_ESISTERE

anteprima assoluta

Un nuovo festival nel festival che segue la struttura del primo. Inizio all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus incontro sul tema Danzare il pubblico. A seguire Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città nel piazzale antistante Lido Cluana e al Teatro Cecchetti il coreografo israeliano Hillel Kogan presenta in prima italiana We love Arabs. La “maratona di danza” prosegue al Teatro Rossini con la prima italiana di Forgot to love nato dalla collaborazione tra i coreografi olandesi Uri Ivgi e Johan Greben per i danzatori di Provincial Dances Theatre. A chiudere la serata è il marchigiano-olandese Giulio D’Anna, originario di San Benedetto del Tronto ed arrivato ad essere uno dei più richiesti artisti internazionali, al Teatro Annibal Caro con Cantiere aperto per R_ESISTERE.

WE LOVE ARABS

coreografia Hillel Kogan

danzatori Adi Boutrous, Hillel Kogan

musiche Kazem Alsaher, Wolfgang Amadeus Mozart

consulenti artistici Inbal Yaacobi, Rotem Tashach

We Love Arabs è stato insignito dell’Outstanding Creator of 2013, premio assegnato dai critici israeliani di danza. Nelle motivazioni del premio emerge il senso del lavoro del coreografo definito come “performer multi talentuoso” la cui danza rivela un pensatore originale e indipendente che sfida costantemente il suo pubblico con le sue percezioni uniche. La danza dialoga continuamente con frammenti di testi che invitano lo spettatore a guardarsi allo specchio e nello stesso tempo, con grazia e umorismo, lo conduce al cuore della danza stessa. In We love Arabs Kogan introduce la complessità attraverso la chiarezza di obiettivi: ogni mossa, ogni parola e tutti gli strumenti performativi sono saldamente uniti. La creazione coreografica trova così il suo equilibrio e la sua forma nella struttura accuratamente tracciata.

HILLEL KOGAN

È nato nel 1974. Lungo la sua carriera di ballerino con il Batsheva Ensemble, il gruppo svizzero Nomades e il Ballet Gulbenkian in Portogallo ha creato coreografie per compagnie di danza e festival in Israele e all’estero. Hillel è assistente di Ohad Naharin e lavora come Direttore prove nel Batsheva Ensemble. Collabora inoltre come performer, nonché co-creatore e drammaturgo, con coreografi isrealiani come Yossi Berg e Oded Graf, Renana Raz e molti altri. Ha studiato nella Scuola Dancer Bat-Dor e al Merce Cunningham Studio a New-York.

ADI BOUTROUS

È nato nel 1989 a Beer Sheva. Danza con coreografi israeliani come Iris Erez, Dana Ruttenberg, Shlomi Twizer, Edmond Rousseau, Bosmat Nussan e altri. È creatore di vari eventi nel panorama israeliano di danza indipendente. Nel 2013 ha vinto il primo premio giovani coreografi alla competizione Shades in Danzadi Tel Aviv.

Provincial Dances Theatre

FORGOT TO LOVE

coreografia Uri Ivgi, Johan Greben

musica Tom Parkinson

danzatori Kseniia Kaplun, Kseniia Mikheeva, Ekaterina Savelyeva, Olga Sevostyanova,Tatiana Shchipko, Roman Borodin, Eugeny Kalachev, Anton Lavrov, Oleg Stepanov, Alexey Torgunakov

disegno luci Yaron Abulafia

La lotta umana nella ricerca dell’amore è il tema centrale del nuovo spettacolo del Provincial Dances Theatre, un pezzo di desiderio e solitudine. Ogni giorno si creano relazioni di amicizia attraverso mezzi non fisici come Internet. I contatti sono spesso basati su parole scritte con cura accompagnate da belle immagini che seducono e spesso conducono a incontri brevi e veloci ma immersi sempre nello stesso vuoto. Si è smarrito il modo di entrare in contatto attraverso i mezzi tradizionali? Essere in una stanza insieme, uno di fronte all’altro, guardarsi negli occhi, conversare, esporsi e mostrarsi vulnerabile.

URI IVGI & JOHAN GREBEN

La prima collaborazione di Ivgi & Greben ha avuto luogo nel 2003 con una nuova versione di Carmen su invito del Szeged Contemporary Ballet dell’Ungheria e accolta con grande successo in numerosi festival internazionali. Dal 2003 hanno creato per il Ballet am Rhein, Dansgroep Amsterdam, Introdans e Scapino Ballet, E ‘Dansa, Korea National Contemporary Dance Company, Modern Dance Turchia, National Ballet Theatre, Provincial Dances Theatre, Scottish Dance Theatre, Skanes Dansteater e Norrdans, Tanzkompanie Theater St. Gallen. Ivgi & Greben hanno vinto il Golden Mask Award 2011 a Mosca nella categoria “Best Choreographer-Ballet/Contemporary Dance”. Hanno ricevuto inoltre il più importante premio di teatro per This is not a love songcreato per la Theatre Provincial Dances a Ekaterinburg in Russia.

TOM PARKINSON

Compositore, musicista e sound designer indipendente, lavora principalmente in un contesto interdisciplinare: televisione, cinema e radio. È autore di oltre cinquanta colonne sonore per il teatro. Oltre a Ivgi & Greben, tra i collaboratori regolari ci sono, tra gli altri, Keren Levi, Sharon Smith e Bryony Kimmings. Ha collaborato alla Royal Opera House, National Dance Company of Korea, Dansgroep Amsterdam, Phoenix Dance Theatre, Teatro Nazionale della Tunisia e Holland Festival. Le sue musiche sono andate in onda su ClassicFM, ResonanceFM, Radio 1, 1Xtra e 6Music. Tra i clienti commerciali McDonalds, Nokia, Channel4 e Sky Sport.

YARON ABULAFIA

Nel corso degli ultimi 17 anni ha disegnato le luci per quasi 100 spettacoli di teatro, danza, installazioni, concerti e spettacoli televisivi a livello internazionale. La sua passione per il disegno luci si è sviluppata nei sei anni di studi di pittura e scultura, anche presso il Museo delle Arti di Tel-Aviv. Parallelamente alla sua carriera artistica, sta completando il suo dottorato di ricerca sulla Semiotica e Poetica della Luce nel Teatro Contemporaneo presso l’Università di Groningen, nei Paesi Bassi.

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CANTIERE APERTO PER R_ESISTERE

concept, direzione e coreografia Giulio D’Anna

composizione musicale Maarten Bokslag

set design Jasper van Roden

assistenza direzione e produzione Agnese Rosati

produzione Nederlandse Dansdagen, Dansateliers Rotterdam, Versiliadanza

in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza nell’ambito di Civitanova Casa della Danza

progetto vincitore Nederlandse DansDagen Premio di Maastricht 2013

e selezionato per Dans Elargie Theatre de La Ville (Parigi)

We ain’t going nowhere. We are here to stay. We are here. We are here. We are.”

R_ESISTERE è un dance-concert sul tema della resistenza politica, emotiva e fisica.

Viviamo in un periodo in cui ci sono molti motivi per scendere in piazza e protestare. Combattere per un mondo migliore, un governo migliore, la scomparsa delle problematiche legate alle minoranze e l’accettazione… A prescindere da quali siano le battaglie che ognuno di noi sceglie, è possibile pensare all’atto di protesta, di rifiuto e critica come una parte essenziale e positiva della nostra natura umana? Possiamo guardare alla protesta come una preziosa possibilità al cambiamento e all’evoluzione?

Cinque performer fondono il ruolo del danzatore con quello del musicista per creare un linguaggio teatrale che incarni il desiderio umano di far sentire la propria voce forte e chiara quando qualcosa d’ importante nella propria esistenza è in pericolo.

GIULIO D’ANNA

Giulio incontra la danza a 10 anni. Studia Balletto seguendo il metodo della Royal Academy of Dancing fino a 20 anni. Prosegue con il Modern Jazz e corsi di formazione per insegnanti di danza (Aid&a e Bruno Collinet). Nel 2003 si dedica alla danza contemporanea. Importante, in Italia, è stato il periodo di studio con Simona Bucci (pedagogia Alwin Nikolais) a Firenze, dove segue anche un corso di formazione teatrale. Prosegue gli studi nei Paesi Bassi laurandosi in coreografia all’SNDO (Scuola per lo Sviluppo della Nuova Danza) di Amsterdam. Durante i 4 anni all’SNDO importanti sono stati gli incontri pedagocici e artistici con David Zambrano, Hooman Sharifi, Bruno Listopad, Kirstie Simpson, e Ria Higler.

Dal 1999, accanto agli studi coreutici, studia Medicina, Naturopatia, tecniche di massaggio e Theta Healing. I suoi lavori sono stati selezionati per i festival: Equilibrio (Roma), Nederlandse DansDagen (Maastricht – NL), Springdance (Utrecht – NL), TAZ (Oostende- BE), Tweetakt (Utrecht – NL), Masdanza (Maspalomas – ES), Sick! (Brighton – GB), ITs (Amsterdam – NL), Certamen de Coreografia de Burgos (Burgos – ES), ACT (Bilbao – ES), Ammutinamenti (Ravenna). Negli ultimi due anni di univeristà è stato selezionato nella Vetrina “Makers Present” per i nuovi coreografi delle Scuole teatrali d’Europa.

Dal 2009 viene prodotto dalle case di produzione olandesi: Dansateliers (Rotterdam) e Generale Oost (Arnhem). Nel 2010 viene selezionato in Italia per la vetrina Anticorpi Explo ed entra a far parte del progetto Matilde, piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana un progetto di Regione Marche e AMAT. Nel 2011 è vincitore del Premio Equilibrio a Roma e viene selezionato come rappresentante per la scena coreografica olandase per il progetto di residenze internazionali Choreoroam Europa 2011.

Nel 2012 al lavoro di Giulio vengono assegnati il premio Dioraphte durante il Nederlandse Dansdagen e il premio “Miglior Autore Emergente” da “Danza & Danza”. Nello stesso anno Giulio viene invitato a partecipare ai progetti internazionali Act your age e Transparent Boundaries, traiettorie europee di ricerca sul tema dell’invecchiamento.

Nel 2013 Giulio risulta vincitore del progetto Nazionale Anticorpi XL CollabrAction per la produzione di O O O O O O O O e riceve il premio Nederlandse Dansdagen van Maastricht 2013.

Giulio lavora come coreografo indipendente a cavallo tra i Paesi Bassi e l’Italia. In Italia, Giulio è attivo in collaborazione con l’Associazione Culturale Versiliadanza e AMAT mentre nei Paesi Bassi è sostenuto da DANSATELIERS di Rotterdam.

Al momento Giulio è impegnato con il tour internazionale delle sue ultime due creazioni Parkin’Son e O O O O O O O O e con la nuova produzione 2014 R_ESISTERE.

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BIGLIETTI

Teatro Annibal Caro posto unico numerato 10 euro ridotto* 8 euro

Teatro Cecchetti posto unico numerato 8 euro ridotto* 6 euro

Teatro Rossini posto unico numerato 15 euro ridotto* 10 euro

LE NOTTI DELLE STELLE

I settore 60 euro ridotto* 55 euro

II settore 50 euro ridotto* 45 euro

III settore 40 euro ridotto* 35 euro

CIVITANOVA DANZA FOCUS eHAPPYDANCEHOUR!

ingresso gratuito

ABBONAMENTI SPECIALI

CARNET 3 spettacoli [sabato 19 luglio o sabato 9 agosto]

25 euro ridotto* 18 euro

CARNET 6 spettacoli [[sabato 19 luglio + sabato 9 agosto]

40 euro ridotto* 30 euro

con CARNET diritto di prelazione sull’acquisto di massimo 2 biglietti per LE NOTTI DELLE STELLE

offerta valida per un numero limitato di spettatori

*giovani fino a 24 anni, iscritti scuole di danza e convenzionati vari

VENDITA BIGLIETTI E ABBONAMENTI

dal 11 – 20 giugno vendita biglietti e carnet FESTIVAL NEL FESTIVAL

dal 23 giugno vendita biglietti LE NOTTI DELLE STELLE

nei giorni di spettacolo vendita biglietti presso i teatri di riferimento da un’ora prima dell’inizio

vendita on line www.teatridicivitanova.comwww.amatmarche.net – www.vivaticket.it

BIGLIETTERIE

Teatro Rossini 0733 812936 tutti i giorni [domenica e festivi esclusi, tranne se giorno di spettacolo]

dalle ore 18.30 alle ore 20.30

Teatro Annibal Caro 0733 892101 il giorno di spettacolo da un’ora prima dell’inizio

Teatro Cecchetti 0733 817550 il giorno di spettacolo da un’ora prima dell’inizio

INIZIO EVENTI

Hotel Miramare ore 16.30 Lido Cluana ore 19 Teatro Cecchetti ore 20.30

Teatro Rossini ore 21.30 Teatro Annibal Caro ore 23.15

PREVENDITE

Ancona AMAT 071 2072439; Ascoli Piceno Teatro Ventidio Basso 0736 244970

Fermo Teatro dell’Aquila 0734 284295 ; Macerata Biglietteria dei Teatri 0733 230735

Pesaro Teatro Rossini 0721 387620; Porto Recanati Pro Loco 071 7591872

Porto Sant’Elpidio Eventi Culturali 0734 902107

INFORMAZIONI

Teatro Rossini Civitanova Marche, via Bruno Buozzi 6 [0733 812936]

AMAT Ancona, corso Mazzini 99 [071 2072439 – 071 2075880]

www.civitanovadanza.it | www.teatridicivitanova.com | www.amatmarche.net

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