Cominati – Shokhakimov: due fuoriclasse tra Beethoven e Prokof’ef

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Pianoforte Roberto Cominati

Direttore Aziz Shokhakimov

Dopo i primi tre concerti di Beethoven affidati rispettivamente nell’ordine ai talentuosi Giuseppe Albanese, Orazio Sciortino e Gabriele Carcano, toccherà a una vera e propria star internazionale, nonchè sempre graditissimo ospite de laVerdi – Roberto Cominati – cimentarsi nel Quarto concerto per pianoforte e orchestra del genio di Bonn, in programma giovedì 22 (ore 20.30), venerdì 23 (ore 20.00) e domenica 25 maggio (ore 16.00), all’Auditorium di Milano.

Sul palco di largo Mahler, un altro felicissimo ritorno: quello del ventiseienne uzbeko Aziz Shokhakimov, conductor di fama mondiale a dispetto dell’anagrafe, che dopo una memorabile direzione della Settima Sinfonia di Shostakovich nell’estate 2012, torna alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con Prokof’ev (L’amore delle tre melarance, Suite sinfonica, e Suite Scita, Ala e Lolly), sempre nel nome della grande scuola russa.

(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti euro 31,00/23,50/18,00/13,00).

Programma

Delicato, fantasioso, leggero, il Quarto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven emerge quasi come isola felice in un quadro tempestoso, che vede l’autore impegnato nelle furie dialettiche della Quinta sinfonia e nel faticoso esordio al teatro musicale, con l’opera Leonore, prima versione della futura Fidelio. La crescente sordità impedisce a Beethoven di continuare la carriera di pianista ma gli consente di immaginare, per il suo strumento, le magie sonore che rendono il Quarto unico nel suo genere, anti eroico e mai drammatico, però emotivo e intenso.

Nella seconda parte troviamo il solo Prokof’ev, visto però in due momenti decisivi di una carriera da poco iniziata. La Suite scita, ricavata nel 1916 dal balletto Ala e Lolly per Diaghilev, è percorsa dai primitivismi tellurici di origine russa sdoganati da Stravinskij. Le musiche sono riprese dall’opera L’amore delle tre melarance, che esordisce nel 1921 a Chicago e che segna una svolta neoclassica. Che, anzi, conferma il dualismo fra voglia di cantare e vocazione a percuotere che sempre troviamo nell’arte di Prokof’ev.

Enzo Beacco

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Biografie

Aziz Shokhakimov e il suo straordinario talento hanno fatto per la prima volta parlare di sé nel 2010 a Bamberga, conquistando a 21 anni il 2° premio del Gustav Mahler International Conducting Competition sotto gli auspici dei Bamberger Symphoniker.

Sono succeduti debutti esplosivi: in Germania con la Staatskapelle Dresden e la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen; in Italia con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, la Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (aprile 2012); in Spagna con la RTVE di Madrid; in Polonia con la Sinfonia Varsovia; a Mosca con la National Philharmonic Orchestra of Russia di Spivakov; in USA con la Houston Symphony, la Pacific Symphony e in tour con I Musici di Montreal.

Nato nel 1988 a Tashkent, Uzbekistan, Aziz è entrato nella Uspensky Music School for Gifted Children a 6 anni, dove ha studiato violino, viola e direzione d’orchestra (professor V. Neymer). A 13 anni ha tenuto il suo debutto con la National Symphony Orchestra of Uzbekistan, dirigendo la Quinta Sinfonia di Beethoven e il Primo Concerto per pianoforte di Liszt. L’anno seguente è stato invitato a dirigere la sua prima opera, Carmen, al National Opera and Ballet Theatre of Uzbekistan. Nel 2005, a 17 anni, è stato invitato a partecipare al programma di formazione della National Philharmonic Orchestra of Russia sotto la guida del Maestro Vladimir Spivakov, che è sfociata in un invito a dirigere l’orchestra in un concerto a sottoscrizione nel 2010. Subito dopo, Aziz ha ricevuto una sponsorizzazione dalla Vladimir Spivakov International Charitable Foundation. Nel 2006, appena diciottenne, Aziz Shokhakimov ha assunto la posizione di Direttore Principale alla National Symphony Orchestra of Uzbekistan. Dal 2010, con il premio a Bamberga, inizia la sua carriera internazionale.

La serie di debutti ha portato a immediati nuovi inviti. A Bologna ha diretto al Teatro Comunale una produzione in balletto della Sagra della Primavera di Stravinsky nell’ottobre 2012 e all’Auditorium Manzoni quattro sinfonie di Beethoven e successivamente la Quinta Sinfonia di Mahler ,rispettivamente in primavera ed autunno 2013; ritornerà in Primavera al Teatro Comunale per dirigere la sua prima produzione d’opera in Italia, l’Eugene Onegin. A Venezia dirigerà il concerto di apertura della stagione sinfonica 2014 della Filarmonica del Teatro La Fenice. A Varsavia Shokhakimov ha diretto ancora la Sinfonia Varsovia e Nikolai Lugansky nel Settembre 2012 e vi ritornerà nella prossima stagione. laVerdi di Milano l’ha invitato nell’estate 2012 per un’esecuzione speciale della Settima Sinfonia di Shostakovich.

Il 2014 vedrà inoltre ulteriori importanti debutti internazionali: a Londra con la London Philharmonic Orchestra, in America con la Toronto Symphony, e poi in Germania (Stoccarda e Francoforte), Svizzera (Losanna e Lucerna), Giappone (Tokyo e tour).

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Roberto Cominati, pianoforte. All’indomani del suo recital al Festival di Salisburgo, così scriveva la Salzburger Nachrichten «…Inesauribili i suoi colpi sfumati quando esplora la preziosità di Debussy nella sua incantevole atmosfera di suono, affascinante la mistura di calore e di fine tecnica nel Tombeau de Couperin di Ravel, memorabile la sua passionale freddezza nell’ondeggiante e poco profonda trascrizione della Valse…». Nato a Napoli nel 1969, Roberto Cominati ha cominciato giovanissimo lo studio del pianoforte, partecipando già dal 1976, con i più alti riconoscimenti, ai più importanti concorsi pianistici italiani, e ottenendo a otto anni l’ammissione per meriti speciali al Conservatorio S. Pietro a Majella. Ha studiato dal 1984 con Aldo Ciccolini all’Accademia Superiore di Musica “Lorenzo Perosi” di Biella e dal 1989 con Franco Scala all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. Vincitore del Primo premio al Concorso Internazionale “Alfredo Casella” di Napoli nel 1991, nel 1993 si è imposto all’attenzione della critica e delle maggiori istituzioni concertistiche europee con il Primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano.

Nel 1999 ha ottenuto il Prix Jacques Stehman del pubblico della RTFB e della TV5 France, nell’ambito del Concours Reine Elisabeth di Bruxelles. Dopo i premi prestigiosi, Roberto Cominati ha intrapreso una carriera intelligente, senza disperdersi in un’attività frenetica ma privilegiando orchestre e direttori di rango, un repertorio stimolante e persino alcune passioni extramusicali, come quella del volo, che testimoniano di una grande apertura mentale. Ospite delle più importanti società concertistiche italiane e di istituzioni quali il Teatro alla Scala di Milano, il Comunale di Bologna, la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, il San Carlo di Napoli, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Accademia Chigiana di Siena e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha suonato al Théâtre Châtelet di Parigi, al Kennedy Center di Washington, al festival di Salisburgo, a Berlino, in Inghilterra, Giappone, Australia, Belgio, Olanda, Finlandia. Ha collaborato con molti celebri direttori d’orchestra, fra i quali Sir Simon Rattle, Andrey Boreyko, Leon Fleisher, Daniel Harding, Yuri Ahronovitch, David Robertson, Aleksandr Lazarev. Nel 2011 è uscita per Amadeus l’integrale pianistica di Maurice Ravel.

Cominati ha eseguito con l’Orchestra Verdi nel novembre 2011 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Beethoven; nel giugno 2012 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven; ha quindi inaugurato il 5 luglio 2012 con un proprio recital “Un’estate con la musica 2012”, la prima stagione estiva de laVerdi, tornando all’Auditorium di Milano l’11 luglio 2013, con un proprio recital.

 

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