La ballata del vecchio marinaio – Concerto per attore

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fotoFra le centinaia di interpretazioni della “Ballata del Vecchio Marinaio” di Coleridge quella che è andata in scena al bel Teatro Vittoria il 29 Maggio, vede “nell’albatro il simbolo dell’ispirazione, uccisa dalle paure e dagli errori dello scrittore. Il difficile percorso di espiazione di queste colpe consiste nella maledizione di dover usare la propria abilità senza tregua, all’infinito, per raccontare sempre la stessa storia”. Così Chenna, a cui si deve oltre alla musica anche la drammaturgia di questo concerto per attore solo. Lo spazio scenico consiste in una camera iperbarica da cui l’attore, con difficoltà respiratorie, ci immettte in un mondo beckettiano a narrare un evento avvenuto molto tempo prima. Si tratta dell’uccisione di un albatro da cui deriverà una serie di sventure. Un clima cupo ed irreale dove Michele Di Mauro si destreggia con maestria in manovre apparentemente marinare, ma che possono significare altre cose. La musica registrata, è elemento non preponderante, così come le frasi proiettate nell’oblò non aiutano ad una comprensione di ciò che avviene in scena, anzi aumentano lo smarrimento ed il senso di dramma eterno. Senza fine. Il pubblico, non numeroso e composto in gran parte da abbonati, ha applaudito con poca convinzione, almeno così ci è parso. Hanno invece molto apprezzato il buffet che ha preceduto lo spettacolo, ricco di bevande e libagioni.

con Michele Di Mauro

Musica e drammaturgia di Andrea Chenna

Scenografia di Nicolas Bovey

Luci di Alberto Giolitti

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