Io, rifugiato politico

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fotoA chiusura della stagione 2013 – 2014 il Teatro Officina, seguendo la sua quarantennale vocazione al teatro sociale, presenta la dimostrazione del laboratorio con i rifugiati politici che ha organizzato e realizzato tra l’ottobre 2013 e il maggio 2014.
Il progetto, voluto e sostenuto dall’Ufficio Servizi per Adulti e Politiche per l’Immigrazione del Comune di Milano, costituisce un’esperienza pilota, una pratica innovativa che utilizza il teatro come dispositivo comunicativo che coinvolge nel setting rifugiati, assistenti sociali ed educatori. Al termine del percorso laboratoriale invitiamo ora il pubblico ad assistere alla restituzione sociale del lavoro svolto.
Lo spettacolo “Io, rifugiato politico” curato da Massimo de Vita – direttore artistico del Teatro Officina – vede in scena i rifugiati politici, i loro educatori, i mediatori linguistici e gli assistenti sociali.
Sabato 14 giugno alle ore 21:00 al Teatro Officina (con ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento dei posti)
Giovedì 19 giugno alle ore 17:00 al Chiostro del Piccolo Teatro Grassi in via Rovello 2 si terrà un incontro di presentazione del progetto all’intera cittadinanza, cui parteciperanno l’Assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, Filippo del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, il Teatro Officina, i rifugiati politici e gli operatori del Settore. Al termine i rifugiati politici interpreteranno alcuni brani tratti dallo spettacolo stesso.

Io, rifugiato politico
Io, vulnerabile
Qual è stato l’obiettivo primario del Teatro Officina? Favorire la nostra e la loro crescita umana e professionale, cercando di dare ascolto ai loro pensieri, ai loro sentimenti, alle loro fantasie; questo è stato il percorso più efficace per riscoprire i nostri pensieri, dare nuova forza e calore ai nostri sentimenti e alle nostre fantasie.
Accogliere la voce di un’umanità dolente utilizzando uno strumento ineguagliabile come il teatro. Il teatro non solo ha assolto al compito di favorire la loro espressività, ma è diventato uno dei luoghi dove si potevano e si dovevano ascoltare le loro richieste, a partire da quelle semplici: “mi serve un carnet per utilizzare i trasporti atm, “una bicicletta per raggiungere il teatro”, “vorrei avere un libro di letteratura francese”, “…un Corano da regalare ad un amico carcerato”.
In prima linea tra le domande più difficili: “chi mi potrà dare lavoro?” Quanti silenzi su questo bisogno primario. Noi, consapevoli dei nostri limiti, abbiamo potuto solo rispondere con un gesto di amicizia e solidarietà alle troppe, tante necessità delle loro esistenze. Quanto poi abbiamo noi ricevuto da questi fratelli resta nel segreto dei nostri cuori.
A tutti grazie.
Massimo de Vita

 

LA PAROLA DEI RIFUGIATI POLITICI
Alcuni di noi hanno attraversato il deserto e il mare per salvarsi la vita.
Altri di noi hanno percorso strade ancora più difficili.
Per arrivare a Milano, dove a volte ci si può sentire davvero soli.
Per fortuna ci sono le parole, della nostra lingua e di quella nuova, l’italiano, le voci del mercato, della gente e del nostro lavoro (che per ora non si trova, ma domani speriamo sì!)
Parole che vogliamo condividere con voi per farvi dono delle nostre storie e scoprire che anche fra le difficoltà possono nascere fiori di canto e di poesia.
Per portarvi in viaggio nel paese più bello del mondo: la nostra terra, così amata e lontana.

I partecipanti al Laboratorio Teatrale Rifugiati Politici

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Teatro Officina

Via S. Erlembardo, 2 – 20126 Milano
MM1 Gorla | Bus 44 e 86

Informazioni:
LUN-VEN: 9.30-17.30
tel: 02.2553200 | fax: 02.27000858 | cell: 3491622028 |
e-mail: info@teatroofficina.it | sito web: www.teatroofficina.it

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