As If To Nothing

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Foto di Ringo Chan

con la CCDC, City Contemporary Dance Company

Chiude alla grande la XXI edizione di Fabbrica Europa, il Festival fiorentino incentrato sulla scena contemporanea tra teatro, danza e arti performative, presentando al Nuovo Teatro dell’Opera la prima europea di As If To Nothing del tibetano Sang Jijia. Un applauditissimo spettacolo con la formidabile CCDC, City Contemporary Dance Company di Hong Kong, e proposto in collaborazione con il 77° Festival del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Insignito dell’Hong Kong Dance Awards 2010 per “la rilevanza come produzione di danza” e “per lo straordinario risultato coreografico”, As If To Nothing è un lavoro che mette in scena l’inconsistenza del ricordo per sottolineare l’incapacità della memoria di recuperare il caldo riverbero del passato.

Un vano e disperato sforzo che Sang Jijia traduce in una coreografa ‘aperta’ alla simultaneità della visone di stampo cinematografico facendo interagire ballerini e video proiezioni, doppi e primi piani, immagini vere e virtuali in una sorta di congegno ottico basato su angolazioni diverse che appaiono visionarie, strane e alla cui resa contribuiscono la mutevole scenografia dello stesso coreografo, le immagini live di Adrien Yeung, i semplici costumi grigi e la musica elettronica dal vivo di Dickson Dee.

I quattordici elementi della CCDC, fondata da Willy Tsao nel 1979, si muovono in uno spazio geometrico fatto di pannelli mobili, tavoli, pareti finestrate, con i quali i danzatori interagiscono e dai quali sono condizionati nell’inutile impresa di acchiappare i ricordi. Ricordi che generano momenti corali, parossistici e tumultuosi, lirici e coinvolgenti nei passi a due, stranianti nelle sovrapposizione di immagini e nella ripetizione contrappuntistica di sequenze coreografiche.

Dancemaker originale e ricco d’inventiva, Sang Jijia fa della sintassi coreografica il terreno su cui mescolare registri espressivi differenti in un modus operandi che ricorda la ‘lezione’ di un maestro del calibro di William Forsythe, che l’artista cinese ha avuto modo di conoscere e apprezzare quando era ballerino e assistente coreografo della Forsythe Company. Un magistero coreografico decisivo per aprirsi alla multimedialità come modalità creativa e captare il tipo di movimento dell’ultimo Forsythe, più incline alla libertà espressiva della scena contemporanea. Una libertà che ha consentito a Sang Jijia di non rinnegare le radici orientali e arricchirsi degli apporti occidentali all’insegna del cosmopolitismo coreutico e coreografico.

Potente, dinamica e al tempo stesso fluida e leggera, la danza di Sang Jijia colpisce per la facilità con cui spinge i corpi de ballerini ad evoluzioni e involuzioni, costringendoli a passare velocissimamente da uno stile aereo ad uno piantato a terra nelle pose à la seconde, obbligandoli a complesse prese en dedans o a difficili off balance, non perdendo mai il controllo nei guizzi, negli improvvisi cambi di direzione, nelle pause e nelle riprese.

Un calcolato dosaggio di energia tipicamente occidentale e una gestione dei tempi tipicamente orientale che resta impresso come restano impressi gli eccezionali danzatori della City Contemporary Dance Company. Un organico acclamato nei teatri e nei festival di tutto il mondo e prova provata di un modo di fare danza contemporanea che non prescinde da una rigorosa preparazione tecnica. Preparazione oltremodo necessaria per fare propria la cifra stilistica di Sang Jijia, ex ballerino della Guangdong Moden Dance e della stessa CCDC e oggi fra le più aperte menti della coreografia internazionale.

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