Dance Quartet. Danza d’Autore per un Quartetto Doc

0
299
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Alessandro Botticelli
Foto di Alessandro Botticelli

Nella botte piccola ci sta il vino buono” e questo antico proverbio rende bene l’idea del positivo rilancio di MaggioDanza che, ribattezzata Firenze Danza by Mag.Da., Compagnia residente Opera di Firenze, in Dance Quartet mostra tutti i numeri per rappresentare un nuovo modo di fare e intendere la danza e il balletto nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche. Un modus operandi in cui un’istituzione pubblica apre le porte all’imprenditorialità privata e indica nuove e possibili strade da percorrere per sostenere l’arte e la cultura nel nostro paese.

Un’iniziativa di successo che con Dance Quartet, un polittico ideato dal direttore artistico della compagnia Davide Bombana, porta in scena uno spettacolo di qualità particolarmente apprezzato dal pubblico, certo non numeroso ma partecipe di un evento che rivela l’inesauribile forza e l’insopprimibile desiderio di voler esistere e resistere danzando.

Nella serata quello che colpisce è l’ottima resa dell’organico di “Firenze Danza” che interpreta quattro pezzi stilisticamente diversi a cominciare dal dittico Prélude à l’après-midi d’un faune e La Valse di Bombana e due pezzi in prima italiana Uneven di Cayetano Soto e Le Spectre de la Rose di Marco Goecke. Questi ultimi a detta di Davide “esplosivi per vocabolario, fantasia e intelligenza scenica”.

Tutto vero a cominciare da Uneven di Cayetano Soto, un coreografo spagnolo conosciuto a livello internazionale che per Uneven, un lavoro del 2010, ha ricevuto nel 2011 una nomination al Golden Mask Award in Russia. Soto, su musiche di David Lang per violoncello e strumenti elettronici, costruisce una partitura geometrica e spigolosa per tre donne e cinque uomini che si muovono in una scenografa puntuta, illuminati di taglio dalle algide luci di Seah Johnson.

In costumi bianchi e neri i protagonisti esternano i processi conflittuali della mente di Cayetano, che lui definisce “bestia inquieta”, e in un continuo fluire di legati il linguaggio classico-contemporaneo da potente e viscerale diventa sinusoidale e verticale e nell’aggrovigliarsi delle figure delimita lo spazio d’azione. Uno spazio animato da duetti e ensemble e in cui danzatori e danzatrici esprimono una continua tensione fisica fendendo l’aria a ‘colpi’ velocissimi di braccia e gambe di forte impatto visivo. Un bel banco di prova superato a pieni voti da Letizia Giuliani, Federica Maine, Linda Messina, Paolo Arcangeli, Cristiano Colangelo, Zhani Lukaj, Francesco Marzola, Lorenzo Terzo.

Identico è il risultato ne Le Spectre de la Rose di Marco Goecke, una particolare rivisitazione del celeberrimo balletto di Fokine su musica di Weber datato 1911 e interpretato all’epoca dai leggendari Vaslav Nijinskij e Tamara Karsavina.

Marco, vincitore nel 2006 del Nijinskij Award come coreografo emergente e per nulla intimorito dalla pesante tradizione, si muove liberamente aggiungendo sei spiriti alla coppia dei protagonisti e all’Invito alla Danza un altro brano di Weber, l’ouverture de La regina degli spiriti, eliminando dal balletto fokiniano l’atmosfera tardoromantica. Lo spirito della rosa e la fanciulla diventano infatti coprotagonisti mentre il sincopato vocabolario dei passi, incluso il particolare movimento delle braccia, il colore rosso della scenografia e dei costumi rendono attuale e moderna un’ispirazione di più di un secolo fa.

Creato nel 2009 per Les Ballets de Monte-Carlo questo balletto ‘goeckiano’ inizialmente lascia perplessi per il modo poco ortodosso con cui l’autore presenta la sua idea dello spettro della rosa ma poi man mano si viene risucchiati dalla singolare mise en scène e dal personalissimo linguaggio coreografico del dancemaker tedesco che convincono e piacciono. Come piacciono Michelangelo Chelucci, lo spettro tutto rosso, la sorprendente e brava Gaia Mazzeranghi, il motivato sestetto, rigorosamente in rosso, formato da Paolo Arcangeli, Antonio Guadagno, Luigi Iannone, Francesco Marzola, Fabrizio Pezzoni, Pierangelo Preziosa.

E parlando di rivisitazioni non passa certo inosservata quella di Davide Bombana che reinterpreta il famoso Prélude à l’après-midi d’un faune ideato da Nijinskij nel 1912 su musica di Debussy.

Pensato nel 2010 per Eleonora Abbagnato e Benjamin Pech con i fascianti e cangianti costumi di Ermanno Scervino, questo Prélude pur nel rispetto del soggetto originale basato sull’attrazione fisica tra un Fauno e una Ninfa, ne inverte i ruoli trasformando la Ninfa in una figura maschia, sensuale e impetuosa, e il Fauno in un personaggio femminile, timido e delicato.

Tutto giocato sulla forte personalità del Fauno-donna, il balletto di Bombana si snoda in un turbinio di plastici passaggi che mettono in luce la bravura di Federica Maine e l’intensità interpretativa di Lorenzo Terzo che alla fine fugge, lasciando questa figura androgena al proprio e solitario soddisfacimento erotico.

Innegabile lo stile raffinato ed elegante di Bombana che sa dosare tempi e respiri della messinscena coreografica ‘confezionando’ prodotti di qualità, quella stessa qualità che si ritrova ne La Valse su musica di Ravel. Commissionato per l’Opening Gala del Teatro dell’Opera di Firenze e arricchito dai costumi rossi e bluette di Scervino, questa Valse sprigiona, come dice Davide, joie de vivre facendo danzare cinque coppie che si avvolgono e sono avvolte dalla musica di Ravel in una serie di quadri ricchi di dinamica espressiva e preziosismo tecnico on pointed shoes. Una poetica del movimento che Gisela Carmona Gálvez, Letizia Giuliani, Federica Maine, Linda Messina, Cristina Venturuzzo, Paolo Arcangeli, Michelangelo Chelucci, Cristiano Colangelo, Antonio Guadagno, Zhani Lukaj, sanno esprimere al meglio lasciandosi guidare da Bombana. Un direttore che ha a cuore il destino di questo rinato organico, un coreografo che ha compreso l’importanza di far parte di una gestione rischiosa ma stimolante, un artista che ci auguriamo resti per importanti progetti futuri e sia apprezzato da Francesco Bianchi, già commissario straordinario e ora nuovo Sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale.

LEAVE A REPLY