4 5 6

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fotoscritto e diretto da Mattia Torre

con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Michele Nani

scene Francesco Ghisu

disegno luci Luca Barbati

aiuto regia Francesca Rocca

costumi Mimma Montorselli

assistente ai movimenti scenici  Alberto Bellandi

PRODUZIONE MARCHE TEATRO-INTEATRO / NUTRIMENTI TERRESTRI / WALSH

in collaborazione con UNIVERSITA’ DEGLI STUDI ROMA TRE

4 5 6 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle di 4 5 6 ettari oltre ai quali sente l’ignoto, in un luogo imprecisato del Sud Italia.

Il capofamiglia, la moglie e il figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si scagliano addosso una salama appesa con lo spago a una delle travi del soffitto, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato in eredità dalla nonna morta tre anni prima, litigano,  pregano, si odiano.

Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo.

E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.

Note: “4 5 6” nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri. Che si riuniscono in associazioni, in albi, in categorie professionali, in partiti: ma che sono e rimangono gli uni contro gli altri. Per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. In ogni caso siamo soli, e siamo in lotta.

“4 5 6” è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo protettivo e aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: perché la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità nei confronti degli altri, il cinismo, la paura. “4 5 6” racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.

Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini e ora disponibile sul web http://www.youtube.com/user/456spettacolo, e il libro “456 Morte alla famiglia”, edito da Dalai.

Mattia Torre: è nato a Roma nel 1972. Insieme a Giacomo Ciarrapico, dal ’95 al 2000 è autore delle prime commedie teatrali “Io non c’entro” “Tutto a posto” “Piccole anime” e “L’ufficio”. Nel 2000 pubblica il libro “Faleminderit, Aprile‘99, in Albania durante la guerra”. Nel 2001 è cosceneggiatore del film “Piovono Mucche” di Luca Vendruscolo. Nel 2003, con il monologo teatrale “In mezzo al mare”,  vince al Teatro Valle di Roma la 17° edizione della rassegna “Attori in cerca d’autore”. Per Giorgio Tirabassi è coautore dello spettacolo “Infernetto”. Nel 2004 è adattore e editor della serie “Love bugs” su Italia 1. Per Paola Cortellesi è tra gli autori dello show “Nessun dorma”, su Rai2. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale “Migliore” con Valerio Mastandrea. Nel 2006 idea e scrive, insieme a Ciarrapico e Vendruscolo, la serie televisiva “Buttafuori”, con V.Mastandrea e M. Giallini. Per il teatro è anche autore dei monologhi brevi “Gola” (produzione Ambra Jovinelli) e “Il figurante” e del corto teatrale “Sopra di noi”. È tra gli autori del programma “Parla con me” di Serena Dandini. Nel 2007/08 scrive con Ciarrapico e Vendruscolo la prima, la seconda e la terza stagione della serie “Boris”, per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Nel 2010 “Boris” diventa un film per il cinema, prodotto da Wildeside e da Raicinema, scritto e diretto dagli stessi tre autori.

Nel 2011 scrive e dirige lo spettacolo teatrale “4 5 6”, di cui realizza anche il sequel tv, in onda su La7 nel programma di Serena Dandini e Andrea Salerno “The Show Must Go Off”, e il libro omonimo edito da Dalai.

BIGLIETTI – intero 15 euro ( + diritti di prevendita)  – ridotto 12 euro (+ ddp)

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