Don Giovanni ossia il dissoluto punito di W.A. Mozart

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fotoDramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart

Libretto: Lorenzo Da Ponte

Direttore: José Luis Gomez-Rios

Regia: Graham Vick

Scene e costumi: Stuart Nunn

Light designer: Giuseppe Di Iorio

Coreografo: Ron Howell

Maestro del coro: Dario Grandini

Coro del Circuito Lirico Lombardo

Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano

Coproduzione Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatro dell’Aquila di Fermo, Teatro Comunale di Bolzano, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

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Con la regia del Don Giovanni, Graham Vick (direttore artistico della Birmingham Opera Company), si conferma quel geniale e talentuoso uomo di teatro, in grado di creare un’empatia accattivante soprattutto con il giovane pubblico, avvicinandolo al capolavoro drammaturgico e musicale.

Graham in questa versione del Don Giovanni ossia il dissoluto punito risulta ironico, colorato, dissacrante, divertente, leggero a volte eccessivo ma soprattutto cuce a pennello sull’intera opera un abito “pop” al fine di demitologizzare l’élite lirica e immergerla in un’acqua rigeneratrice e mediatica.

Tra le opere di Mozart è sicuramente quella più complessa del repertorio e vòlta alla celebrazione della vita in cui il personaggio di Don Giovanni si incarna perfettamente in questo ruolo.

Una carrellata di manichini, container, plastica, eccessi scenografici, scritte luminose postindustriali e fosforescenti, scene di amplessi, mutande abbassate, iniezioni di eroina e automobili in palcoscenico: ma proprio questi elementi, attualizzati alla realtà dei nostri tempi, offrono l’originalità e la potenza del lavoro di Graham Vick, aldilà delle provocazioni che fanno “spettacolo” ma non danno mai la misura della volgarità. I costumi sono risultati in piena sintonia con lo spirito e l’ambientazione registica e le luci hanno sottolineato ogni azione dando corpo e suggestione. Il risultato festoso e gioioso contribuisce all’innalzamento di questa follia collettiva sulla figura del libertino sciolto da ogni freno morale, quindi libero da ritegno, licenzioso, sregolato e vizioso.

Lo spettacolo nel suo insieme ha spiazzato per l’arditezza ma ha anche convinto grazie a un cast di buonissimo livello, con l’ottima presenza scenica e la voce forte e chiara di Gezim Myshketa nella parte del Don Giovanni affiancato da un gruppo vocale sopra la media, dove in una sorta di gioco degli specchi, tutti si specchiano in lui. Dal bel timbro e intonazione di Donna Anna (Valentina Mastrangelo) all’Elvira di Federica Lombardi, sicura e a proprio agio. Il Leporello di Andrea Concetti, porta in scena le giuste sfumature vocali. Bene il Don Ottavio di Giovanni Sebastiano e Zerlina interpretata da Alessia Nadin è perfetta nel ruolo affiancata a un Riccardo Fassi nelle vesti di Masetto dalle piacevoli doti vocali. Sicuro Mariano Buccino nella parte del Commendatore. Da sottolineare la splendida prestazione del Coro del Circuito Lirico Lombardo.

Salito sul podio, il giovane direttore spagnolo José Luis Gomez-Rios riesce a dare un contributo e una lettura sempre ordinata della complessa pagina mozartiana con il prezioso avallo dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, i quali donano un’esecuzione professionale.

Al termine dello spettacolo, a parte qualche leggero dissenso dal loggione, gli applausi sono piovuti generosi e convinti per il meritevole lavoro corale, in cui tutti hanno ben sottolineato le sfumature e le emozioni dell’assoluto capolavoro morzartiano.

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