Les chants de la mi-mort

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fotodi Alberto Savinio progetto e regia di Luca Valentino.

con Paola Roman voce recitante, Barbara Maiulli soprano, Marco Grattarola basso, Marco Seita pianoforte, Mario Raimondo Gulli clarinetto basso

animatrici Federica Brambini, Alice Corio, Fabiana Pistillo, Ariela Stingi

ombristi Marco Intraia, Verena Marenco, Greta Pavese, Luca Zamparo, Luca Zilovich

 

Sono passati 100 anni da quando Andrea De Chirico, vero nome di Alberto Savinio, presentò l’anteprima della sua opera teatrale “Les chants de la mi-mort”, della quale scrisse anche il testo e disegnò scene e costumi, oltre alle musiche.

Quello visto Mercoledì 8/10 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani è un’interpretazione di ciò che doveva essere in origine un’opera grandiosa, nella mente dell’autore.

Luca Valentino, regista torinese molto conosciuto e apprezzato anche all’estero, è un grande appassionato di Savinio da almeno trent’anni, e per questo lavoro ha cercato, insieme ad un gruppo di lavoro composto da giovani, di coniugare fedeltà ai testi a realismo poetico e pratico.

Lo spettacolo è denso di quel clima e di quel periodo, fra Metafisico e Futurismo.

Costumi e scenografie ardite e provocatorie per l’epoca, apparivano interessanti nel contesto.

Mancava però in tutto questo, il gioco teatrale. Ogni interprete ha eseguito perfettamente il suo compito senza tuttavia entrare in contatto con gli altri elementi dello spettacolo, senza lasciarsi troppo contaminare.

Lo spazio, la sala grande, era perfetta e adeguata ai numerosi spettatori.

Il pubblico delle grandi occasioni torinesi ha risposto freddamente e gli applausi tiepidi finali erano forse più per il riconoscimento del grande lavoro svolto e della bravura degli interpreti che del risultato conclusivo.

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