Red Forest

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fotoIdeazione e performance Belarus Free Theatre
direzione, testo e scene Nicolai Khalezin

performers, ideazione e contributi Pavel Haradnitski, Kiryl Kanstantsinau, Michal Keyamo, Stephanie Pan, Francesco Petruzzelli, Jeremy Proulx, Maryia Sazonova, Nastassia Shcherbak, Ibrahim Shote, Philippe Spall, Andrei Urazau, Eleanor Westbrook
contributi aggiuntivi  Viktoryia Biran, Siarhei Kvachonak, Josh Coates, Franziska Haberlach and Patrick Walshe McBride

 

È il racconto di un viaggio di una giovane donna, Aisha, in fuga dal suo villaggio natio del Marocco per dare alla luce la sua bimba nel deserto del Sahara. Ella attraverserà il mondo intero in cerca di un riparo, passando di popolo in popolo: tra gli indiani espatriati nella loro stessa terra nel nord del Canada, ai villaggi distrutti recentemente dalle tempeste d’acqua in Giappone, alle baraccopoli brasiliane di San Paolo, scaraventate dalle ruspe.

Gli attori del Free Belarus Theatre sono tutti giovani e potenti in scena, provengono anch’essi, come le storie che raccontano, da nazioni differenti, tra loro anche un italiano: Francesco Petruzzelli.

In scena gli attori e le attrici giocano con spensieratezza e inventiva con gli elementi naturali messi in scena (terra e acqua), in modi completamente diversi, ricreano paesaggi lontanissimi tra loro, anche grazie all’uso della canzone popolare e alle danze tipiche di ogni cultura. Possiedono voci bellissime e potenti, in particolar modo si sente emergere dal coro la voce della bravissima attrice protagonista Michal Keyamo.

Ho avuto la fortuna di conoscere i Free Belarus Theatre dal loro Re Lear, visto nel 2013 al Globe Shakespeare Theatre di Londra ma questo spettacolo è qualcosa di completamente differente da ciò che mi sarei aspettata di vedere.

Benché ci sia una maestria nel ricreare le storie di popolazione emarginate che ancora oggi lottano per avere il diritto di esistere: attraversò le musiche dal vivo, le movenze delle loro azioni fisiche e l’utilizzo reale degli elementi scenici presenti, lo spettacolo risulta nell’insieme penalizzato e ono solo a tratti, emergono delle immagini potenti che ti stravolgono come per esempio il caso della messa in scena di uno stupro di massa verso Aisha.

Le tematiche sono forti e crude, ma la storia manca di omogeneità, i temi trattati sono incollati come pezzi di un collage, un tappeto rappezzato male. Tutta la storia mi è sembrata una messa in scena di violenze a casaccio che l’uomo compie verso sé stesso nella sua brutalità animale e verso la terra sfruttata fino all’insensatezza ma nessuna storia è veramente sviluppata con profondità, a volte ho trovato che il mondo in cui venivano trattati popoli fosse anche un po’ stereotipato e abbozzato.

Lo spettacolo è sicuramente didattico e forse adatto ad un pubblico scolastico.

Amo i Free Belarus Theatre e continuerò ad amarli ma devo constatare che da Red Forest mi sarei aspettata di più.

 

produttore esecutivo e co-writer Natalia Kaliada
compositore e musicista Arkadiy Yushin
secondo compositore e musicista Ignatius Sokol
produttore e dramaturg Fenella Dawnay
video e disegno luci Andrew Crofts
design del suono David Gregory
regia prove e movimenti Bridget Fiske
codirettore movimenti Maryia Sazonova
disegno costumi e musiche aggiuntive Stephanie Pan
manager di produzione Tom Cotterill
direttore di scena Svetlana Sugako
assistente regia Nadia Brodskaya
operatore suono Nick Humphrey
operatore luci Siarhei Kvachonak
assistenti alla direzione di scena Franziska Haberlach, Josh Coates and Patrick Walshe McBride

Team di ricerca:

Australia, Nigeria, Bangladesh e India Bridget Fiske e Andrew Crofts
Brasile e Marocco Nicolai Khalezin e Natalia Kaliada
Bielorussia (zone contaminate da Chernobyl) Viktoryia Biran, Pavel Haradnitski e Andrei Urazau
Sud Dakota, USA Arkadiy Yushin
Morecambe Bay Josh Coates
Tryweryn Valley, St Kilda, Maldive e Siria Patrick Walshe McBride
Somerset Eleanor Westbrook
Siria, Iraq, e Sri Lanka Franziska Haberlach

coproduzione Belarus Free Theatre e Young Vic
commissionato da LIFT e Melbourne Festival. Presentato come parte del LIFT 2014 Festival e della rete Imagine 2020, supportato dal Programma Cultura dell’Unione Europea
reso possibile da Falmouth University’s Academy of Music & Theatre Arts
con il supporto di National Lottery per Arts Council England.

Durata 1 h 30’

Spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

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