Sterilità affettiva per “Il catalogo”

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fotoNella penombra della scena si intravedono pacchi e scatoloni. Il palco di Galleria Toledo è illuminato solo da pochi fanali all’apertura del sipario. Tra il pubblico inconsapevole si nascondo i coniugi Portman, protagonisti della pièce “Il catalogo” scritta e diretta da Angela Di Maso. La storia ruota intorno alla sterilità della coppia. Eric e Rose Portman vorrebbero tanto avere un figlio, ma la burocrazia in materia è lenta. Decidono quindi di bissarla per rivolgersi ad un’azienda esperta del settore, che potrà dare un loro un bambino bello e fatto, ma soprattutto con tutte le caratteristiche, sia fisiche che intellettive, che i genitori cercano. Lo spettacolo è incentrato sul colloquio che i due hanno con l’istrionico e provocatorio signor Law, addetto alle vendite dell’agenzia.

In scena Massimo Finelli, Patrizia Eger, Giuseppe Cerrone incarnano un particolare trio, dove le “vittime”, ovvero i due coniugi, verranno smascherati dal carnefice, lo scaltro addetto.

E per smascheramento si intende le menzogne che la coppia ha costruito per tenere in piedi la loro relazione, esili pilastri che vengono giù di fronte al desiderio della maternità.

La scrittura incisiva e minimalista della Di Maso si incarna in uno spettacolo attuale che lascia lo spettatore al cospetto di un’amara realtà: lo svuotamento dei protagonisti, vuoti ma consapevoli della propria infelicità. Come burattini nelle mani del capo burattinaio i coniugi arriveranno a confessarsi le più amare verità. L’escamotage usato dall’arrogante Law è proprio la promessa di un catalogo, un registro da cui poter scegliere il proprio bambino. Scelta che spacca la coppia per la possibilità grottesca e surreale di adottare un bambino con tutte le caratteristiche desiderate: “rossiccio, con gli occhi azzurri, da grande diventerà un bel ragazzo, amante dello sport” sogna Rose. Il desiderio di avere un figlio, che dovrebbe unire una coppia, in questo caso divide. I due si ritroveranno svuotati alla fine, costretti ad ammettere la propria infelicità, come le scatole vuote sul palco (l’azienda sta affrontando un trasloco), o peggio come le ombre tetre proiettate prima dell’apertura del sipario: angoscioso preludio della messa in scena.

Sul palco Massimo Finelli, Patrizia Eger, Giuseppe Cerrone. Gli elementi scenografici sono di Armando Alovisi, disegno luci Cesare Accetta, tecnico luci Cinzia Annunziata, costumi di Alessandro Varriale. Scrittura e regia di Angela Di Maso.

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