Emma Dante in “Operetta burlesca”

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Foto di Alessandra Simeoni
Foto di Alessandra Simeoni

testo, regia, scene e costumi Emma Dante

con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola

coreografie Davide Celona

luci Cristian Zucaro

distribuzione Amuni / Alessandra Simeoni

produzione COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE-EMMA DANTE

 

Un varietà, ma anche uno spogliarello dell’anima. Questo il nuovo spettacolo di Emma Dante Operetta burlesca, in scena al Teatro di Rifredi sabato 15 e domenica 16 novembre nell’ambito della Rassegna Queer Theatre.

Pietro balla su vertiginosi tacchi rossi. Nella sua cameretta, la stessa di quando era bambino coi poster attaccati con lo scotch, si traveste, si mette gli abiti che si è comprato in via Duomo a Napoli, calza décolletés tacco 12, sposta i mobili, allarga lo spazio, impila il comodino sul letto, spinge lʼarmadio contro l’angolo della stanza… E balla. Cresce ballando da solo. Si veste da donna, però vive ancora con i genitori e lavora a una pompa di benzina. Sogna di farsi una famiglia, come tutte le persone normali. La sogna con l’uomo di cui è innamorato. Perché Pietro è nato femmina ai piedi del Vesuvio, parla in falsetto, ha un animo passionale influenzato dal vulcano. “È una donna che cresce nel corpo di un uomo – precisa Emma Dante – si sente in un corpo sbagliato, ma è costretto a starci dentro”. Pietro è il protagonista Operetta burlesca il nuovo lavoro teatrale della regista siciliana.

Muovendosi in uno spazio scenico delimitato sul fondo da manichini e bambole gonfiabili, con in proscenio luccicanti scarpe da donna, Carmine Maringola, Roberto Galbo, Francesco Guida e Viola Carinci sono gli intensi interpreti di questo nuovo tassello nel mosaico di denuncia sociale da tempo in costruzione nel teatro di Emma Dante,

Lo spettacolo è un contenitore di suoni, immagini e voci dove risalta un’idea di famiglia intesa come strumento di oppressione e coercizione, cellula impazzita fatta rivivere con una babele di linguaggi in cui le parole tanto spesso dialettali perdono la loro funzione diventando suono, voce, corpo anche loro. E poi c’è l’attenzione al Sud, alle diversità e alla marginalità, come se le tre cose corrispondessero: il sud è diversità e marginalità. C’è poi la provincia, che a saperla guardare è l’autentica miniera delle storie nazionali. E c’è l’attenzione ai corpi che, anche se “sbagliati” sono anzi più interessanti. Dichiara ancora Emma Dante “Ho scritto questa storia perché spero che sulle unioni omosessuali lʼItalia colmi il ritardo con lʼEuropa. Perché detesto la repressione del vero desiderio, del talento. E non ammetto tutto questo disincanto, Pietro non ci prova neanche a scappare, del resto a 40 anni è difficile, il suo passato diventa sfuocato, il suo futuro si accorcia. La sua delusione pian piano si trasforma in indifferenza. Ho conosciuto tanti Pietro. Non li ho mai visti ballare. Li ho sentiti monchi, stretti dalla morsa delle loro camerette condominiali. Vorrei vederli ballare, vorrei più spazio per loro.

 

sabato 15 novembre ore 21 e domenica 16 ore 16:30

Per info: 055/4220361 – www.toscanateatro.it

Biglietti: intero € 14-ridotto € 12-

Teatro di Rifredi Via Vittorio Emanuele II, 303 – 50134 Firenze

Ufficio Stampa Cristina Banchetti

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