Mi chiamo Dino…sono elettrico

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Foto di Francesco Spagnuolo
Foto di Francesco Spagnuolo

da La notte della cometa di Sebastiano Vassalli

quinto appuntamento del progetto di Teatro Studio Krypton CANTI ORFICI: UN LIBRO TRA DUE SECOLI

nel centenario della pubblicazione del Libro Unico di Dino Campana

scrittura teatrale Attilio Lolini

interpreti Fulvio Cauteruccio, Laura Bandelloni, Patrizia de Bari

regia Tuccio Guicciardini

movimenti Patrizia de Bari

elementi scenici Andrea Montagnani

presentato dalla compagnia Giardino Chiuso

Nel centenario della prima edizione dei Canti Orfici di Dino Campana la Compagnia Giardino Chiuso riporta in scena Mi chiamo Dino…sono elettrico azione teatrale di Attilio Lolini – un lavoro tratto dal romanzo di Sebastiano Vassalli La notte della cometa, edito da Einaudi nel 1984. È la vita di Dino Campana, quella nuda e vera, che sfata i luoghi comuni e, soprattutto, le menzogne sparse a piene mani sul suo conto.

La “biografia” scritta da Vassali, su vari documenti, scatenò clamorose reazioni. Molti s’impegnarono per screditare “il romanzo di Dino Campana” soprattutto a Marradi. La storia del poeta pazzo, come scrive Vassalli, è una storia italiana che ha al suo centro la famiglia e che si arricchisce di altri connotati; diventando un concentrato di storie italiane tra ottocento e novecento. C’è dentro: l’emigrazione, i manicomi, le avanguardie artistiche – letterarie, i “casini” e l’emancipazione femminile, l’interventismo e la grande guerra. La vita del poeta in questo scenario, non molto edificante per la morale imperante, andava coperta da un velo di menzogne che il testo di Vassalli squarcia.

L’azione teatrale si concentra sugli anni del manicomio di Castel Pulci e sul suo persecutore più accanito, lo psichiatra Pariani. Egli con le sue follie sulla psicanalisi e sulle cure mediche della follia è uno dei personaggi più rilevanti del lavoro.

La peculiarità immaginifica della drammaturgia permette di allineare suggestioni lontane tra loro, innescando un meccanismo che porta alla rappresentazione della follia e del sogno. Un susseguirsi di eventi biografici che incarnano il suo stato d’animo ed il suo stato di artista, immagini in cui Campana si trova nella sua stanza di manicomio, desiderato ultimo rifugio. Le “porte” della memoria di Dino si aprono e si chiudono senza tregua. I persecutori e familiari, compaesani, letterati e non ultimi gli psichiatri, si manifestano nel suo delirio. La difesa di Dino viene urlata e pretesa; la difesa di “un poeta, una specie diversa, primitiva, da sempre estinta eppure sempre in grado di rinascere come quella dell’araba fenice. Un artista autentico, non uno scrittore di poesie, non un letterato, uno di quelli ai quali la poesia parla. Un unicorno, un mostro…”.


BIGLIETTI: intero 12.00 euro, ridotto 10.00 euro, rid.studenti 8.00 euro

info e prenotazioni 055 8720058 – 3319002510 – promozione@tparte.it

Teatro delle Arti

Viale Matteotti, 5/8 – Lastra a Signa (FI)

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