Notturno di donna con ospiti

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fotoStraordinariamente attuale, come tutti i testi di Annibale Ruccello, “Notturno di donna con ospiti” è ricordato come uno dei capolavori del drammaturgo di Castellammare di Stabia, scomparso appena trentenne durante un incidente d’auto nel lontano 1986. Molte le affinità con “Le cinque rose di Jennifer”, il luogo periferico, un individuo chiuso da quattro mura, la paura dell’esterno, ma ancora più incisiva risulta l’indagine nella psiche della protagonista. Questa commedia nera è stata inscenata per la prima volta nel 1983, e già portata in scena in passato per la regia di Enrico Maria Lamanna con la stessa protagonista.

In scena infatti c’è Giuliana De Sio che torna dopo molti anni a vestire i panni di Adriana, casalinga con due figli e un marito metronotte. La donna, al secondo mese di gravidanza, vive in una casa di periferia, lontana ore dal centro, e passa le sue giornate tra le canzoni alla radio e le soap opera alla tv, frustrata e sola. Il marito Michele, infatti, non c’è mai, e quando c’è la tratta come un puro oggetto di piacere. Durante una calda notte estiva, Adriana, che aveva preso sonno sul divano davanti alla tv, viene svegliata da una donna. Nell’ospite, sconvolta per una aggressione, riconosce l’amica d’infanzia Rosanna. A mano a mano la casa verrà popolata da ulteriori ospiti: Arturo, marito di Rosanna, e Sandro, primo amore di Adriana.

Ma chi sono quei personaggi che popolano la sua casa? È solo un incubo o c’è del vero? La presenza degli ospiti e l’alcol porteranno la debole e frustrata psiche di Adriana a lasciarsi andare al ricordo dei genitori: un padre affettuoso e una madre autoritaria (entrambi interpretati magistralmente da Gino Curcione, che anche in panni femminili non sfocia mai nella facile trappola della caricatura). Le scene, colorate e kitsch a riprodurre l’ambiente domestico della casa a due piani, nascondono cassetti segreti e nuovi interni dove trovano sfogo i ricordi di Adriana e i segreti mai confessati.

La comicità del testo è solo di facciata, i momenti di riso lasciano spazio presto ad un amarissimo finale. I fantasmi del passato e gli incubi del presente, infatti, provocheranno in Adriana una reazione inaspettata e catartica, che la libera per sempre da quella prigione ossessiva che si chiama vita. Finale a sorpresa e in pieno stile noir.

Le scene dello spettacolo sono di Roberto Ricci, i costumi di Teresa Acone, il disegno Luci di Stefano Pirandello e le musiche di Carlo De Nonno. In scena Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Mimmo Esposito e Luigi Iacuzio. Repliche fino a domenica 9 novembre.

 

 

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