Avishai Cohen”s Triveni in concerto

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fotoAvishai Cohen tromba

Yoni Zelnik contrabbasso

Nasheet Waits batteria

Doppio concerto, sabato 6 dicembre alle 21 e alle 22,30, alla Casa del Jazz con Avishai Cohen”s Triveni. La serata fa parte della manifestazione “Musei in Musica 2014” promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale e organizzata da Zètema Progetto Cultura.

Trombettista e compositore apprezzato in tutto il mondo, Avishai Cohen presenta nella sua unica data italiana “Dark Nights” (Anzic Records), il suo settimo album come leader e al contempo il terzo “capitolo” discografico del suo elettrizzante, irresistibile Trio Triveni.

Il nome del gruppo si riferisce al Triveni Sangam, un luogo sacro in India, dove si incontrano tre fiumi – il Gange, Yamuna ed il mistico Saraswati. E’ un luogo di confluenza, un ambiente per comunicare con il magico. “Fa riferimento a come noi tre ci incontriamo in un certo luogo musicale e ne nasce qualcosa di speciale”, dice Cohen. La tempra di ogni fiume è percepibile ad occhio nudo: uno è placido, l’altro vigoroso e l’ultimo quasi non appare, sfiorando i ‘compagni’ con intense correnti subacquee.Non a caso, probabilmente, il trombettista israeliano ha scelto questo termine per dar vita al suo trascinante Trio, completato da due amici di sempre quali Omer Avital al contrabbasso (ma alla Casa del Jazz ci sarà Yoni Zelnik) e Nasheet Waits alla batteria: una combinazione che porta inevitabilmente ad un intenso interplay.L’essenza del suono etereo ed arioso di TRIVENI risiede nel modo in cui i musicisti- consapevoli l’uno dell’altro -riescono a creare linee fluide a far entrare nella musica lo spazio. Per capirlo si può provare ad immaginare gli artisti disegnare e dipingere insieme.L’album “Dark Nights” ha come ospiti per la prima volta la sorella di Avishai, la clarinettista Anat Cohen, oramai una superstar del jazz mondiale, il pianista Gerald Clayton, più volte nominato al Grammy, e la vocalist franco-israeliana Keren Ann. L’album è attraversato da un intimo lirismo fino ad arrivare ad un virtuosismo elettrizzante, passando dai classici del jazz ad inedite composizioni originali.

La poesia immortale di standard come “Lush Life” di Billy Strayhorn o “Goodbye Pork Pie Hat” di Charles Mingus si alterna al groove potente e alla dolcezza delle composizioni di Avishai, a volte accentuate dagli effetti della sua tromba.

Dall’inizio alla fine dell’album, il suono di Avishai Cohen non è mai stato così espressivo, a conferma di quello che il New York Times ha scritto di lui “un trombettista incredibilmente dotato, rilassato, espressivo e profondo, che combina abilmente sensibilità e originalità”

Nato e cresciuto a Tel Aviv, Israele, Avishai Cohen ha cominciato ad esibirsi nel 1988, all’età di 10 anni, e a muovere i primi passi della sua carriera di musicista con la Young Israeli Philharmonic Orchestra. Trasferitosi negli Stati Uniti, ha frequentato il prestigioso Berklee College of Music di Boston e nel 1997 ha conquistato una reputazione internazionale arrivando terzo al concorso Thelonious Monk Jazz Trumpet Competition. La Grande Mela diventa la sua patria adottiva ed è allo storico locale Small’s Club nel West Village che Avishai, insieme a musicisti della sua generazione quali Aaron Goldberg, Jason Lindner e il bassista Omer Avital, plasma la sua personalità di musicista. Tutti i suo lavori, sia quelli come leader che quelli in veste di co-leader o sideman, sono pervasi dalla freschezza, dalla spontaneità e dall’apertura mentale di quella scena newyorkese.

Rising Star – (categoria tromba) secondo il Downbeat Critics Poll nel 2012 e 2013, Avishai Cohen ha partecipato a tour in tutto il mondo con il prestigioso San Francisco Jazz Collective e con il The 3 Cohen Sextet, straordinaria band di famiglia” di cui fanno parte anche sua sorella Anat, clarinettista e sassofonista e suo fratello Yuval, sassofonista. Da citare la militanza nella Mingus Big Band e Mingus Dynasty e le recenti apparizioni a fianco di Kenny Werner e Mark Turner (nel suo ultimo progetto in quartetto per l’etichetta ECM)

La discografia di Avishai Cohen include sette album come leader: The Trumpet Player (Fresh Sounds New Talent, 2002), After The Big Rain (Anzic, 2007), Flood (Anzic, 2008), Seven (Anzic, 2008), Introducing Triveni (Anzic, 2010), Triveni II (Anzic, 2012) e Dark Nights (2014). Ha inoltre registrato quattro album come co-leader con The 3 Cohens Sextet e cinque con Third World Love, oltre ad essere apparso in molti lavori discografici con il San Francisco Jazz Collective. Come sideman è apparso, tra gli altri, nei progetti di Mark Turner, Anat Cohen, Yuval Cohen, Jason Lindner e della cantautrice Keren Ann.

Casa del Jazz

Viale di Porta Ardeatina, 55 – Roma

Info: 06/704731

Ingresso libero sino ad esaurimento posti

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