Il Diavolo scornato – Al di là del delitto Matteotti

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fotoScritto da Lia Tomatis

Regia di Angelo Tronca

con Riccardo De Leo, Gianluca Guastella, Lia Tomatis, Angelo Tronca

Costumi e scene Augusta Tribaldeschi e Ascanio Viarigi

Direzione tecnica e disegno luci: Michele Di Rocco

Produzione ONDA LARSEN Associazione Culturale

Progetto con il patrocinio di Fondazione Giacomo Matteotti – Onlus

e dell’Istituto della Resistenza di Cuneo

e della Provincia di Torino

Progetto vincitore del “Concorso di idee Off” di Moncalieri

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IL PROGETTO

Il 10 giugno 2014 è stato il novantesimo anniversario del delitto Matteotti: questa è la base su cui il nuovo spettacolo di Onda Larsen è stato costruito.

Quest’opera, però, non intende parlare soltanto della morte di un uomo, per grande che sia stato, ma dei significati profondi che scelte e idee portano con sé. Perché la morte finisce per essere considerata un “fatto individuale” per la quale si può certo celebrare l’uomo, la sua grandezza, il suo eroismo, la sua integrità morale; ma questo non può – non deve – essere abbastanza, perché svilisce o quasi tradisce il monito stesso di Giacomo Matteotti: “Uccidete pure me, ma l’idea che è in me, non l’ucciderete mai!”

Come nello spettacolo viene sottolineato, Giacomo Matteotti era pienamente cosciente del prezzo che avrebbe pagato per la sua idea e le sue denunce. Sembra infatti ancora sentire risuonare la frase che Matteotti rivolse ai suoi compagni di partito dopo aver tenuto il suo discorso alla Camera il 30 maggio del ‘24: “Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora tocca a voi preparate il discorso funebre per me”.

Doveroso è, quindi, il riferimento ad un altro avvenimento fondamentale: la sera dell’8 settembre, giorno del proclama ufficiale dell’armistizio da parte del maresciallo Badoglio, a Roma fu fondato il primo “Comitato di Liberazione Nazionale” (CLN) ed ebbe inizio la Resistenza, che proprio nell’antifascismo di uomini come Matteotti affonda le proprie radici.

Per questo (e non solo per far conoscere fatti meno noti, solo apparentemente storie minori) si vuole raccontare il “Delitto Matteotti”, evidenziando che è il “fatto collettivo” che si tenta di mettere a fuoco per far giustizia al sacrificio dell’uomo.

Quel delitto compiuto da una parte di italiani che, colpendo Giacomo Matteotti, cercarono di affossare in Italia tutti quei valori che invece si dimostreranno ben saldi e forti nel momento in cui si trattò di scrivere la nostra Costituzione.

Questo nuovo progetto, dunque, racchiude tante idee e principi:

– un omaggio alla Costituzione Italiana e ai suoi valori fondanti che ben si leggono nella storia

e nella personalità di Giacomo Matteotti;

– un netto rifiuto a chi cerca di riscrivere pagine della nostra storia evidenziando risultati

ottenuti e dimenticando di parlare del prezzo pagato. L’opposizione salda verso chi rivendica per alcuni delinquenti lo status di persone con un idea diversa, omettendo molti fatti e ragioni che spinsero costoro a compiere scelte e atti che l’Italia pagò duramente;

– un momento di riflessione sui concetti di “bene” e di “verità” e sulla necessità di cercarli sempre oltre le apparenze, non accettando soluzioni e risposte preconfezionate da altri, ma ponendosi in un atteggiamento di ricerca e verifica di quanto ci viene posto sotto gli occhi, ricordando sempre di distinguere tra risultati e metodi per ottenerli. D’altra parte, anche se può sembrare contraddittorio, non bisogna dimenticare che la sostanza è anche forma e la forma sostanza, per comprendere cos’è l’apparire e cos’è l’essere;

– la voglia di non dimenticare e soprattutto di far conoscere la complessità di un grande uomo e della sua e della nostra storia ai più giovani, perché novant’anni sembrano molti e certi nemici della democrazia sembrano così lontani da apparire sconfitti per sempre, ma il “diavolo” (con corna o senza) va a braccetto con molti egoismi e con l’ingiustizia sociale, che continua a far parte di questo mondo e che guida molte politiche anche oggi;

– la speranza, la nostra storia personale e quella collettiva finirà proprio come descrive nonna Maria nelle battute finali con un Matteotti vincitore e un Dumini battuto, sconfitto. Senza, però, dimenticare che quella speranza va supportata da volontà, impegno, preparazione e onestà (soprattutto con noi stessi).

SINOSSI

Tre ragazzi si apprestano a festeggiare il centododicesimo compleanno della nonna. Nel soggiorno della sua casa, tra confidenze sentimentali, si rappresenta il copione di una storia “vera” drammatizzata da lei e dai suoi nipoti. Questa volta la storia raccontata, è quella del delitto Matteotti, di alcuni momenti significativi della sua attività politica, il processo, l’arresto e la detenzione di uno dei suoi assassini (Dumini).

I personaggi si fanno attori e poi ancora altri personaggi, allestendo la storia sotto gli occhi dello spettatore che da osservatore diventa vero a proprio testimone della vicenda. Il racconto di nonna Maria è buffo e originale ma i fatti e i dati storici sono tutti esatti e verificabili.

FORMA, GENERE, STILE

La linea di genere tenuta dall’autrice per questo spettacolo è quella della commedia con contaminazioni onirico-surreali. La verità storica è costantemente certificata (a parte alcune figure come quella di Maria o del barbiere) anche grazie a stralci di conversazioni e dichiarazioni raccolte negli archivi sul caso Matteotti. Documenti audio diffusi in sala durante la narrazione.

Il titolo della commedia vuol essere un omaggio alla nonna dell’autrice che da buona napoletana sapeva bene che “‘O DIAVULE NUN TENE ‘E CORNA!”, cioè che il diavolo non è così sciocco da presentarsi come “brutto e cattivo”, perché sa che raccoglie molto più consenso e seguito cercando di affascinare, sedurre le sue vittime e per questo sceglie per sé non le corna ma ben altra forma.

I PERSONAGGI

I personaggi storici vengono raccontati attraverso le vicende e i racconti di personaggi inventati. In una sequenza onirica, inoltre, incontriamo diversi personaggi storici, tra gli altri, lo stesso Matteotti. Ed è proprio Matteotti il vero protagonista dell’opera, ma viene raccontato attraverso tutti gli altri personaggi che vivono in scena: Amerigo Dumini, uno degli assassini di Matteotti, il barbiere Vincenzo e nonna Maria, che da “voce” narrante si fa interprete e regista dell’evocazione di tutta la storia, grazie anche all’aiuto dei suoi nipoti.

Lo spettacolo è diviso in tre situazioni” (oggi, ieri, incubo) in cui si alternano personaggi inventati e personaggi storici. Questi ultimi si esprimono attraverso stralci di documentazione storica ufficiale.

A CHI E’ RIVOLTO

E’ rivolto non solo ad un pubblico adulto e avvezzo al linguaggio teatrale, ma anche ad un pubblico giovane, composto dai ragazzi delle scuole medie e superiori. L’Istituto della resistenza di Cuneo, infatti, ha riconosciuto la valenza didattica del testo che racconta, attraverso le vicende appassionanti e divertenti dei protagonisti, la Storia, o almeno una parte di essa, del fascismo. L’Associazione Onda Larsen è al suo secondo spettacolo con una matrice storico-didattica: il primo intitolato “La spedizione dei mille…+5 in ritardo” sull’Unità d’Italia scritto sempre da Lia Tomatis, ha toccato molte scuole del panorama torinese suscitando molti consensi.

PREMI E RICONOSCIMENTI

Il testo inedito, ha debuttato il 26 Ottobre 2013 al Teatro Civico Matteotti e ha aperto la stagione OFF. E’ stato vincitore del bando “IDEE OFF” indetto dal Teatro stesso aggiudicandosi il primo premio. E’ stato inserito anche nella rassegna “Piemonte in scena vetrina per giovani compagnie” del circuito Torino Spettacoli con una replica prevista per gli studenti del liceo e una conferenza sui temi del testo con interventi di rappresentanti dell’Istituto della Resistenza di Torino, docenti dell’Università di Torino e il cast artistico.

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ONDA LARSEN Associazione Culturale

Via Oropa 129 bis, 10153 Torino (TO), C.F.92054180051 – I.V.A.:. 01470740059 – Tel.: 3387337247 – 3393881949

e-mail: ondalarsenteatro@gmail.com www.ondalarsen.org

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