Malacosa in “Ondanovax, uno spettacolo cantato”

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fotoLo spettacolo Ondanovax ha avuto la fortuna di essere presentato per la prima volta in uno spazio molto conosciuto a Pinerolo: Il Baco. Dico fortuna perché, dato il tipo di spettacolo molto particolare, nessun’altro luogo sarebbe stato più adatto.

Il Baco è un piccolo spazio composto da due sale, ed è soprattutto luogo artigianale. Qui un burattinaio cileno Sergio, che si fa le marionette da portare nelle strada e non solo, ha creato uno spazio, coadiuvato da pochi altri/e dove si cerca di fare cultura coi pochi mezzi a disposizione. Si trova nella parte medioevale della città, in via Archibugieri (già il nome è tutto un programma), fra rilegatorie ed ebanisterie in cerca di sopravvivenza.

Durante l’anno capitano spesso serate di Arte Varia, dove vengono invitati artisti di varie discipline, dalla musica al teatro improvvisato, dalla danza ai narratori di storie ai burattinai per presentare il proprio lavoro, mangiare e bere qualcosa insieme e fare quattro chiacchiere. E ci sono anche le serate dedicate ai racconti, dove chi vuole può leggere proprie storie, o novelle che gli sono piaciute con l’intento di condividere l’amore per il racconto e per stare insieme agli altri (il mangiare ed il bere rimane caratteristica costante di queste serate).

Ma veniamo allo spettacolo: “La compagnia Malacosa nasce dalla volontà di Francesca Contini, Giulia Marra e Massimiliano Toffalori di portare avanti una ricerca teatrale in cui le componenti del canto, della musica e delle azioni siano fortemente connesse nella realizzazione dei progetti artistici. Ondanovax è il primo risultato spettacolare nato dopo un percorso di ricerca durato alcuni anni. Il primo incontro dei tre componenti di Malacosa risale al 2008, quando si sono conosciuti durante uno dei numerosi workshop che hanno frequentato con Tage Larsen presso la sede dell’Odin Teatret di Holstebro”.

In scena tre personaggi con tute alla Morky&Mindy, quelli di NanoNano per intenderci, che proiettati in un futuro prossimo sono oppressi da una voce radiofonica, Ondanovax appunto, che anticipa ogni loro necessità e li costringe ad ascoltare improbabili interviste, in lingue sconosciute. Solo quando questa voce si interrompe, forse per guasti vari, possono esprimersi in modo liberatorio e lo fanno con canzoni ed armonie a cappella, molto coinvolgenti ed eleganti che aprono squarci di immagini e sensazioni altrimenti impensabili in una realtà così asfittica.

È una ricerca teatrale che privilegia la sperimentazione corporea e vocale a discapito della narrazione logica, motivo per cui un ambiente di creatività pura come è un laboratorio di burattini è l’ideale per spettacoli del genere. Punti forti della narrazione sono, oltre alle armonie, sempre molto intonate e di varie provenienze, l’uso del corpo nello spazio seppur ridotto (molto interessante il gioco di schiene rivolte verso il pubblico, che denudate e con l’ausilio di particolari giochi di luci, parevano disporre di un loro linguaggio), e il divertimento spesso presente negli attori, che veniva trasmesso al pubblico.

Punti deboli: la ripetitività di alcune situazioni che diventavano per questo prevedibili ed un uso di oggetti poco utili alla storia (lo scatolone contenitore di tutte le panacee, la manina allungabile, i contenitori del pranzo). Il pubblico non numeroso, ma solo perché il numero delle sedie era limitato dato il luogo, era molto attento ed alla fine ha applaudito convinto. Uno spettacolo ricco e non banale, che terminava con un famoso pensiero taoista tratto dal canone di Zhuang Zi (chuan tzu, epoca 400 a.c. circa): “Una volta Zhuang Zi sognò che era una farfalla svolazzante e soddisfatta della sua sorte e ignara di essere Zhuang Zi. Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore di essere Zhuang Zi. Non seppe più allora se era Zhuang Zi che sognava di essere una farfalla o un farfalla che sognava di di essere Zhuang Zi. Tra lui e la farfalla vi era una differenza. Questa è ciò che chiamano la metamorfosi degli esseri.”

ONDANOVAX, uno spettacolo cantato

con Francesca Contini Giulia Marra e Massimiliano Toffalori
regia di Massimiliano Toffalori
musiche originali di Giulia Marra e Massimiliano Toffalori
una produzione Associazione BACO Botteghe delle Arti COntromano

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