“Punto d’Azione” di Matteo Levaggi con MaggioDanza

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Foto di Simone Donati - Terraproject
Foto di Simone Donati – Terraproject

IL RITORNO DI MAGGIODANZA

Come nei giochi di prestigio un oggetto scompare e riappare, così MaggioDanza sparisce nella veste di Firenze Danza by Mag.Da e ricompare con il nome primigenio di un corpo di ballo che ha segnato la storia della danza italiana e che da anni lotta con alterne vicende e passaggi di direzione per continuare ad esistere, anche se in forma ridotta. Eh sì perché al Teatro Goldoni di Firenze in Punto d’Azione, un collage di coreografie di Matteo Levaggi ispirate alle celebri musiche di Ennio Moricone, la compagnia si è presentata in sedici elementi. Gli ‘irriducibili’ per la felice caparbietà con cui imperterriti continuano a danzare e a dimostrare di ‘essere vivi’.

Non volendo entrare nel merito delle polemiche tra Mag.Da, la società a cui erano stati dati in gestione l’organico e le sue produzioni di balletto sotto la direzione di Davide Bombana, e la Fondazione del Teatro dell’Opera di Firenze, per il momento e in attesa di nuovi sviluppi della complicata vicenda, ad occuparsi del corpo di ballo fiorentino è Giorgio Mancini, peraltro già direttore dal 2003 al 2007 e “coreografo e responsabile artistico” nel 2013. Sarà lui infatti a firmare lo spettacolo natalizio di MD sul tema “amore e morte” con la prima assoluta di Tristano e Isotta” e il II atto della sua versione di Giselle, ou les Wilis in sostituzione de Les 4 Saisons di Preljocaj, previsto dalla società ‘magdense’.

In attesa di questo debutto, che avverrà il 28 e i 30 dicembre con una coda il 4 gennaio, il nostro MD accompagnato dal vivo dall’Orchestra da camera “I Nostri Tempi” diretta con passione da Edoardo Rosadini, ha presentato Punto d’Azione di Levaggi, con costumi di Samantha Stella e luci di Luciano Roticiani. Un lavoro commissionato da Mag.Da con l’avallo dello stesso Bombana e nato dall’interesse per Levaggi. Un giovane dancemker considerato tra i nomi di punta della coreografia attuale, legato al Balletto di Torino, accreditato a livello internazionale e selezionato per il progetto del New York Choregraphic Institute/NewYork City Ballet diretto da Peter Martins.

Punto d’Azione è un articolato balletto contemporaneo, costruito su ensemble, soli, duetti, terzetti, quartetti, quintetti, che via via scorrono come le scene da film, quelli musicati da Moricone, Oscar alla carriera nel 2007, e su un linguaggio ‘post-classico ‘alla Forsythe’ che fa tesoro anche del post-modern di Cunningham. Una poetica quella di Levaggi, in linea con gli sviluppi di parte della danza odierna, che privilegia la purezza del movimento, chiama in causa il corpo come veicolo di espressione non verbale e si riflette nella musica in un dialogo continuo.

E nello spazio ovattato del Goldoni non sono mancati momenti coinvolgenti con le colonne sonore di Metti una sera a cena, Deborah’ s Theme, Chi Mai, o con l’esecuzione di Quarto Concerto, una partitura astratta, ma nella resa il corpo di ballo non ha sempre convinto. E se il comparto femminile con Letizia Giuliani e Gisela Carmona Gálvez in testa, seguite da Federica Maine, Elena Barsotti e le altre, non ha deluso, la sezione maschile non ha risposto alle aspettative ad eccezione di Zhani Lukaj e pochi altri. Complice anche la scelta non proprio adatta dei costumi di Quarto Concerto.

Inoltre le coreografie dell’ultima parte dello spettacolo, tutta dedicata al west ‘moriconiano’ con Django, C’era una volta il west, Il Buono, il Brutto, il Cattivo, Per un pugno di dollari, sono apparse poco in sintonia con la musica costringendo i ballerini ad assecondare un atmosfera più da cowboys che da danzatori. Danzatori che però sono stati molto apprezzati dal pubblico e salutati da applausi calorosi. Un dato, questo, confortante e ben augurante. Non ci resta dunque che attendere la prossima uscita di MaggioDanza con la première di Tristano e Isotta, il balletto di Giorgio Mancini su musica di Wagner, – “una narrazione emotiva” come la definisce il coreografo – che si avvarrà della presenza delle étoiles dell’Opéra di Parigi Dorothée Gilbert e Mathieu Ganio, e la ripresa del II atto di Giselle, ou les Wilis nella versione che Mancini del 2013 e interpretata da MD. Appuntamento dunque al Teatro dell’Opera di Firenze il 28 e il 30 dicembre e il 4 gennaio.

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