Vent’anni di “Nummere”

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fotoA Napoli giocare a tombola durante le feste è un imperativo categorico, non ci si può sottrarre. Al teatro Galleria Toledo, da vent’anni, questo rito è diventato uno spettacolo di successo. “Nummere”, la scostumatissima tombola napoletana di Gino Curcione è un appuntamento ormai fisso per le vacanze natalizie degli spettatori partenopei. Una vera e propria partita a tombola con tanto di spiegazione dei significati e della numerologia legata alle novanta cifre del “panaro”.

La formula è semplice ma efficace. Oltre al biglietto di ingresso allo spettatore vengono date due cartelle e qualche stuzzichino per bucarle. Sul palco un tavolo, il mitico panaro con i novanta numeri della tombola, qualche sedia e schierati in fondo i doni per il pubblico. Già perchè a questa tombola si vince davvero. Gli sponsor mettono a disposizione tanti cadeaux per il pubblico. E così gli ambi, i terni e le quaterne diventano occasione per invitare i vincitori sul palco e raccontare un po’ di loro.

Uno spettacolo dove il pubblico e l’artista (un bellissimo Curcione in panni femminili) si mescolano e cooperano. Ad arricchire la partita la numerologia, l’antico culto dei significati legati ai novanta numeri che, come spiega Curcione in un excursus storico sulla storia della città prima di iniziare a giocare, proviene da molto lontano, un’antichissima tradizione a cui Napoli non ha mai rinunciato. La tombola del resto nasce proprio dal fatto che per un periodo, a metà del XVIII secolo, fu vietato il gioco del lotto. I napoletani, quindi, non rinunciando al culto dei numeri, inventarono il lotto in versione casalinga.

La sapienza di Curcione e vero motore dello spettacolo sta proprio nell’arte di combinare i significati legati ai numeri, di inventare storie, guizzi di fantasia, momenti esilaranti legati al significato di ogni singola cifra, coinvolgendo il pubblico seduto e arricchendo l’atmosfera di festa. Una piacevole tradizione che si fa teatro, spettacolo unico e sempre diverso ogni sera da più di vent’anni.

 

 

 

 

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