Torno indietro e uccido il nonno

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Foto di Lucia Baldini
Foto di Lucia Baldini

Impresa non facile trasferire a teatro argomenti scientifici: la grande piacevolezza de ‘Il principio dell’incertezza’, spettacolo del novembre 2014 dedicato alla fisica, in particolare alla meccanica quantistica, ne ha dimostrato, tuttavia, fattibilità e successo.

La nuova opera Torno indietro e uccido il nonno, che ha debuttato al “Festival della Scienza” di Genova nell’ottobre 2014, vede nuovamente il teatroscienza di Andrea Brunello, in scena questa volta con Roberto Abbiati, affrontare un tema impegnativo, anzi più sfuggente e ‘sgusciante’ come il tempo, argomento che ha comunque richiami esistenziali, filosofici, fantascientifici… anche se la finalità precipua sembra qui essere l’argomentare su dubbi dei fisici partendo dal quesito “Dove va il Tempo che passa?” – che già si poneva Albert Einstein riflettendo sul concetto di spazio-tempo – supponendone altri di pari pregnanza e stimolando al riguardo interesse, curiosità e meraviglia.

In verità il titolo fa pensare al “Paradosso del nonno”, uno dei paradossi più conosciuti, trattati e utilizzati in letteratura e nel cinema allo scopo di dimostrare l’impossibilità dei viaggi nel tempo e nato dallo scrittore francese di fantascienza René Barjavel che nel romanzo Il viaggiatore imprudente (1943) si chiede cosa accadrebbe a un crono-viaggiatore che tornando nel passato uccidesse per errore il nonno prima che sposasse la nonna interrompendo la linea genealogica che porta al viaggiatore stesso.

Se si pensa che tale discorso di fondamentale importanza viene trasmesso anche alle giovani generazioni attraverso le pagine di Topolino, fumetto per bambini, in cui il Dottor Enigm – scienziato atomico ispirato al fisico Albert Einstein di cui però non ha i tratti somatici – e il suo collaboratore spesso spediscono nel passato tramite un’antiquata “macchina del Tempo” Topolino e Pippo allo scopo di capire e svelare eventi misteriosi della storia con la raccomandazione però di non modificarli, si ha la conferma che si è di fronte a una tematica affascinante e intrigante per l’umanità.

Nella pièce si tratta della storia di un uomo che invoca un nonno non più esistente salvo che in spirito affinché porti conforto al nipote e… anche agli spettatori che, malgrado la simpatica e dolce interpretazione dei due personaggi (Clown Augusto e Clown bianco), rischiano di perdersi nella vorticosa e criptica conversazione surreale al ritmo della bella musica dei Radiohead. Gli incontri di approfondimento prima dello spettacolo possono aiutare a entrare meglio in medias res.

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