Questa immensa notte

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fotodi Chloë Moss

traduzione di Eliana Amadio e Laura Sicignano
regia di Laura Sicignano

con Orietta Notari e Raffaella Tagliabue
scene di Laura Benzi

costumi Maria Grazia Bisio
produzione Teatro Cargo

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Lo spettacolo si svolge interamente nel monolocale di Mary, piccolo, senza pareti e disordinato con un divano letto, una poltrona sgangherata e una tv senza audio sempre accesa, tanto squallido quanto rassicurante.

Mary e Loredana sono state tanti anni in carcere, e lì sono diventate amiche in modo profondo come solo vivere fianco a fianco per anni ti può rendere.

Mary e Loredana però ora sono fuori, e sono libere, ma si accorgono che la vera libertà sta nella tua mente e loro nella mente sono ancora in prigione.

«Non ti sono venuta più a trovare perché mi mancava troppo il carcere»: così esordirà Mary.

Dove può essere la libertà per due donne sole, senza nessuno a cui rivolgersi, con un passato di droga, violenza e prigione, senza soldi, non più giovani e senza qualifiche?

Loredana e Mary ci sperano comunque, urlano, lottano, vogliono cambiare il proprio presente, anche se fuori è pieno di brutture, se le speranze vengono continuamente infrante e ogni giorno per strada c’è qualcosa che spezza il cuore.

Riescono ancora a essere ironiche, a sorridere, a ballare, cantare a squarciagola bevendo birra e ad abbracciarsi.

Il loro legame è morboso, non sono solo amiche, sono sorelle, madri e figlie, compagne, alleate. Se ne rendono conto, solo a volte, e in quelle volte i loro caratteri impulsivi e i loro traumi di abbandono, esplodono in gesti e liti furiose.

Devono staccarsi, devono continuare la loro vita da sole, togliersi il carcere da dentro e iniziare una nuova vita.

Ma alla fine, piove troppo…perché non rimani ancora un po’ qui, Loredana?

Il fatto che le due donne non riescano a lasciarsi ci fa quasi tenerezza, in fondo ci rendiamo conto che è giusto così, che affrontino la realtà insieme, quella realtà che è così dura e crudele con loro e solo così viene un po’ addolcita al suono della musica di Patty Pravo.

Una storia di intimità, una storia di donne, che racconta come l’amicizia femminile sia un po’ difficile da raggiungere, ma che una volta raggiunta sia totale, devota e profonda, sebbene complicata.

Una storia di attualissimi problemi sociali: il carcere non deve essere solo una punizione, ma una correzione, un aiuto per riabilitarsi e rientrare nella società e non deve avere come risultato lo straniamento e l’isolamento della persona che ha scontato la sua pena.

Ricco di spunti il testo di Chloë Moss con la sublime regia di Laura Sicignano. I costumi di Laura Benzi e le scene di Maria Grazia Bisio con il loro realismo sono molto efficaci e fanno calare completamente nella storia. Emozionante e convincente la recitazione delle due protagoniste Orietta Notari e Raffaella Tagliabue.

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