Radici di carbone – Spettacolo di narrazione quasi muto con Clown

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Foto di Alberto Faraboschi

Produzione Valigie Leggere

Con Maurizio Vai, Stefania Milia, Laura Costa, Sonia Salsi

Regia Laura Costa

Drammaturgia Laura Costa e Sonia Salsi

Scenografie e costumi Maurizio Vai

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Dedicato ai figli di Italiani migrati in Belgio, alle anime che cercano radici e a tutti coloro che hanno più patrie.

ISPIRATO AL LIBRO DI SONIA SALSI: Storia dell’immigrazione in Belgio: Il caso del Limburgo, 2013, Pendragon Bologna

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All’età di 36 anni le radici della mia famiglia si sono svegliate, i ricordi sono riemersi, il bisogno di sapere ha aperto la mia ricerca.” Così inizia lo spettacolo che racconta la storia di Sonia Salsi, figlia di migranti e migrante a sua volta. Sonia non si sente interamente belga, pur essendo nata li ma neanche italiana, come i suoi genitori. Il grande desiderio di Sonia è di svelare, a se stessa, la sua doppia natura; ciò ha condotto la sua anima, come un’Alice nel paese delle meraviglie, a rivivere tempi e luoghi a lei apparentemente sconosciuti e a fare esperienza di quegli accadimenti che l’hanno portata ad essere quello che è. Così accade nello spettacolo, che si sviluppa partendo dalla narrazione di fatti, che vengono poi trasformati in azione dai clown e, quindi, tradotti in emozioni.

La storia personale diventa così pretesto per narrare la migrazione degli Italiani verso le miniere belghe ma, ancor più in generale, a comprendere le ragioni dei migranti nel mondo, costretti a lasciare i loro paesi d’origine per fuggire dalla guerra, dalla fame, dalla mancanza di lavoro e libertà.

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LE RADICI

Sonia Salsi nata in Belgio da Giovanna Macchini ed Egisto Salsi, rispettivamente casalinga e minatore.

Egisto Salsi nato nel 1935, in piena epoca fascista.

Giovanna Macchini nata nel 1941, durante la seconda guerra mondiale. Egisto Salsi migra con la sua famiglia da Polinago (Mo) verso il Belgio nel1946, entra in miniera a 14 anni.

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IL VIAGGIO

Nel dopo guerra il manifesto di color rosa, che prometteva soldi e case, invade i villaggi di povera gente, convincendola a partire per il Belgio, nella speranza di poter migliore le proprie condizioni di vita.

Iniziava così, un’epopea di massa, tra viaggi estenuanti, visite mediche, ricerche burocratiche non prive di difficoltà, sino all’arrivo deludente in Belgio per le mancate aspettative.

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LA MINIERA

Uomini” di ogni nazionalità e religione si trovavano a lavorare in condizioni estreme, nel ventre della terra, al buio e al caldo. Ogni volta che scendevano, rischiavano la morte, i feriti erano all’ordine del giorno e le sirene scandivano tempi e avvenimenti della miniera. Le donne in superficie, tra panni da lavare e bambini da allevare, attendevano con ansia il ritorno dei loro cari. L’essere umano che si trova a vivere in situazioni estreme, diventa più solidale.

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LA CONVIVENZA

Il Belgio, grazie ai migranti, ha trasformato la sua urbanistica territoriale, laddove c’erano baracche, sono sorte delle vere e proprie cité (villaggi-giardini). Laboratori umani di pluriconvivenza, a volte forzata, che però hanno dato vita a scambi culturali, altrimenti impossibili.

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RADICI DI CARBONE

A tutti coloro che, come Sonia Salsi, sono nati e/o cresciuti in un luogo straniero, alla fine di questo viaggio, sorge la domanda: dov’è la mia radice?”

Forse non è in un paese ma nelle ragioni, nei luoghi e nei fatti che hanno portato a migrare. Per questo, la radice di Sonia Salsi, come forse di molti figli di minatori migranti, è nel

Valigie leggere

Il luogo che cerchiamo non è solo uno spazio fisico, ma anche uno spazio emotivo che permetta di scoprire, seguire ed espandere la propria anima, o verità profonda. Quando le valigie leggere si posano e si aprono, è allora che nasi rossi, mani magiche,  numeri e alberi genealogici danno vita a spettacoli teatrali, percorsi di ricerca personale, conferenze, massaggi, ripetizioni, traduzioni, sedute sporadiche, panchine spiritiche. Tra il serio e il faceto valigie leggere vuole contribuire a trasformare la fuga per la sopravvivenza in serenità per l’esistenza.

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Teatro Officina

via Sant’Elembardo 2 – Milano

Tel. 02.25.53.200 – Fax 02.27.000.858 – e-mail info@teatroofficina.it – www.teatroofficina.it

MM1 Gorla | Bus 44 e 86

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Informazioni:

13 – 14 febbraio ore 21.00

Orari spettacoli: Feriali ore 21.00 – Festivi ore 16.00

Ingresso comprensivo di tessera associativa annuale: €10

Prenotazione obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it

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