68° Ciclo di Spettacoli Classici

0
231
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoE’ stato presentato a Roma il programma del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza. Sono intervenuti la Direttrice Artistica Emma Dante, il Vicesindaco e Assessore alla Crescita del Comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci, il Presidente della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza Flavio Albanese.

Nell’accettare lo scorso anno la direzione biennale dell’Olimpico, la regista siciliana aveva definito l’incarico come una meravigliosa sfida, riconoscendo i segni dell’incoscienza e dell’azzardo nel mettersi a tu per tu “con la maestosità della storia e dell’antica e solida presenza di un’eco lontana”. Fascino dell’ignoto, superamento delle barriere, esplorazione di spazi sempre nuovi, ma anche cura e rispetto per i fragili fiori dell’arte, sono i tratti che caratterizzano quest’anno la sua scelta, orientata verso “artisti capaci di sfuggire a se stessi, di staccarsi dal proprio io e ricercare l’altrove. Artisti scomodi, irrequieti, che partendo dalla radice generano rami attorcigliati in un groviglio odoroso. Rami nuovi. Di una pianta rara che non si è mai vista. Il tema di quest’anno è dunque la fioritura del teatro nel teatro, in un luogo difficile da raggiungere e impedito dalle nuvole, che contiene dentro di sé il seme”. Il seme de “I Fiori dell’Olimpo”. Questo è infatti il suggestivo titolo scelto da Emma Dante per la sua nuova avventura, nel teatro coperto più antico del mondo.

IL PROGRAMMA

Ad aprire il cartellone del 68° Ciclo di Spettacoli Classici sarà il 18 e 19 settembre la prima italiana della nuova creazione di Angelica Liddell dal titolo “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Cantata BWV 4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!”. Lo spettacolo è la terza parte del Ciclo delle Resurrezioni dopo “You Are my Destiny” (Lo stupro di Lucrezia) e “Tandy” ed ha debuttato con successo lo scorso 19 marzo al Théâtre Vidy di Losanna. Angelica Liddell viene definita da diversi anni come l’artista europea più eccessiva, surreale, violenta, fisica, fortemente contemporanea ma dai toni a tratti arcaici, originari. Ognuno dei suoi spettacoli è un tentativo di redenzione. Ѐ come se prendesse su di sé e sul palcoscenico il dolore del mondo, trasferendo il male generato dalla collettività nell’intimità del suo corpo e cercando la catarsi attraverso il gesto artistico. Di questo lavoro dice: la Lettera di San Paolo ai Corinzi contiene una delle più appassionate difese dell’amore che siano mai state concepite. Ma abbiamo lavorato sul testo per costruire un’eresia: trapiantare il fervore dell’amore sacro nel territorio dell’amore profano. Si tratta di una mistica rovesciata che cerca di trovare il senso del sacro all’interno dell’eresia stessa.

Dal 19 al 25 settembre Emma Dante condurrà un laboratorio teatrale sui primi libri dell’Odissea dal titolo “Festa di nozze la molto bramata regina ci prepara!” in cui si cercherà di inquadrare le due piccole comunità che, durante l’assenza di Odisseo, vivono nella reggia di Itaca intorno a Penelope: i Proci, maleducati, rozzi e volgari ma dotati di voci soavi in quanto educati al canto sin dall’infanzia; e le ancelle, uniche compagne di Penelope e sue sostenitrici nella triste attesa del marito Odisseo. Le informazioni sul bando di partecipazione al laboratorio sono disponibili dal 7 aprile: www.tcvi.it/it/classici2015; infolimpico@tcvi.it; tel. 0444 327393.

Il 26 e 27 settembre la regista siciliana presenterà al pubblico di Vicenza il lavoro degli allievi della scuola delle arti e dello spettacolo che dirige da un anno presso il Teatro Biondo di Palermo. I giovani avranno l’occasione di confrontarsi con lo spazio scenico realizzato dallo Scamozzi nel 1585, lavorando su “Odissea – movimento n. 1”, un testo liberamente tratto dal poema di Omero e incentrato sull’attesa del ritorno di Odisseo e sulla consapevolezza di Telemaco del necessario passaggio all’età adulta. L’Eroe è partito da 20 anni alla conquista di Troia. I Proci occupano la reggia di Itaca in attesa della resa di Penelope. Le giornate si susseguono tra banchetti, musica e schiamazzi mentre la speranza di veder tornare Odisseo si affievolisce sempre più. Un figlio, l’attesa del padre, il ritorno, l’origine. Tutto diventa metafora del viaggio di ogni essere umano verso la conoscenza.

Quindi il 2 e 3 ottobre un’altra prima italiana: “Primal Matter” di Dimitris Papaioannou. Performer, artista visivo, disegnatore e soprattutto coreografo, Papaioannou è figura di punta della danza contemporanea greca. Si è fatto conoscere fuori dai confini nazionali quando nel 2004 gli fu affidata la cerimonia di apertura (un omaggio al Dio Apollo) e di chiusura (sul mito di Dioniso) dei Giochi Olimpici di Atene. Di grande impatto estetico, Primal Matter è una pièce per due danzatori. Il corpo umano viene qui usato come un campo di battaglia, afferma il coreografo. Tento di farlo a pezzi per poi rimontarlo di nuovo e di portare alla luce le tematiche che circondano il mistero dell’esistenza. Il dialogo tra il corpo vestito e quello nudo stimola l’immaginazione visiva … Volevo un nudo che fosse libero dalla vergogna della nudità come dal narcisismo della consapevolezza erotica. Un nudo precristiano, anche se i suoi movimenti in scena evocano spesso immagini religiose.

E sempre il corpo è il protagonista scenico il 9 e 10 ottobre del nuovo allestimento di “Eumenidi” che Vincenzo Pirrotta ha pensato per Vicenza riprendendo lo spettacolo da lui realizzato nel 2004 per la Biennale di Venezia. Allievo del maestro Mimmo Cuticchio, Vincenzo Pirrotta ha lavorato con i più grandi registi ed attori del teatro italiano. Dal 1996 conduce una personale ricerca sulle tradizioni popolari, innestando rituali arcaici al teatro di sperimentazione. In questa nuova versione per il Teatro Olimpico, protetto dall’Unesco per la sua stupefacente architettura palladiana, Pirrotta ha inserito i risultati di una sua ricerca sul blues applicato alle vocalità popolari. Alcune parti saranno così, come dice lui stesso, cuntate attraverso questa nuova forma di blues arcaico. Verranno anche utilizzati i modi gergali della zona di Alcamo, che è stata la culla del volgare italiano, mentre il “baccàghiu”, una sorta di argot della malavita siciliana, sarà il colore delle parole delle Erinni.

Il 16 e 17 ottobre è la volta del regista napoletano Davide Iodice – da tempo impegnato in un intenso lavoro antropologico sulla coniugazione tra fare artistico e sociale – che in questa nuova produzione si affida alla scrittura di Valeria Parrella e all’interpretazione di Isabella Ragonese e Michele Riondino per dare voce al mito di “Euridice e Orfeo”. Sul perché della sua grande attualità, afferma l’autrice del testo, molta letteratura ha provato la sua risposta. Gluck, Anouilh, Cocteau per le scene, ma anche Bufalino, Pavese. Ognuno ha una risposta diversa su quell’ultimo voltarsi di Orfeo, sul perché lo fa… Ho scritto così una novella che diventa un testo teatrale, una storia non realistica: piuttosto orientata alla filosofia e alla psicologia della perdita e dell’elaborazione del lutto. Un’opera a due voci, ma con molti altri punti di vista.

Infine Alessandro Baricco, artista eclettico, impegnato nel teatro, nella musica, nel cinema, nella televisione. Per il Teatro Olimpico Baricco sta scrivendo un racconto, “Palamede, l’eroe cancellato” che andrà in scena in prima assoluta il 28, 29 e 30 ottobre e che lo vedrà in prima persona sul palcoscenico, insieme ad altri attori ancora in via di definizione. Palamede è una figura singolare: fu infatti condannato a morte perché denunciato da Odisseo per aver venduto i piani di

guerra achei ai troiani. Non era vero affatto, si trattava solo di un duello tra due élite intellettuali. Il duello lo vinse Odisseo, fabbricando personalmente le prove della colpevolezza di Palamede, il cui nome fu cancellato dalla memoria: in Omero ad esempio non appare neanche una volta. Ma, dato che anche i perdenti hanno una loro vitalità, la sua storia sopravvisse in alcune narrazioni meno ufficiali, e da lì è tornata lentamente in superficie…

Sede degli spettacoli: Teatro Olimpico, Piazza Matteotti, 3 – Vicenza

I biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Comunale, sul sito www.tcvi.it e in tutte le filiali della Banca Popolare di Vicenza.
Il prezzo dei biglietti è di 28,00 euro (intero), 24,00 euro (ridotto over 65) e 15,00 euro (ridotto under 30). Per lo spettacolo “Palamede, l’eroe cancellato” il costo è 30,00 euro (intero), 25,00 euro (ridotto over 65) e 16,00 euro (ridotto under 30). Per lo studio “Odissea – movimento n. 1” il costo è 24,00 euro (intero), 20,00 euro (ridotto over 65) e 12,00 euro (ridotto under 30).

Sconto del 10% per chi acquista due spettacoli diversi; sconto del 20% per chi acquista da 3 a 6 spettacoli diversi.

Riduzioni (applicate solo presso la Biglietteria del Teatro Comunale) per: abbonati del Teatro Comunale o dei teatri della provincia di Vicenza (rete dei teatri Vi.Vi.) previa esibizione della tessera di abbonamento, per gruppi di minimo 10 persone e per gruppi di studenti e convenzionati con il Teatro Comunale.

La Biglietteria del Teatro Comunale è aperta dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 18.15, fino al 20 giugno. Dal 1° aprile i biglietti sono in vendita anche alla Biglietteria del Teatro Olimpico (ogni giorno dalle 11 alle 13 e dalle 13.30 alle 16, tranne il lunedì).

Per il laboratorio di Emma Dante: dal 7 aprile info su www.tcvi.it/it/classici2015; infolimpico@tcvi.it; tel. 0444 327393.

LEAVE A REPLY