Daniele Pecci in “Amleto”

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fotodi William Shakespeare

con Daniele Pecci
regia di Filippo Gili
produzione Compagnia Stabile del Molise

in collaborazione con Uffici Teatrali

Note di regia

Quando  mi ha chiesto di fare un Amleto con lui, ho subito visto lo spettacolo. Niente quinte, niente fondali, cordami a vista, platea accesa, una rappresentazione in cui il castello di Elsinore, tutto, si metterà gli abiti del teatro. Da un sipario che diventerà l‘arazzo’ del terzo atto, ad ambienti che si spostano sopra e sotto il palcoscenico. Sarà il teatro intero la nostra scenografia. E sarà la voglia di raccontarlo così com’è, questo Amleto, lineare, rapido, ritmato, senza negare il lirismo ma liscio, semplice, vivo. Vivo com’è viva la malizia di Polonio, vivo com’è vivo il torpore di Gertrude, com’è viva la censura di Ofelia, com’è viva l’intuizione di Claudio: un impero, da Don Chisciotte, passando per il potere dell’atomo, fino ai microchip odierni e per chissà quanto ancora, si può mettere a soqquadro solo con l’ausilio di una goccia di veleno. Con Amleto che si porta sulle spalle un peso che lo porta ai giorni nostri: quello di un vivere nel mondo, senza ‘esserci’.

Filippo Gili

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