Ferite a morte

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Teatro Asioli Correggio (RE) 1/11/2013Lella Costa in: "FERITE A MORTE"Reduce da un lungo tour internazionale (tra autunno 2013 e primavera 2014) con tappe a Washington D.C., New York (nella sede dell’ONU in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne), Bruxelles, Londra, Lussemburgo, Ginevra, Strasburgo e Parigi, ritorna al teatro Carcano di Milano Ferite a morte.

Lo spettacolo imperdibile e sconvolgente nella sua incisiva ed efficace semplicità – scritto (in collaborazione con Maura Mesiti) e diretto da Serena Dandini – vede in scena quattro valide attrici quali Lella Costa (uno dei simboli del teatro civile), Giorgia Cardaci, Orsetta de’ Rossi e la brava e simpatica Rita Pelusio, ciascuna con la propria specificità interpretativa capace di evidenziare al meglio le infinite sfaccettature del variegato mondo femminile non sempre così comprensibili e decodificabili.

Le quattro artiste raccontano storie di donne che hanno subito violenza mortale: sono le vittime stesse a narrare in prima persona la loro dolorosa e sfortunata vicenda parlando da un mondo ultraterreno, connotato da abiti e colori scuri, che raccoglie le martiri dei femminicidi.

Toni accorati e asciutti con sfumature tra l’ironico e il grottesco caratterizzano i singoli racconti che le autrici traggono dalle cronache quotidiane e dalle inchieste giornalistiche di tutto il mondo: fil rouge le violenze perpetrate da familiari più o meno stretti che si trasformano in Caini inattesi o annunciati come illustrano le dettagliate descrizioni degli ultimi momenti fino all’interruzione violenta della vita.

E non c’è preclusione di latitudine, cultura, paese o religione: in ogni angolo del pianeta come evidenziano i vari resoconti avvengono azioni efferate, si sgozzano agnelli sacrificali mentre filmati e immagini scorrono sul grande schermo che occupa una parte della scena e la musica accompagna il suono delle meste parole.

Applausi a piene mani anche da parte degli uomini presenti in sala: è necessario evidenziare come gli autori dei femminicidi siano soprattutto maschi e lo spettacolo rappresenti una drammatica denuncia utile a diffondere la conoscenza del problema e si auspica possa fare riflettere i possibili carnefici. Occorre una vasta e capillare opera di educazione che ab infantia formi individui con un forte senso del rispetto verso l’altro anche se si dubita che siano in molti a conoscere ancora tale termine.

Non bisogna dimenticare che “Ferite e a morte” è anche il titolo di un libro edito nel 2013 per i tipi di Rizzoli comprendente i testi messi in scena e di un blog www.feriteamorte.it con associati pagina facebook e profilo twitter aggiornati su pareri, eventi… e finalizzati a raccogliere e diffondere informazioni di ogni genere su tale argomento che è una sacrosanta battagli di civiltà.

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