“La belle joyeuse” di Gianfranco Fiore

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fotoLa bravissima, intensa, Anna Bonaiuto porta in scena al Teatro Franco Parenti la vita affascinante, controversa, turbolenta, di Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso. È incredibile (e lo sarebbe anche ai giorni nostri) che una donna, a cavallo dell’ottocento – per di più malata di sifilide contratta dal marito – riesca a mettersi a capo della rivoluzione risorgimentale, a rinunciare per la causa al ricchissimo patrimonio familiare, a fuggire dalla sua Milano sotto il giogo degli austriaci e vivere in povertà a Parigi. La sua modesta abitazione diventa presto il salotto del mondo letterario e da artisti tutti sedotti da quella donna bella, colta, intelligente. Cristina ritorna poi a Milano con la piccola figlia Maria nata a Parigi e trasforma il suo palazzo in un falansterio e continua la sua attività politica. Ma pochi mesi dopo, il 6 agosto 1848, gli austriaci ritornano a Milano e lei è costretta all’esilio. Dopo un anno la troviamo in prima linea a Roma in occasione dell’insurrezione romana presto sedata. Cristina delusa dall’amico Napoleone terzo parte con la figlia e pochi esuli e si stabilisce in Anatolia dove verrà gravemente ferita da uno spasimante (un bergamasco della sua troupe). Dopo 5 anni, grazie ad un’amnistia, torna nella sua Milano e, vista finalmente avverato il suo sogno di un’Italia unita, si ritira dalla scena. Questo grande personaggio che è stata definita: spietata assassina per il governo austriaco, “sfacciata meretrice” per papa Pio IX, bellezza famelica di verità per Heine, “prima donna d’Italia” per Cattaneo, “più impenetrabile della Gioconda” da Balzac, muore a Milano a 63 anni precipitando in quello che lei temeva più della morte: l’oblio.

Cristina ha recitato nella vita tutte le parti della commedia umana, così la stupenda Bonaiuto nell’interpretare i frammenti di ricordi, di emozioni, di frustrazioni di questa personalità prismatica indossa di volta in volta un’incredibile gamma di espressioni (tonali, gestuali, mimiche) per aderire alle diverse facce di questa donna affascinante, irrequieta, orgogliosa, autoritaria.

Il testo molto bello e filologicamente corretto è stato scritto da Gianfranco Fiore.

Calorosissimi e meritati applausi alle eccezionali Anna e Cristina (l’attrice e la protagonista).

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